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Desiderio cuckold
Da ragazzo mi eccitavano le punizioni fisiche, donne più adulte
e comunque situazioni difficili da realizzare poi un po' alla volta ho
aggiustato il tiro cercandomi partner con le quali parlare e
aggiungendo sempre più aspetti SM nelle relazioni. Con mia
moglie, con la quale abbiamo un grande rapporto d'amore, abbiamo
sviluppato la nostra piena soddisfazione erotica liberando lei, con la
teoria di un passo alla volta, da quei sensi di colpa e pudore
purtroppo ancora molto diffusi nelle coppie.
Ci sentiamo normali e felici per questo. Come dicevo la nostra
interpretazione dell'SM si mostra con maniere diverse da quelle che
desideravo in passato, ma per me ora ciò che rappresenta il
massimo è un rapporto che ha molto di testa, di umiliazione
psicologica più che fisica. Questa situazione è comunque
molto frequente nel mondo americano sotto il nome di cuckold.
Io e mia moglie Monica siamo sposati da oltre cinque anni. Io ho 43
anni, lei 33. Durante i nostri incontri erotici abbiamo sempre dato
sfogo alle nostre fantasie con piena soddisfazione. Mia moglie è
veramente una bella "figa": mora, occhi scuri, corpo slanciato, gambe
dritte, un bel seno ed un culo favoloso. Lei è una donna curata
e femminile, vanitosa e sa attirare facilmente l'attenzione degli
uomini. Circa un anno, fa durante un nostro rapporto, lei mi chiese se
poteva farsi scopare da un altro uomo e che questo era un suo grande
desiderio.
“Tu non ti arrabbi, caro, se mi faccio scopare da un altro? Vero che
no?"
Mentre mi diceva così passava con le unghie rosse delle sue mani
curate la punta del mio cazzo. Da una parte la gelosia mi assaliva,
dall' altra l'idea di mia moglie usata da un altro aumentava la mia
eccitazione.
"Allora caro, che cosa ne dici? Da come è duro il tuo cazzo
sembra tu sia d'accordo con me".
Ancora qualche strofinata delle sue unghie sul mio cazzo e venni
copiosamente sulla sua mano. "È proprio vero che sei un buon
maritino!" mi disse portando la sua mano sporca di sperma sulla mia
bocca. Io, inebetito da quella situazione, automaticamente tirai fuori
la lingua e leccai tutta la sua mano finché non fu totalmente
pulita. Monica incominciò ad uscire alcune volte la sera con le
amiche, dicendomi che andavano a ballare, vestendosi sempre in modo
provocante. Una sera tardi, io ero ancora sveglio davanti al
televisore, al suo rientro venne vicino a me e disse:
"Ho una sorpresa per te!"
Alzò la gonna mostrando le sue belle gambe inguainate da calze
nere velate e reggicalze e disse:
"Ho voglia di essere leccata in mezzo alle gambe, subito!"
Si sedette sulla poltrona, mi fece inginocchiare di fronte a lei e
spinse la mia testa fra le sue gambe.
"Caro maritino, sai, questa sera mi sono fatta scopare a lungo da un
bell'uomo che
mi ha fatto godere tanto e mi ha riempito la figa di sperma. Ora tu
devi pulire, leccare bene la mia figa perché da oggi questo
sarà il tuo compito".
Con questo tono di comando cominciò da allora un nuovo tipo di
rapporto con mia moglie, così disponibile e troia con altri
uomini, che godeva del suo piacere di umiliarmi sessualmente.
Così le piaceva e la eccitava essere desiderata tanto dagli
uomini, farsi usare e sbattere per poi negare a me il suo corpo. Quando
tornava dall'ufficio si metteva comoda su una poltrona e mi faceva
accomodare in ginocchio di fronte a lei. Poi prendeva il telefonino e
cominciava una lunga telefonata con un suo amante. Nel frattempo
appoggiava le sue scarpe sul mio pene, scarpe sempre dal tacco molto
alto, e le strusciava avanti ed indietro. Io dovevo tirare fuori il mio
cazzo turgido e cominciare una lenta masturbazione mentre lei al
telefono diceva:
"Questa sera ho voglia di prendertelo in bocca e leccartelo bene, lo
sai che sono la tua troia!"
Così, sentendo frasi che lei apposta enfatizzava, io esplodevo
in un orgasmo fantastico che lei acconsentiva con uno sguardo
malizioso; poi, sempre rimanendo al telefono, portava le sue scarpe
sporche del mio sperma alla mia bocca, annuendo con un gesto.
Rimaneva in conversazione fino a che io non le ripulivo perfettamente
con la lingua da ogni traccia di sperma. Un po' alla volta mi fu negato
ogni rapporto sessuale diretto, nonostante le piacesse vedermi eccitato.
Spesso capita che lei mi chieda di aiutarla a vestirsi per uscire con
un altro uomo; e dopo una doccia mi chiede di aiutarla a scegliere la
biancheria intima.
