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VITA A LIMBOURNE 3
Capitolo terzo
Il C-Cart, trainato dalla medesima biondina paffuta,
arrivò puntuale alle tre e quando Maud Campbell si fu seduta,
Nancy e Matt raccolsero insieme l'equipaggiamento e la cesta da
pic-nic. Quindi presero i loro posti dietro al carretto per il viaggio
di ritorno.
La frusta schioccò sulle natiche ampie della ragazza, poi il
gruppo si mosse... e naturalmente, questo fu un viaggio molto
più agevole per il bel «pony» umano, dal momento che
era prevalentemente in discesa.
I pensieri di Nancy erano in gran tumulto mentre scendevano verso
Limbourne. Tanto per cominciare, Maud li aveva tenuti entrambi
completamente nudi, perciò la ragazza era naturalmente
preoccupata all'idea di incontrare degli estranei lungo la strada. Ma
più grande ancora era la sua agitazione per ciò che era
accaduto durante quel pomeriggio. Era la sua reazione allo stupro
subito per opera di Matt; con un profondo senso di vergogna e di
colpevolezza, Nancy era consapevole del fatto che a un certo punto lei
stessa aveva cominciato a godere di quella situazione. Inoltre c'era
stato un momento durante il quale non aveva desiderato altro che Matt
ci desse dentro sempre di più. Allora aveva trovato
quell'esperienza veramente irresistibile. Le era piaciuto un sacco! Il
ricordo di quel secondo orgasmo la fece sentire debole... e
portò come un fuoco al suo seno, una vampata di rossore alle sue
guance.
Erano forse queste le sensazioni che Mrs. Campbell aveva inteso
risvegliare nel suo animo?
Avrebbero incontrato la sua approvazione?
Tutto le sembrava così strano e terrificante. Nancy non sapeva
proprio quale atteggiamento assumere. Talvolta la sua Padrona sembrava
una persona tanto corretta da poter essere definita quasi pudibonda;
subito dopo però eccola incoraggiare i suoi schiavi ad agire con
la più sfrenata licenziosità e lussuria.
Per esempio, sia lei che Matt stavano per essere ovviamente puniti per
quell'innocente contatto che avevano avuto vicino al ruscello. E
tuttavia avevano successivamente ricevuto l'ordine di indulgere in un
rapporto ancora più intimamente lascivo - e gradevole - solo
pochi minuti dopo quel precedente, innocente tete a tete che sarebbe
costato loro una memorabile e dolorosa punizione. Quanto era bizzarro
tutto ciò! Così difficile da capire. Il nocciolo della
questione, realizzò Nancy alla fine con amarezza, era che il
primo contatto era stato qualcosa di privato fra lei e Matt; il secondo
era stato invece un'ideazione di Mrs. Campbell dalla A alla Z. Era
stato un atto tutto suo, gestito da lei, per la sua soddisfazione ed il
suo divertimento... a prescindere da ciò che lei e Matt ne
avevano personalmente ricavato...
Di tanto in tanto Nancy si azzardava a lanciare brevi occhiate di
sbieco verso Matt. Forse per la prima volta si accorse di quanto fosse
carino. Spalle quadrate, corporatura snella, imberbe. Nancy vedeva il
suo dondolante pene ciondolare da una parte all'altra mentre camminava
e provava ogni volta come una fitta di eccitazione dentro di sé.
Allora si mordeva le labbra e cercava disperatamente di riprendere il
self-control. Non era proprio decente che una ragazza della sua
età nutrisse simili pensieri! Poi, mentre si avvicinava alla
residenza di Mrs. Campbell, Nancy cominciò a provare sensazioni
meno piacevoli, cioè apprensione e timore.
Chissà cosa aveva intenzione di fare la loro Padrona riguardo
alla loro «infrazione»?
Nancy si accorse che anche i lineamenti di Matt erano tesi e si
domandò se anche lui fosse nervoso come lei.
Avevano quasi raggiunto il bungalow quando una tipica coppia di padroni
di mezz'età si fece avanti verso di loro. Subito Mrs. Campbell
diede uno strattone alla morsa per fermare la ragazza-pony e
salutò.
«Ciao, Lucy... Ciao,
John!»
