Trailer SM Video
  Novità nel Sito
  Newsmeetings
  Reality
  Fantasy
     Femdom
     Submissive
     Bizzar
  Feet
  Spanking
  Visibility
  Letteratura
  Racconti d'Autore
  Drawings
  On Newspapers
  Fetish Links
  ClubStories
  Dvd sadomaso
 Mappa del sito
  Video Sadomaso
  SM Video

Vocabolario
Cerca


Vai


NewsMeeting
Feb-2012
L M M G V S D
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
»Home »Fantasy  »Femdom 
Le ambizioni di Camilla possono considerarsi infinite. Non si ferma davanti a nulla o forse sarebbe meglio dire che nessuno è in grado di fermarla. In età adolescenziale ha capito che dentro di lei c'era un qualcosa che le permetteva di sopraffare gli altri, di dominarli nella mente e nel corpo, era nel suo animo la voglia di dominare. Esternamente la sua forza era data dalla bellezza, di un fascino e di una raffinatezza che la rendevano irresistibile. Camilla è bruna, occhi scuri, fisico perfetto anche se di altezza non eccessiva. Il primo stimolo da Dominatrice lo ha avvertito in tenera età, ad appena dodici anni stava giocando innocentemente con un suo amichetto, Ezio, e simulavano una lotta. Ezio cadde a terra e premette sul suo esile corpo il suo piede. Come colpita da una scintilla, Camilla continuò e rafforzare la pressione, bloccando al suolo il piccolo Ezio. Presa da una furia improvvisa, prese poi a tirargli una serie di calci nello stomaco e a piombargli subito dopo sul corpo, con un'azione degna del migliore atleta di lotta libera. Questi giochini innocenti continuarono saltuariamente, finché Ezio si trasferì con i suoi genitori in un altro paese. Tempo dopo, quando cioè Camilla aveva circa vent'anni e Ezio ventuno, si incontrarono con i rispettivi genitori che erano rimasti ottimi amici. In una calda estate Ezio e Camilla ebbero così l'occasione di chiacchierare tra di loro, ricordando i tempi in cui entrambi erano adolescenti e raccontandosi ciò che era accaduto dopo la loro separazione. Camilla era felice di rivedere Ezio, sia perché grazie a quei giochi proibiti cominciati aveva tirato fuori negli anni seguenti una grinta ed una sicurezza di sé incredibili, sia perché Ezio era diventato proprio un bel ragazzo. In quei tempi Camilla usciva con un uomo più grande di lei di circa sette anni ed Ezio aveva una storia molto futile con una ragazza del suo paese. Lei stava da qualche mese con quell'uomo più per convenienza che per vero amore. Marco, il suo partner, non stava certo male a soldi. Aveva una bella macchina e permetteva a Camilla di godersi la bella vita, non dovendosi mai preoccupare di pagare questo o quello sfizio che gradiva. Come è poi solito tra due persone che non si vedono da anni, Camilla ed Ezio hanno cominciato a rispolverare le classiche frasi del tipo "Ti ricordi quando ...?" e da lì sono riemersi i giochini "innocenti" di quando erano più piccoli. " Camilla, ti ricordi quanto ti divertiva sottomettermi quando eravamo piccoli?" "Certo che me lo ricordo. Anzi, certe scene di dominazione mi sono rimaste impresse come se le avessi registrate ed ogni tanto la cassetta si inserisce e rivedo perfettamente ogni minimo particolare". " Anche per me succede la stessa cosa. E sono stati quei giochi “innocenti” che mi hanno fatto maturare da un certo punto di vista". "Addirittura! E in che senso?" "Nel senso che...beh, certe cose, in certe circostanze vengono fuori. Istintivamente..." "Ti dispiacerebbe essere più chiaro?" "Vedi...speravo tanto di rivederti un giorno, avrei voluto chiamarti per parlare con te, ma non ne ho mai avuto il coraggio. Quello che è successo tra di noi anni fa mi ha condizionato nei rapporti sessuali..". "Hai fatto esperienze in questi anni?" "Sì, ma ogni volta, specie durante i rapporti sessuali, la mia immaginazione corre attraverso scene di dominazione e sottomissione. Per godere appieno devo pensare ad un atto crudele da parte di una donna nei miei confronti. Mi piace essere dominato, ricevere ordini". "Sei diventato masochista?" "Sì, direi proprio di sì, anche se provo un po' di vergogna nel pronunciare