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Gli schiavi di Ludmilla
Il mio schiavo! Mio e solo mio. Se lo cedo lo cedo io e a chi voglio
io. Dunque è ancora un mio oggetto che è in mio possesso.
Potrei fermarmi qui perchè in queste poche righe c’è
l’essenza di come io concepisco l’ SM. Mi piace fare male e vedere che
soffre quando lo frusto o quando gli strizzo le palle e lo porto in
giro per la stanza attaccato con un guinzaglio ai testicoli. Ma vederlo
soffrire non è fine a se stesso ma mi carica di forza
perchè sento che sono io che comando e faccio di lui quello che
voglio.
Guai se uno schiavo si ribella.
Prima che sia mio schiavo passa sempre molto tempo. Un paio di
settimane dal primo incontro dove lo vedo più volte per parlare.
Voglio sentire le sue fantasie e quello che ha veramente fatto e che mi
parli dei suoi limiti. Quando parlo di “miei schiavi” intendo i miei 4
che ho avuto veramente mentre i contatti si contano a centinaia. Tutti
gli altri si sono persi per strada perchè non mi hanno trasmesso
nulla o perchè non sapevano quello che volevano o non sapevano
esprimere quello che volevano.
Dunque avrei solo perso tempo con persone non adatte a me e forse io
non adatta a loro. Preferisco 4 o 5 aperitivi e partire con le idee
chiare.
Il rischio di toppare diminuisce di tanto ma anche il primo incontro
è basilare e anche li cadono in tanti. In questo caso mi
arrabbio con loro e anche con me per non avere capito nei colloqui.
Dunque capita quasi mai che un mio schiavo si ribelli perchè se
lo facesse veramente mi toglierebbe tutto il piacere e la soddisfazione
di dominarlo con la mia forza. Invece vederlo allo stremo delle sue
forze e che continua ad ubbidire mi riempie di eccitazione anche
sessuale.
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