\
Si capiva che dovevano essere in buoni rapporti perché la i
donna (Lucy) e Maud Campbell cominciarono subito a chiacchierare
allegramente. Il marito, dopo aver sollevato rispettosamente il proprio
cappello e sorriso in risposta al saluto, rivolse la sua attenzione
alla prosperosa biondina. Sembrava particolarmente interessato alla sua
imbrigliatura e Nancy provò pietà per la sua
compagna di sventura, mentre quello le faceva aprire la bocca per
vedere quale tipo di morso avesse. Come doveva
essere degradante essere trattata come un animale! Mentre Nancy era
assorta in questo pensiero si sentì avvampare vedendo l'uomo
avvicinarsi con nonchalance alla parte posteriore del carretto. Dopo
aver gettato un'occhiata superficiale su Matt, si fermò vicino a
lei per esaminarla più attentamente, con compiaciuto interesse.
«Il tuo nome?» chiese.
«Nancy, Signore...»
«Età?»
«D-Diciannove anni... Signore...»
Mmmmmmm!
L'uomo si spostò dietro di lei e .Nancy potè quasi
sentire i suoi occhi penetrare nelle curve del suo posteriore. Spesso
in quei momenti Nancy si trovava a desiderare di non essere più
così tanto formosa. Le avrebbe forse giovato essere brutta e
magra, allora gli uomini non l'avrebbero infastidita. L'uomo era
intanto ritornato davanti a lei ed aveva ripreso il suo esame corporale
dal lato frontale. La ragazza fu costretta ad abbassare gli occhi e si
sentì rimpicciolire per l'imbarazzo. L'uomo, che era magro ed
aveva una faccia dura, accennò un debole sorriso.
«Sei in prova?»
«S-sì..., Signore»
L'uomo fece un cenno di comprensione e si allontanò sussurrando
qualcosa all'orecchio di sua moglie.
«John chiede se vorresti venire a farci visita fra un po',
Maud» disse Lucy.
«Mi piacerebbe molto... ma, Lucy cara, è il tuo turno di
venire da me.»
«Come vuoi» disse John. «Ti va bene, Lucy?»
«Certo. Ci terremo in contatto, Maud. Per telefono.»
«O.K. Arriverderci per ora, carissimi...»
Flick... flack...
Di nuovo il C-Cart si mise in movimento... e Nancy sentì che gli
occhi di John le rimanevano addosso mentre a passo sostenuto seguiva il
carretto. Senza dubbio stava lascivamente ammirando la naturale grazia
ed il seducente ondeggiare dei suoi movimenti. Era una delle cose che
Nancy non poteva praticamente evitare.
Arrivarono infine al cancello del bungalow di Maud Campbell ed il
C-Cart fu «licenziato».
La tensione si fece via via più angosciante per Nancy e Matt
mentre salivano lungo il viottolo di casa dietro la loro Padrona.
«Tutte e due nello studio» ordinò non appena furono
entrati... e, una volta là, Nancy e Matt stettero di fronte a
lei come una coppia di bambini cattivi.
«Ho riflettuto su come dovrei trattare il caso della vostra
cattiva condotta, mentre tornavamo a casa» riprese Mrs. Campbell
dopo essersi seduta. «Chiacchierare senza permesso ed insieme
è stata già di per sé una cosa riprovevole. Una
disubbidienza comunque grossolana. Ma Matt ti stava anche accarezzando,
Nancy. E non mi pare che tu abbia protestato. Forse l'hai persino
incoraggiato in qualche modo?
«N-no... No...» rispose Nancy in fretta.
Un breve sorriso si distese sulla tonda faccia di Maud Campbell.
«Questo lo dici tu» disse arcignamente. «Ma, mi
domando... sembrava che tu gradissi ciò che in seguito gli ho
ordinato di farti...!!»
Nancy arrossì di rabbia e si morse le labbra. Il guaio era che
ciò che Mrs. Campbell aveva appena detto era vero. Le era
piaciuto. Ma anche se le cose stavano realmente così, era
giusto, solo per questo, confermare il sospetto della Padrona?
«Non hai niente da dire, Matt?» chiese Maud cambiando la
direzione del suo attacco.
«No, Signora» rispose Matt con tono grave. Era ben
consapevole della futilità - e del possibile pericolo - di
qualsiasi commento.
Maud scosse la testa. «Se non fosse per il fatto che entrambi
siete in prova vi punirei molto più severamente di quanto ho
deciso di fare, ma non crediate che io possa essere sempre così
indulgente, specialmente in questioni di tale natura.»
«Comunque sia, sarà salutare per voi fare una visita a
ciò che io chiamo «la stanza da gioco...»