questo termine". "E perché?" "Non so, forse perché non ne ho mai parlato con nessuno..." "E provi vergogna per questo?" "No, assolutamente anche se ci tengo ad una certa riservatezza". "E allora perché non ne hai mai parlato con qualcuno? Per esempio con la tua ragazza..." "Non è facile. Tu sei la prima a cui dico queste cose e ho scelto te perché in fondo è con te che è emersa la mia natura di sottomesso.” "Interessante. Ma cosa cerchi di preciso in un rapporto con questa donna crudele?" "Vorrei essere dominato completamente sia a livello psicologico che fisico". "Frustatine e roba dal genere?" "Beh, non proprio. Vedi, nel...sadomasochismo si crea una certa complicità tra chi doli mina e chi viene dominato. Il dolore di per sé non porta piacere. Ma è questo legame tra i due opposti che crea il godimento. Io, sottomesso, godo del piacere che prova una donna dominatrice nel farmi del male e nel donarmi completamente ai suoi capricci". "Forse riesco a capire, ma non mi sembra così semplice". "Per questo molte persone che hanno dentro di sé una natura dominatrice o sottomessa non riescono ad esternarla e ad accettarla. Il motivo è la pigrizia o la non consapevolezza di avere queste tendenze". "Aspetta un momento: stai forse cercando di tirare fuori questa natura anche da me?" "Più che altro ci spero..." Ridono insieme, poi tornano seri d'improvviso. "In effetti non ho mai pensato a queste cose. Non ti nascondo che quegli episodi che ci hanno visti protagonisti anni addietro mi avevano colpito ed è probabile che proprio grazie a quelle esperienze sia cresciuta dentro di me una voglia sconsiderata di dominare gli altri. Ma non l'ho mai vista in un'ottica sessuale". "Potresti cominciare adesso ad aprire gli occhi". "Non lo so. Mi sembra una cosa troppo macchinosa". "Ci sono qua io ad insegnarti". "Ma come, non dovrei essere io la maestra?" "Certo, ma se non vieni avviata sulla giusta strada, rischi di perderti". "Va bene, accetto la sfida". Ripensare al dialogo con Ezio è stata una cosa naturale per Camilla: solo da quel momento ha iniziato a vedere il suo rapporto con gli altri sotto un'altra ottica. In fondo, fino ad allora lei non aveva fatto altro che sopraffare gli altri - gli uomini in particolare - per sfruttarli o comunque usarli per trame godimento sia sessuale che a livello personale, nella vita di tutti i giorni. Ha pensato a Marco, il suo fidanzato (per modo di dire). Lei lo usa unicamente per i suoi soldi e poche volte si è concessa a lui fisicamente, giusto per tenerselo buono. Ma il fatto di dominarlo in questo modo l'ha sempre eccitata: usare il suo corpo - concedendolo solo di rado - è un atto di sadismo che lei compie nei confronti di Marco. Quante volte lui aveva una voglia matta e lei non lo ha soddisfatto con futili scuse o con esplicito sadismo! Ripensando al suo rapporto con Marco in un'ottica sadomasochistica, ecco che il fulcro della sua azione si fa vivo ed è inevitabile, per lei, iniziare una vigorosa masturbazione... Camilla immagina di andare oltre nel suo rapporto con Marco, di sfruttarlo ancora di più e di ridurlo ad uno straccio, un oggetto da usare a piacimento. Che poi Marco abbia o meno tendenze masochistiche, a lei non può fregargliene di meno: di certo, con un'eventuale separazione, a perderci sarebbe lui, considerata la bellezza ed il fascino di lei. Camilla ha deciso così di rafforzare il suo dominio sul suo fidanzato, anche a costo di perderlo. O forse sarebbe meglio dire, perdere il suo contributo economico. L'appuntamento l'ha fissato lei per un venerdì sera: l'abbigliamento, per lei, doveva essere il più eccitante possibile, sia per se stessa che per i sensi del povero Marco: vestitino nero attillatissimo, stivali di cuoio nero alla coscia con tacco a spillo e sopra una calda pelliccia bianca. Senza rendersene conto assomigliava ad una vera Padrona, specie con quegli stivaloni che le aveva regalato Michael per soddisfare un suo capriccio, ma mai avrebbe pensato ad un utilizzo in chiave sadomasochistica per quelle calzature. Joan si fece venire