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IL COLLEGIO   1
di Aldo

Per espresso ordine del Direttore ciascuna alunna deve costantemente prendere un 10 oppure un 9 cioè il massimo dei voti, per soddisfare i! proprio insegnante. Se anche solo riceve un 8 fallendo magari solo di poco il massimo del punteggio, dovrà ricevere una sculacciala a mano nuda davanti a tutte le sue compagne di classe. Se otterrà un 7 verrà frustata con il gatto a nove code e sotto il 7 dovrà subire una fustigazione sulla figa o sul buco del culo con un'edera pruriginosa. Se prende un 6 sarà frustata sui genitali, quindi riceverà un clistere di un litro e mezzo con un beccuccio di dimensioni normali.
Se prende un 5 dovrà seguire l'insegnante fin nella stanza delle punizioni e qui ricevere un castigo molto severo. Riceverà anche un clistere mollo caldo (due litri) quindi l'insegnante avrà la facoltà di godersela come più gli piace senza badare alle sue proteste.
Al voto 4 sarà lasciata a discrezione di due insegnanti, riceverà un clistere da due litri con aggiunta di glicerina e potrà essere presa dai suoi torturatori come più garba loro,
Con un 3 la punizione sarà estremamente dura da sopportare. La ragazza dovrà essere frustata fino a che il  medico non dirà che è prossima allo svenimento. Principalmente la fustigazione avverrà  sulla vulva, quindi dovrà essere sottoposta a un certo numero di attrezzi erotici dal Direttore, dopodiché riceverà un clistere molto caldo di due litri molto caldo addizionato di glicerina. Infine sarà scopata simultaneamente da tre uomini insieme per essere così umiliata pesantemente.
Poiché il Direttore  conserva un suo dossier personale su ciascuna di queste belle pollastrelle,  approfittiamo leggendo alcuni resoconti dettagliati come sa fare il Direttore  

Dossier Veronique
Véronique, studentessa di chimica, 24 anni, splendida capigliatura rossa, occhi verdi un po' a mandorla. Tette a forma di pera, chiappe rotonde, sesso pronunciato con labbra carnose, eccellente scolara, tranne che in musica... Ha una paura matta delle penetrazioni.
Seduta su uno sgabellino molto stretto, la bella rossa sta suonando, o meglio sta cercando di suonare, uno studio di Chopin.
“No, no e no... Più leggera prego, più leggera... Fa' un po’di attenzione, mettici un po' di sentimento; ed ora abbassa di più i gomiti... Adesso di nuovo, riprova e cerca di far meglio di prima o mi arrabbierò sul serio.”
Mentre Henry da tutte queste istruzioni la sua bacchetta batte ritmicamente sul piano per dare il tempo.
La giovane studentessa guarda con tremore l'uomo dall'aspetto severo vicino al piano. Indossa un vestito semplice di colore scuro, non pretenzioso, ma di taglio perfetto. Molto elegante.
Esitando, la ragazza ricomincia di nuovo, ma ad un certo passaggio, particolarmente difficile, si impapina per la seconda volta... e...
“Quando è troppo è troppo... l'hai fatto di nuovo e ti avevo avvertito che non avrei tollerato il minimo sbaglio. In piedi, Véronique...”  
Con la faccia pallida di apprensione, la ragazza si alza e guarda l'insegnante. Le sue labbra serrate ed il suo viso inespressivo accentuano ancora di più la sua evidente severità.
Senza una parola Henry squadra da capo a piedi la ragazza. E davvero deliziosa nella sua blusa bordata di bianco, nel suo abitino di seta nera con una larga cintura molto aderente al vitino, le calze in nero fumo e le scarpe con tacco a spillo.
Una pesante catenella d'oro attorno al polso sinistro ne evidenzia ancora di più la sottigliezza graziosa.
“La mano sinistra - ordina Henry. - Non così, la voglio col palmo verso l'alto.”
“Signore, la prego, non mi faccia male... “
La preghierina di Véronique termina in un acuto gridolino di dolore... ed eccola che si mette
davanti alla bocca la dolorante manina...
Henry ha appena fatto schioccare la sua bacchetta sulle sue dita e, senza prestare attenzione al dolore provocatole, le ordina di nuovo:
“Adesso la mano destra, e non protestare o ne avrai di più... Piangendo pietosamente Véronique, la quale sa di dover obbedire, offre la sua mano.
Swisssh... La bacchetta si abbatte di nuovo sulle sue lungo dita bianche ed ancora una volta le strappa un grido di dolore.
“Ed ora, giovane sciagurata, tirati su la gonna. Voglio vederti le gambe. Più su più su... Indossi le mutandine vero? Bene, allora voglio vederle.”