Nancy e Matt furono entrambi pervasi da un brivido che sembrò
congelare il loro sangue nelle vene. Doveva trattarsi della misteriosa
porta nera con la maniglia di ottone, che stava fra le due porte in
legno di quercia che conducevano alle loro rispettive stanze da letto.
Entrambi si erano domandati che cosa ci fosse mai dietro quella porta,
ogni volta che c'erano passati davanti. Il mistero sarebbe stato presto
risolto.
«Seguitemi», ordinò Maud Campbell. Così
dicendo si alzò e prese dalla mensola una grande chiave di
bronzo.
Con considerevole trepidazione i due schiavi seguirono la loro Padrona
lungo il corridoio che conduceva alla stanza in questione.
E persino in quel momento, Matt non poteva fare a meno di distogliere
gli occhi dalle belle rotondità del culetto di Nancy che gli
ballava proprio davanti al naso!
La chiave girò nella toppa e la porta si aprì.
«Avanti voi due...», li incitò perentoriamente il
dito teso della Padrona... e Matt e Nancy fecero il loro ingresso nella
cosiddetta «stanza da gioco». Due cose li colpirono
immediatamente non appena ebbero varcato quella soglia fatale: prima di
tutto un paio di gogne di legno, di quelle che si usavano un tempo per
mettere alla berlina persone colpevoli di un qualche reato ed in
secondo luogo il fatto che la stanza fosse piena di specchi a muro su
tutte e quattro le pareti. L'unico altro mobile della stanza, che aveva
un pavimento nero, liscio e lucido, era rappresentato da un grande
baule di metallo. Con un terrore tale da stringerle gli organi vitali
Nancy notò che una delle gogne portava la scritta «PER
LEI», mentre l'altra ne aveva una simile che diceva «PER
LUI». Anche Matt lo notò. La loro Padrona aveva davvero un
macabro senso dell'humor!
Maud Campbell aprì il lucchetto della gogna «PER
LEI» e fece cenno a Nancy di portarsi avanti.
«Prima le signore» disse con un altro dei suoi soliti
sorrisetti.
Tremando per il terrore che ora sentiva montare dentro di sé,
Nancy si fece avanti.
Oh, cielo, davvero quello che lei e Matt avevano innocentemente
commesso non meritava un simile trattamento! Ma protestare non sarebbe
servito a gran che. Sarebbe stata piuttosto una follia!
La parte superiore della gogna venne sollevata lasciando scoperti tre
semicerchi... due più piccoli per i polsi ed uno più
largo in posizione centrale per il collo. Nancy non ebbe bisogno di
ordini ulteriori. Senza fiatare introdusse i polsi ed il collo nella
lignea durezza dei semicerchi. La parte mobile della gogna
ritornò giù al suo posto e la fredda durezza venne
duplicata sopra i semicerchi di serraggio. Si udì un sonoro
click: era la chiave che girava nel lucchetto situato a fianco della
struttura; Nancy era intrappolata... intrappolata senza via di scampo.
I fori che le serravano i polsi erano molto stretti ed erano posti ad
un'altezza tale che la ragazza era costretta a piegarsi un po' in
avanti e verso il basso. Poteva vedere nello specchio davanti a
sé la propria testa e le mani che facevano capolino nella parte
anteriore della sua trappola. Poteva inoltre vedere l'immagine della
sua schiena e del suo culo riflessa dallo specchio che le stava dietro.
Ad un certo punto si accorse che Mrs. Campbell le stava assicurando le
caviglie alla base dello strumento di tortura per mezzo di grosse
cinghie in cuoio che erano attaccate ad una sbarra trasversale ai piedi
della gogna.
Un maggior senso di panico si impossessò di Nancy alla vista
della propria totale impotenza... e dovette fare uno sforzo immane per
cercare di sopprimere tale sensazione.
Cercò di concentrarsi su quanto stava accadendo a Matt il quale
stava per essere a sua volta imprigionato nella sua trappola, proprio
di fronte a lei. Ciò le fu di aiuto, almeno un po'. -Deve essere
brutto per lui, come lo è per me, - si disse.