a prendere e andarono a cena fuori. Per lei tutto era improvvisamente chiaro: lui doveva diventare "veramente" il suo schiavo, in tutto e per tutto. La sigaretta gliela deve porgere lui, gliela deve accendere. La portiera della macchina gliela deve aprire e richiudere lui, eccetera. A lei viene naturale dare ordini di questo tipo: "Dammi una sigaretta o accendimela", oppure umiliazioni e frecciatine del tipo "Ma che razza di sigarette fumi? Fanno veramente schifo! Vedi di comprare una marca più decente la prossima volta!" Oppure: "Beh, che aspetti ad aprirmi la portiera?! Non credi che dovresti comportarti un po' più da cavaliere con me?". Marco reagì bene, secondo cioè i piani di Camilla: servizievole, pronto. È un po' buffo nei movimenti, pieni di imbarazzo e di scuse. Certo, era abituato ad essere trattato a pesci in faccia, ma da quel giorno le cose sembravano essere cambiate, Camilla appariva più autoritaria e capricciosa del solito. Lui alla fine accettava tutto, nutrendo per lei un amore sconsiderato, al limite della follia. Quindi, tutte le richieste di Camilla diventavano per lui un dovere, fatto con tutte le attenzioni possibili per non deludere, ma soprattutto perdere, la sua amata. Al ristorante il servilismo di Marco fu messo alla dura prova: Camilla gli impose di versarle sempre da bere e di accenderle le sigarette ad ogni suo cenno. Prese poi a stuzzicarlo con giochini sempre più crudeli: "Hai visto come mi sono vestita?" "Sì, cara, sei stupenda". "L'ho fatto per te, per eccitarti. Pensa a quali giochini interessanti potremo fare dopo a casa tua...Lo sai che non ho niente sotto?" Marco non riuscì a rispondere, la sua eccitazione era palpabilissima. "Adesso io ordino per te la tua cena, te la farò portare, ma tu non dovrai toccarne neanche una briciola, altrimenti questa sera non mi sfiorerai nemmeno con un dito. Lo farai per me?" "Ho una fame terribile, perché mi fai questo?" "Voglio mettere alla prova il tuo amore nei miei confronti e quanto saresti disposto a fare per me". "Va bene, lo faccio solo per te". "Ok. Cameriere..." "Mi dica signora". Camilla ordinò la cena per entrambi, ovviamente scegliendo tra i piatti più raffinati e costosi. Da bere solo champagne della migliore marca. Quando cominciò ad arrivare il primo piatto, Camilla degustò per bene ogni boccone prima di metterlo in bocca, con lento e studiato sadismo verso Marco, preso dai crampi della fame nel vedere una scena del genere. Camilla si sentì eccitata come non mai: tenere in pugno una persona stava diventando per lei una fonte di inesauribile e indescrivibile piacere. Intanto Marco si teneva pronto per versarle da bere ed accenderle di tanto in tanto una sigaretta. Lei lo fissava con uno sguardo duro e sensuale, mentre il suo piede stimolava i sensi di Marco, strofinandosi contro la sua gamba. Al termine della cena uscirono dal ristorante, dopo che Marco ebbe pagato il conto - piuttosto salato per lui, visto che non aveva toccato cibo! - e se ne andarono a casa insieme. Appena messo piede nella casa di Marco (una bella villa), questi fu preso da una furiosa eccitazione: tentò di saltare addosso a Camilla, ma lei lo respinse con raffinatezza: "Calmo, ciccino! Toglimi la pelliccia..." Lestissimo, Marco gliela tolse e si eccitò ancor di più nel vederla abbigliata in quel modo così sexy. "Vai a prendermi da bere, ho sete". "Sì, Camilla, ma ti giuro che non sto più in me, desidero tantissimo fare l'amore con te". "Tranquillizzati, hai mica fretta?" Marco tornò con i drinks e Camilla si stese sul divano. Si rialzò all'arrivo dell'uomo: "Adesso, come ti ho promesso, faremo dei giochini molto eccitanti. L'importante, per farli bene, è che tu ti lasci fare tutto quello che voglio. Vedrai che piacerà anche a te. Sei d'accordo?" "Sì, Camilla, fammi tutto quello che vuoi..." "Bravo, vedo che cominci a capire come ti devi comportare: ora spogliati nudo ed inginocchiati nell'angolo con la faccia al muro. Io torno subito con una sorpresa". Il povero Marco assunse la posizione ordinatagli ed attese il ritorno