Piangendo per la vergogna, Véronique che sa che non le conviene disobbedire, si solleva lentamente la gonna ed ecco apparire dapprima il suo reggicalze finemente rifinito... A poco a poco, non smettendo di implorare pietà al Direttore, si scopre le lunghe cosce sulle quali le calze di seta scura contrastano meravigliosamente con la sua pelle color crema, protetta dai nastrini scuri del reggicalze... Poiché la ragazzina esita un po' troppo Henry, con un veloce guizzo del suo polso, vibra un feroce colpo a quella carne indifesa, con la sua flessibile bacchetta. Singhiozzando, invano la ragazza solleva più in alto il suo abitino ed improvvisamente ecco apparire la strisciolina di seta delle sue mutandine, sperdute nella stretta valle formata dalle sue cosce serrate... Che bella vista per gli avidi occhi dell'insegnante. Henry si avvicina di più e, senza badare alla refrattarietà della ragazza, le accarezza la protuberanza delle labbra carnose della figa attraverso la morbida stoffa, quasi impalpabile, che la nasconde. Fa qualche passo indietro poi ordina:
“E adesso, giù le mutandine.”
La ragazza dapprima lo guarda senza muoversi, ma poi, vedendo il bastone pronto a colpirla sulla sua carne sensibile, afferra l'elastico delle mutandine e si abbassa il piccolo ornamento della sua zona genitale, giù giù, fino alle ginocchia e il suo bel culetto paffutello è ora completamente visibile e così pure la zona in mezzo alle cosce, un bel cavallo coperto da una curata e morbida peluria, inutile per nascondere le sue parti più intime ai desideri del maturo insegnante.
“Adesso ragazzina tu torni al tuo seggiolino vicino al piano e riprendi a fare pratica, ma te lo dico fin d'ora, è meglio per te che sia decente, o al prossimo sbaglio sarai punita con estrema severità. In questo caso la mia bacchetta diverrebbe molto più familiare alle tue chiappette di quanto lo è ora. Pensaci, piccola Véronique, e se non riuscirai a suonare correttamente, allora peggio per te, dovrai continuare la lezione seduta sullo sgabello indù...                                                      
Questa minaccia fa correre brividi di paura lungo la schiena della bella rossa. Si siede a culo nudo, con la gonna rimboccata nella cintura.
Le sue dita diafane riprendono la loro alacre attività sulla tastiera. Ahimè probabilmente non suona come si conviene perché ecco, la canna atterra sul suo rotondo posteriore strappandole un grido di dolore e di sorpresa... Segue una nuova prova, nuovi sbagli e nuove grida... Ora c'è una valanga di colpi contro di lei che disegnano sulla pelle una bella trama di linee rosse.
“E cosi, hai proprio deciso che nulla ti farà migliorare lo stile... Peggio per te, piccola pazza, vai a prendere lo sgabello sì, lo sgabello, immediatamente.”
Disperata ed in preda ai singhiozzi la povera Véronique si avvicina ad un armadietto, ne apre l'anta e ne tira fuori un seggiolino fatto di ebano nero e lucente. È un aggeggio con una specie di sella rotonda molto spessa e stretta della dimensione di un piatto e porta nel bel mezzo, solidamente infisso, un gigantesco fallo d'avorio, molto più lungo e più grosso del cazzo di un uomo.
Piangendo Vcronique lo porta all'insegnante e questi le indica di metterlo vicino al piano.
“  Mettilo al posto dell'altro... E il tubo di gomma? Dov'è il tubo di gomma? Ti stai dimenticando la parte più interessante... Vai subito a prendere il tubo di gomma. Più veloce. Più veloce... “ Barcollando, coi piedi intrappolati nelle mutandine afflosciate a terra, la ragazza ritorna all’armadietto e prende un tubo di gomma lungo, mollo flessibile, di color rosso porpora. I suoi piagnistei raddoppiano di intensità non appena sente l'insegnante prendere il telefono ed ordinare:
“Hello Julie, preparami un clistere da due litri e mezzo, sì piuttosto caldo e non dimenticarti di aggiungere un bel pezzo di sapone nel liquido. Sbrigati. “
Poi voltandosi verso la sua alunna, ormai pietrificata, le ordina freddamente:
“Adesso togliti la camicetta Véronique”.
La ragazza sa di dover obbedire e senza protestare se la leva... Poi si toglie anche la gonna ed ora eccola lì, mezza nuda, di fronte al suo insegnante e Padrone. L'uomo si avvicina e lascia che la sua mano secca e dura scivoli come una carezza lungo l'addome tremante della poverina, per poi correrle lungo le natiche, straordinariamente morbide e piacevoli, ancora segnate dai colpi di bacchetta della recente punizione, quindi la fa scendere fra le cosce dal dietro fino ad arrivare ad accarezzarle la piccola protuberanza della polposa e vellutata conchiglia che si ritrova fra le gambe. Non arresta la libidine della sua indecente carezza fino a che qualcuno bussa alla porta... È Julie, una donna sulla sessantina in perpetua adorazione davanti ad Henry. Porta un largo secchio pieno di liquido fumante ed un asciugamano di spugna accuratamente piegato in quattro.