«Ecco fatto...» disse Maud Campbell con una certa
soddisfazione quand'ebbe completato anche il «fissaggio» di
Matt. Poi, camminando intorno alle sue vittime come per studiare le
loro reazioni, aggiunse:
«È qui che io tratto i casi di disobbedienza o di cattiva
condotta che considero più gravi». Quindi si portò
alla gogna dove era intrappolata Nancy. «Questi attrezzi sono
pesanti ed immobili quando le rotelle di ferro su cui poggiano sono
bloccate. Comunque, quando le rotelle vengono sbloccate, tutta la
struttura può essere fatta facilmente girare in qualsiasi
direzione si voglia... Così dicendo tirò una leva fissata
alla colonna centrale della gogna e... poi la girò senza alcuna
difficoltà per 180 gradi, prima di bloccarla mediante il suo
sistema di arresto. «In questo modo - continuò Mrs.
Campbell - Matt è in grado di vedere il tuo fondoschiena mentre
io ti punisco...» In preda ad una montante eccitazione
sbloccò l'arresto della gogna e fece di nuovo girare tutto il
pezzo, quindi riprese: «Oppure può osservare l'espressione
della tua faccia mentre le prendi. E tu, Nancy, puoi ovviamente fare lo
stesso nei riguardi di Matt.»
Soddisfatta, come se stesse dimostrando il funzionamento di una qualche
giocattolo, Maud Campbell ripetè l'operazione con la gogna in
cui Matt si trovava intrappolato.
«Gli specchi - continuò la Padrona - tornano comodi
soprattutto quando la punizione è individuale... ma, nonostante
ciò, aggiungono un'ulteriore dimensione anche nel caso veniate
puniti in coppia.» Detto questo, fece una pausa standosene in
silenzio colle mani sui fianchi, quasi come se si aspettasse di
ricevere un'ovazione o un elogio!
Nancy e Matt, bloccati senza scampo nelle loro rispettive trappole,
tacevano entrambi. Non c'era nulla... assolutamente nulla., che
potessero fare per evitare qualsiasi eventuale grado di dolore che Maud
Campbell avesse deciso di infliggere ai loro corpi nudi.
E questa era una consapevolezza terribile da affrontare, per quanto
abituati fossero, sia lui che lei, alle ingiustizie e alla sofferenza.
Intanto Maud Campbell, la donna che esercitava pieno potere su di loro,
si era avvicinata al baule di metallo ed entrambi cercarono di
osservarne i suoi movimenti con fugaci occhiate di sbieco.
Il coperchio cigolò mentre la Padrona lo sollevava. Una volta
aperto il baule, ne estrasse una lunga, esile, ma robusta, canna
bianco-perla, ben levigata e lucida. Le dita la manipolarono e
piegarono a scopo dimostrativo; poi, impugnandola con una stretta
sicura, Maud Campbell la fece guizzare nell'aria, producendo un sibilo
roco e acuto al tempo stesso, tale da far venire la pelle d'oca ai dei
due poverini che l'udivano, fissati alle gogne di tortura.
«Avevo intenzione di darvi qualche bella scudisciata» disse
Maud Campbell. Era calma, aveva un tono positivo... «Comunque
alla fine ho deciso che per questa volta la canna sarà
sufficiente. È fatta di osso di balena. Dura, ma molto
maneggevole, sapete? Fa male. Più del bastone, ve
l'assicuro» continuò sottolineando il suo discorsetto con
minacciosi movimenti della punta della canna.
Paurosa vista davvero...
Terribile a vedersi...
Inevitabile come il destino...
Gli occhioni neri di Nancy erano sgranati e si stavano riempiendo di
lacrime; la sua bocca tremava, il suo stomaco sembrava esserle
diventato d'acqua. I denti di Matt erano serrati nervosamente, la sua
mascella immobile nell'attesa. Stava cercando di raccogliere tutte le
proprie riserve di forza e di coraggio... dicendosi che doveva
mostrarsi uomo, non un ragazzino e tuttavia sapendo quanto ciò
sarebbe stato difficile.
«Ognuno di voi riceverà venti colpi»,
sentenziò Mrs. Campbell.
Nancy emise un piagnucolante sospiro ed i suoi occhi cominciarono a
riversare le lacrime che aveva accumulato fino a quel momento.
Matt invece si sforzava di mantenere un aspetto coraggioso e
determinato, non sempre con gran successo.
«Il vostro castigo vi sarà amministrato in questo
modo» continuò Mrs. Campbell con calma autorità.