della sua amata. Camilla fece ritorno qualche minuto più tardi, con in mano delle corde. Con quelle serrò i polsi dell'uomo, mentre lo bendò con un foulard di seta nera. Si mise davanti a lui, gli accarezzò i capelli. Quel completo dominio la eccitava e la stimolava a mettere in atto altre azioni sadiche nei confronti di quell'essere inferiore che si trovava davanti. Gli accarezzò il petto e giocò con i suoi capezzoli, stringendoli e strizzandoli con stupefacente praticità. Le sue unghie percorsero la schiena ed il petto dell'uomo, che mugolava di piacere. Il suo sesso era semi-eretto, segno che il trattamento non gli dispiaceva affatto. Camilla lo prese in mano e praticò una lenta ed esperta masturbazione, che produsse ì dovuti effetti, dando a quel membro la massima estensione e durezza. Le venne poi in mente un'idea: fece sdraiare, schiena a terra, Marco sul pavimento e lei, eretta, prese a masturbarlo con la suola dello stivale. L'uomo dimostrò di gradire alquanto l'operazione, nonostante le frequenti affondate del tacco crudele nei testicoli o nel ventre. Godette come un matto e lei gli strofinò la suola sullo sperma riversatosi sul ventre. Gliele spalmò per tutto il petto e sulle cosce, provando una sensazione indescrivibile e molto eccitante. "Bravo il mio vermetto. Ha goduto! Ora però si deve impegnare nel contraccambiare il favore e deve farlo veramente bene se non vuole deludermi!" Si sedette sul suo viso ed affogò quasi Marco con i suoi umori. Gli impose di farla godere con la lingua e lei cercò di prolungare il più possibile l'estasi, sia per il piacere che le stava procurando, sia per far soffrire un po' quell'essere sotto di lei, quasi soffocato e leggermente schifato nel leccare i suoi umori dopo aver goduto. Dopo lunghi minuti Camilla venne abbondantemente in bocca al suo uomo, dopodiché lo slegò, gli tolse la benda e gli ordinò di andarsi a lavare tutto tranne la faccia: "Voglio che i miei odori rimangano stampati sulla tua faccia fino a che non andranno via da soli. Consideralo pure un marchio di proprietà. Tu sarai il mio oggetto, la mia cosa, il mio schiavo. Se accetti, ci divertiremo, altrimenti dimmelo subito e me ne vado senza che tu possa rivedermi mai più. Accetti?" "Sì, Camilla, farò tutto quello che vuoi". Bastò poco, dunque, a Camilla, per tirare fuori la sua verve di Dominatrice, di donna superba che grazie alla sua bellezza, alla sua raffinatezza ed autorità riesce ad incantare e a tenere in pugno chiunque le si ponga davanti. Tornata a casa dopo quella prima seduta S/M, Camilla ripensò all'accaduto e le tornò l'eccitazione, per calmare la quale, non le restò altro da fare che masturbarsi a lungo... Il giorno seguente telefonò a Ezio. Aveva bisogno di approfondimenti, doveva capire cosa occorreva per rinforzare il suo potere sugli uomini, il suo dominio doveva essere totale e l'opinione di chi si trovava dall'altra parte l'avrebbe sicuramente aiutata nel suo scopo. "Ciao Ezio, sono Camilla". "Ciao carissima, come stai?" "Tutto ok". "A cosa devo l'onore di questa chiamata?" "Beh, mi dovevi insegnare delle cose, ricordi?" "Certo. Sei convinta nel volerle approfondire?" "E se no perché ti avrei chiamato?" "Non so...forse solo per salutarmi..." "Non fare lo stupido. Piuttosto, ti va se ci vediamo questa sera? O da bravo insegnante hai bisogno di un po' di tempo per preparare la lezione?" "Ho già studiato abbastanza, potrei istruirti da subito". "Bene, allora vieni da me alle nove questa sera e sii puntuale". "Su questo non dubitare. Con una Padrona non ci si può permettere di sgarrare". "Bravo. Ciao, a stasera". Ezio, elegantissimo, si presentò puntuale all'appuntamento. Camilla lo attese con abbigliamento eloquente: giubbino di pelle nera corto con sotto nient' altro che un reggiseno nero, mini-gonna sempre di pelle e gli stivaloni di cuoio che già aveva indossato nella fatidica serata con Marco e che le avevano portato fortuna nella conquista come Dominatrice. "Oh, mamma mia! Sei semplicemente divina!" "Sapevo di piacerti". "E come faccio io a stare qui