Il Direttore le chiede se ci ha messo dentro un'adeguata dose di sapone, quindi la invita a lasciare la stanza. Una volta chiusa la porta, Henry prende il secchio e lo aggancia ad un chiodo piantato nella parete, così in alto da dover salire su una sedia per raggiungerlo... Quindi adatta il  tubo di gomma ad una piccola valvola situata sul fondo del secchio e l'altra estremità del tubo ad un'altra valvola simile, visibile sotto lo sgabello, connessa al fallo d'avorio. A circa 20 centimetri  dal seggiolino il tubo è dotato di una valvola di plastica che permette di chiudere o aprire il flusso del liquido dal secchio al fallo. Se aperta, il liquido scorre attraverso la canna e quindi entra nel fallo d'avorio attraverso un piccolo canale, per zampillare con la stessa forza di una vigorosa eiaculazione da stallone dentro la figa aperta ed impalata.
Véronique guarda tutti i preparativi con occhi disperati, senza cessare di piangere e cercando invano di impietosire il cuore del suo crudele torturatore. L'uomo però è troppo eccitato per permetterle di fargli cambiare idea e non desiste dal suo proposito. È con un sorriso sardonico sulla faccia che infine ordina alla ragazza:
“Ed ora, piccola sciagurata, riprendiamo la nostra lezione... Sai cosa ti aspetta non è vero? Dunque sarà meglio per te ubbidire ed eseguire tutto quanto ti dico senza commenti, perché se non lo fai allora non solo sarò costretto a castigarti più crudelmente, ma ti darò anche uno zero e naturalmente tu sai cosa implica questo voto.”
“Bene, spero che non mi costringerai ad usare questi mezzi estremi. Allora, dì qualcosa...
“Sì, sì Signore. Sarò molto obbediente, Signore... “ risponde la ragazza tremando di paura al solo pensiero di quello zero fatale.
“ Molto bene ragazza, molto bene, bambina mia, ed ora, piccola Véronique, siediti, sì, siediti su quel seggiolino così allettante. Immediatamente! “
Quasi morendo di vergogna e piangendo sempre più forte Véronique si porta sopra lo sgabello, divarica le gambe, e poi, lentamente vi si accovaccia sopra, ma quando la cappella del fallo le sfiora le natiche, si ferma e si volta con gli occhi pieni di lacrime verso il Direttore... Naturalmente quest'ultimo tentativo di impietosirlo è invano... Egli per tutta risposta solleva la bacchetta che ha ripreso in mano e, con un tono di voce improvvisamente secco e concitato, minaccia:
“Ho detto di sederti, vai giù immediatamente, o il tuo culo ne vedrà delle belle...
Nascondendo la faccia fra le mani con un movimento sensuale e disperato al tempo stesso, Véronique allinea il suo buco del culo esattamente al di sopra dell'enorme testa ovale e con una certa cautela si mette a spingere, abbandonandovisi con tutto il suo peso... Sotto questa pressione le piccole labbra della sua boccuccia anale si spalanca, la carne pieghettata viene spinta in dentro accompagnata da un flebile lamento.
“Allora, ti decidi o no ad andare giù tutta...?”
Il Direttore la incita sottolinenado le sue parole con un violento colpo di bacchetta sulle cosce. La ragazza emette un grido di dolore perché sotto l'improvviso aumento di pressione, causato dalla reazione al colpo inatteso, tutto il suo corpo viene penetrato fino in fondo dalla stanga d'avorio, mentre la sua «boccuccia» succhia ed assorbe completamente l'intera testa ovoidale, in un sol boccone.
La cappella è ora scomparsa del tutto, inghiottita dal bel culetto della ragazza che sembra quasi sospeso al beccuccio di trasfusione con una rilevante protuberanza, proprio in mezzo. Il  piccolo, delizioso bucchetto non sembra in grado di assorbire tutta la potenza di quel gran salame.
Accovacciato dietro la sua alunna, Henry osserva la scena con occhi luccicanti di piacere alla vista della dolorosa resistenza dell'ano dilatato alla penetrazione della verga d'avorio. A poco a poco, sotto le spinte della singhiozzante Véronique, il grande tubo le scivola nelle viscere, che lo inghiottono centimetro per centimetro.
Ad ogni spinta la ragazza emette un «Ahhh...» di dolore, come se, essendo piuttosto stitica, stesse spingendo forte forte... Nel frattempo Henry si è aperto la cerniera dei pantaloni ed ora eccolo che si masturba il grande cazzo di cui la natura l'ha dotato, senza staccare gli occhi dai penosi sforzi di Véronique. Infine, dopo un'ultima contorsione del suo corpo, l'intero beccuccio sparisce fra le pieghe carnose del suo buchettino, furiosamente dilatato... finché le sue chiappe vengono strette dall'abbraccio della nera sella applicata allo strumento di tortura.                                                              
Completamente impalata sulla stanga che le distende le viscere Véronique non osa muoversi, continua solo a singhiozzare e a piangere... Ora Henry, con la patta completamente aperta, le si avvicina... e il suo uccello è teso e palpita come un tubo tremante... Afferra la ragazza in lacrime per i capelli e le schiaffeggia le guance col suo stesso enorme fallo.
(fine prima parte)




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