"Pensi che ad Angelo - uno dei suoi amanti - piacciano queste mutandine
di pizzo nero e questo reggicalze che mi hai regalato per il nostro
anniversario? Potrei metterle con le calze velate con la riga! Mi
prendi nell'armadio le scarpe nere di vernice, quelle con il cinturino
alla caviglia?"
Mentre indossa questa lingerie da sballo, io corro a prendere quelle
scarpe dal tacco vertiginoso e mi accosto al letto dove è
già seduta.
"Stai attento a non rompermi i fili delle calze, perché Angelo
si arrabbia tantissimo per queste cose!"
Poi indossa un abitino nero aderente, prende le sue cose, mi bacia
profondamente e, mettendomi una mano sul cazzo, dice:
"Fai il bravo, stai a casa, metti in ordine la mia stanza e pulisci la
cucina. Se fai il bravo la tua mogliettina ti ricompenserà'".
La sua ricompensa è tornare a casa molto tardi, magari un po'
brilla, sdraiarsi sul divano, accendersi una sigaretta, sollevare la
gonna e mostrarmi le sue calze sporche di sperma, le sue mutandine
fradice di orgasmi suoi e di un altro uomo e di dirmi quanto ha goduto
e quanto ha fatto godere.
"Tira fuori la lingua e lecca la figa di tua moglie appena usata dal
cazzo grosso di un altro uomo!".
Io lecco con frenesia facendole raggiungere un ulteriore orgasmo;
stanca, lei prende le sue mutandine, le mette sulla mia faccia e va a
letto lasciando che io mi tocchi in solitudine.
Una volta, a tarda mattina, è passata a trovarmi nel mio studio
facendomi una inaspettata sorpresa.
"Ciao caro, oggi avevo una giornata libera per cui sono passata a
salutarti".
Dalla borsetta ha estratto le sue mutandine nere di pizzo appoggiandole
sopra la mia scrivania. Le mutandine avevano una evidente striscia
biancastra sulla parte che poggia direttamente sulla figa, segno chiaro
di una recentissima scopata.
"E un regalino per te. Se mi ami, vai nel tuo gabinetto a leccarle e
fatti una bella sega!"
La nostra relazione aveva preso ormai questa piega e, riflettendo a
mente fredda, ho pensato di ribellarmi a questa situazione; in un
confronto con Monica le ho detto che dovevamo cambiare, che tutto
doveva tornare come agli inizi, in un rapporto normale senza essere
solo abbagliati dalla libido sessuale. Subito lei ha cominciato ad
arrabbiarsi e, irritatissima, mi ha mollato un ceffone secco sulla
faccia:
"Se tu vuoi così, io ti lascio, perché non voglio
rinunciare alla mia libertà!"
Queste parole ed il pensiero di perdere Monica mi fecero abbassare gli
occhi, come altre volte, in segno di sottomissione e lei, gestendo al
volo la situazione, esclamò:
"Mi hai fatto arrabbiare molto ed ora pretendo le scuse, le scuse come
dico io!"
Mi fece spogliare in soggiorno e mettere nudo in ginocchio al centro
della sala. Si avvicinò ed appoggiò la punta della sua
scarpa sul mio pene, premendo con forza tanto da stimolare la mia
pronta erezione.
"Adesso ti devi masturbare lentamente e dirmi che mi adori, che sono la
tua unica donna, quella che ami e che io, se lo desidero, posso andare
con gli uomini che voglio mentre tu mi sarai sempre fedele!".
Si accese una sigaretta e rimase in piedi a qualche metro da me
guardando verso la finestra e ascoltando le mie scuse.
Alla fine non riuscii a trattenere il mio orgasmo e grossi fiotti di
sperma caddero sul pavimento.
"Guarda, hai sporcato il pavimento, mostra alla tua mogliettina che sei
diventato ubbidiente, lecca bene con la lingua e pulisci tutto!".
Così la scorsa settimana, la domenica pomeriggio, mi ha detto
che avrei dovuto assistere ad un suo incontro, potendo guardare dalle
feritoie del nostro spogliatoio accanto alla nostra camera da letto. I
preparativi sono stati: mettere una sedia nello spogliatoio, assicurami
nudo alla stessa con del nastro adesivo per pacchi con un paio di sue
mutandine infilate nella mia bocca per impedire rumori indesiderati, e
indossare un preservativo sul pene per evitare che, per troppa
eccitazione, sporcassi i suoi vestiti appesi.
Di lì a pochi minuti il campanello ha suonato e poco tempo dopo
mia moglie è entrata nella nostra camera con un ragazzo giovane
ed aitante, quei tipi che fanno immagine nelle discoteche. Evitando i
preamboli, mia moglie togliendosi i vestiti gli ha detto:
"Facciamo presto perché mio marito è andato allo stadio e
non abbiamo tantissimo tempo!".
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