soltanto a parlare quando ho di fronte una superba creatura abbigliata in tale modo?!" "E chi ti dice che staremo solo a parlare? Come prima cosa ho pensato che per affrontare certi argomenti e per metterti più a tuo agio c'era bisogno della giusta atmosfera. Vestita così te la creo questa atmosfera, non è vero Ezio?" "Questo è certo!" "Allora, come iniziamo le lezioni?" "Direi innanzitutto che tocca a te dirmi cosa pensi dell'S/M dopo averti accennato l'argomento la volta scorsa..." "Sarò breve: mi interessa approfondire il discorso. Quello che tu mi hai detto l'altra volta, i miei pensieri successivi e ciò che ho provato ieri sera con Marco mi hanno convinta che l'SM è decisamente un argomento interessante". "E cos'è che hai provato con Marco?" Camilla raccontò all'amico le vicende della serata precedente e durante la narrazione notò una certa eccitazione nelle espressioni di Ezio: "Ehi, sbaglio o ti stai eccitando?" "Ad essere sincero, mi sento proprio arrapato. Tu, vestita in questo modo, che mi racconti come hai dominato Marco, come lo hai umiliato e sottomesso, beh...credo che mi basterebbe poco per godere..." "Ah, ah, ah. Come sei suscettibile!" "Camilla, sei stupenda, davvero. Vorrei tanto essere tuo schiavo". Il viso di Ezio diventò improvvisamente paonazzo e Camilla se ne accorse all'istante: "Piccolo, anch'io lo voglio, lo desidero da morire. L'unico mio handicap, per ora, è che non so bene le varie cose che si possono fare durante un rapporto del genere. Voglio dire: va bene per i giochetti collegati all'aspetto strettamente sessuale, ma oltre non riesco a trovare spunti per continuare questi giochetti". "Ormai ho capito che la base psicologica e filosofica dell'S/M è ben rimarcata in te, non ti resta che prendere spunto da altre vicende". "Cioè?" "Cioè leggendo libri, riviste, e guardando qualche videocassetta sull'argomento. Ce ne sono tante". "Insomma, mi devo fare una vera e propria cultura prima di mettere in pratica queste cose?" "Non c'è bisogno di leggere cinquanta libri e rovinarsi la vista a suon di video. Ti basta prendere qualche spunto, per interpretare a modo tuo e sfruttare la fantasia. Dovresti entrare nell'atmosfera giusta, carpirla. Capire quello che vuole il tuo schiavo, cosa pensa, quali sono i suoi limiti. Devi penetrare la psiche e le emozioni del tuo complementare. E lui lo stesso con te, cercando di soddisfare i tuoi capricci, di intuire ciò che più aggrada alla propria Padrona. E’ questo il feeling, la complicità che si deve creare tra le due persone di tendenze opposte. Se non si crea questo sentimento d'unione, il rapporto finisce lì e se continua diventa violenza di uno nei confronti dell'altro". "Ho capito. E già ... Anche con Marco, in quelle due cose che abbiamo fatto, ho intuito questo feeling, pur essendomi ancora non tanto palese da captarlo con chiarezza. Però sentivo che il mio piacere nel dominarlo si trasmetteva a lui e - almeno da quanto ho capito - diventava per lui fonte di piacere". "Bene, vuoi dire che in fondo lui è masochista e che tu gli stai tirando fuori la sua vera natura". "Era così semplice, no?" "Dipende da come uno interpreta l'avvenimento. Se lo valuti solo dall'aspetto materiale, dalle sensazioni fisiche, il tutto è freddo ed insensato. Vedendo tale situazione da un altro punto di vista, ossia in chiave S/M, la dominazione/sottomissione non la vedi più come una cosa ridicola ed inutile o fatua, ma di grande valore per entrambi". "Hai proprio ragione". "Senti, ti ho portato un po' di materiale: un libro S/M scritto molto bene e con piena cognizione dell'argomento, una rivista del settore con esperienze vissute ed una videocassetta, che magari potremo vedere insieme. Che ne pensi?" "Va bene, ti ringrazio. Mettila pure nel video. Ma con un accorgimento: mentre la guardiamo voglio che tu stia accucciato per terra di fronte a me, in mezzo alle mie gambe. Ti aggrada la cosa?" "Direi che è la mia situazione preferita". Ezio prese la videocassetta, la inserì nel videoregistratore e tornò da Camilla, sedendosi per terra, con la testa in mezzo alle sue gambe. Mentre le immagini iniziarono a scorrere nel video, Camilla appoggiò i suoi piedi sulle cosce di Ezio, premendo il tacco acuminato sulla pelle del ragazzo. Per lui l'eccitazione era già alle stelle, mentre le mani di Camilla non tardarono ad accarezzare i propri seni ed il proprio sesso. Ezio potè udire chiaramente i sospiri della donna, che dimostrò di gradire l'argomento della cassetta. Senza pensarci due volte, Ezio prese ad accarezzare quegli splendidi stivali con le labbra, poi con la lingua. Alzò un piede di Camilla e lo portò alla bocca, per prendersi cura della tomaia del tacco dello stivale. Camilla era al settimo cielo: l'altro piede finì sulla spalla di Ezio ed il tacco regalò fitte di dolore a quella parte del corpo del ragazzo. Questi, preso dall'eccitazione, cambiò la posizione: si inginocchiò di fronte alla donna e le rese nuovamente omaggio, per ogni stivale, dal piede fino alla coscia, dove terminavano le sexy calzature. "Vieni più su, leccamela ora". Ezio non se lo fece ripetere due volte e si gettò in mezzo alle gambe della donna, baciando e leccando devotamente quel sacro orifizio. Camilla venne abbondantemente qualche attimo più tardi, presa dalle sensazioni procuratele da Ezio e dalle immagini di fustigazione che intanto venivano proposte dalla cassetta. Il suo tacco crudele continuò la pressione sulla schiena di Ezio, mentre il suo corpo si inarcava per l'orgasmo prorompente. "Continua a leccare fino a che non ti dico di smettere". Camilla sentiva l'eccitazione ancora forte dentro di sé, nonostante i due orgasmi già conquistati. Voleva tenere alta la sua tensione per tutta la durata della proiezione ed intanto saggiare la devozione di quell'essere inferiore sotto di lei. Terminata la videocassetta, Camilla impose a Ezio di denudarsi alla svelta. Lo condusse su di una sedia e lì lo legò con dei legacci recuperati da un cassetto. Lo immobilizzò per bene, bloccandogli le braccia, le gambe ed il busto. Lo stuzzicò sessualmente, impugnando la sua asta e massaggiando i testicoli del ragazzo che ovviamente subì tutto senza batter ciglio. Un piede si posò sulla coscia, poi, col tacco fisso sulla coscia e la suola dello stivale sul sesso, continuò ad eccitarlo, mentre si fece leccare un dito dallo schiavo. Giocò con i suoi attributi, muovendo semplicemente il tacco su di loro. Alternò piacere e dolore con astuzia, accarezzando e più spesso premendo, quello strumento crudele sugli attributi nudi e indifesi. Non avendo ancora delle attrezzature atte ai rapporti S/M, Camilla si arrangiò con la fantasia: una semplice riga di circa trenta centimetri venne utilizzata dalla donna come frustino. Si può ben immaginare quanto possa aver fatto urlare il povero Ezio, martoriato sul petto, sulle cosce e con piccoli, ma decisi colpetti sul pene dalla sadica donna. Camilla, arrossatagli per bene la pelle, si pose di fronte a lui e con un colpo con la suola lo fece ribaltare dalla sedia, facendolo sdraiare per terra (sempre ben legato). Lei si accucciò su di lui, pretendendo un'altra prestazione orale, che subito Ezio si premurò di fare con il massimo impegno. Nel frattempo, Camilla masturbò il sesso del ragazzo con una mano e l'altra la utilizzò per dare qualche sana strizzatina ai capezzoli del suo schiavetto. Pressoché contemporaneamente godettero con grande veemenza. "Allora, Camilla, mi pare che ti sia divertita...", le disse Ezio, dopo che entrambi si furono lavati. "Uhm...è stato fantastico! Credo che approfondirò al più presto tutti gli aspetti di queste pratiche sessuali. E tu dimmi: sono stata una brava Padrona?" "Ad essere sincero non sembrava che tu fossi alle prime esperienze col mestiere..." "Bene. Allora, sarai disponibile a diventare il mio schiavetto personale, non è vero?" "Sono già al tuo servizio, Padrona".


ClubStories  Drawings  Dvd sadomaso  Fantasy  Feet  Fetish Links  Letteratura  Newsmeetings  Novità nel Sito  On Newspapers  Racconti d'Autore  Reality  SM Video  Spanking  Trailer SM Video  Video Sadomaso  Visibility