«Cinque colpi ciascuno ad intervalli di quindici minuti. Dopo di
che ciascuno di voi passerà un'altra ora alla gogna. Per tutto
questo tempo, non dovrà esserci alcuna comunicazione verbale fra
di voi. Se ciò dovesse accadere la punizione sarà
ripetuta. Mi sono spiegata?»
«Sì... Signora...» rispose Matt con voce non proprio
così ferma come avrebbe desiderato che fosse.
«Sì... Signora...» disse Nancy con un filo di voce,
quasi un sospiro.
«Vi darò quindici minuti per contemplare il vostro
prossimo destino... poi ritornerò e procederò al vostro
trattamento correttivo» disse Mrs. Campbell. Con noncuranza
gettò quindi la verga di osso di balena lucidata sul pavimento
tra le due gogne così da renderla perfettamente visibile ad
entrambi i loro occupanti. Voltò i tacchi e senza aggiungere
altro uscì dalla porta. La sbattè violentemente dietro di
lei e la chiuse a chiave.
Nancy e Matt furono così lasciati soli, uno di fronte all'altra
a pochi centimetri di distanza e potevano osservare ciascuno il corpo
del compagno sotto diverse angolazioni grazie alle immagini riflesse
dagli specchi a muro. La loro nuda impotenza non poteva essere
vicendevolmente apparente. Se non fosse stato per il loro inquieto
respiro ci sarebbe stato il silenzio totale. Inoltre ognuno dei due
schiavi poteva udire il battito del cuore dell'altro di fronte a
sé. Ed in mezzo a loro ... ecco la terribile canna dall'aspetto
minaccioso. Oh, cielo, quanto sarebbe stata tagliente!?! Oh, che
bruciante agonia!
Non c'era via di scampo. Erano intrappolati, completamente inermi. E
Mrs. Campbell non era il tipo di donna da tornare con la gradita
sorpresa di una sospensione, per lo meno temporanea, della pena! No,
come schiavi entrambi sapevano che dovevano soffrire
sproporzionatamente per ciò che, in verità era stato un
peccatuccolo minore. Matt cercava di incontrare lo sguardo di Nancy.
Cercava di mostrare con gli occhi, se non con le parole, la propria
simpatia e comprensione, ma la ragazza continuava a tenerli distolti da
lui, tranne che per fugaci, quasi inevitabili contatti visivi.
Era ancora molto turbata a causa dei suoi sentimenti nei confronti di
Matt, dopo l’«incidente» pomeridiano.
Matt - Nancy lo sapeva - doveva certamente aver percepito il suo stato
d'animo di quei momenti. Forse capiva persino ciò che stava
provando ora. La sua forzata indecenza... il fatto di doversi esporre a
quel modo... tutto ciò era molto imbarazzante per lei, a dire il
meno.
No, Nancy non era ancora pronta per guardare Matt dritto in faccia.
Sapeva inoltre di provare per lui dei sentimenti alquanto diversi
rispetto a quelli che aveva nutrito precedentemente. Prima emozioni
diverse; emozioni di incertezza, turbamento, emozioni confuse. Sentiva
ora di aver stabilito forse con il suo comportamento, una sorta di
relazione di amore-odio, come si dice. Matt prese a studiare
l'innocente e bel visino che sporgeva dal foro centrale della gogna
davanti a lui, fu quasi sul punto di correre il rischio di parlarle ad
alta voce per dimostrarle la propria simpatia.
Povera ragazza... stava probabilmente soffrendo ancora più di
lui. Anche Matt comunque percepiva che una sottile metamorfosi si stava
compiendo nella ragazza. Quella bella chiavata che le aveva dato nel
pomeriggio aveva risvegliato qualcosa in lei. Ciò prometteva
bene per il futuro. Oh, se solo avesse potuto parlarle per
rassicurarla, per manifestarle i propri veri sentimenti. Tuttavia, alla
fine, supponendo che Mrs. Campbell avrebbe potuto spiarlo e sentirlo a
distanza per mezzo di qualche diabolico aggeggio, non aprì bocca
(naturalmente non poteva sapere che le catene che lui e la sua compagna
portavano ai polsi davano appunto l'opportunità a Mrs. Campbell
di sorvegliarli ascoltando le loro eventuali conversazioni in qualsiasi
momento!).
Cerca di non pensare a quanto sta per accadere...
Pensa alla goduria di questo pomeriggio...
Pensa ai piaceri che ti aspettano...
Saranno pochi, è vero, ma proprio per questo ancora più
apprezzati...
Il tempo si andava intanto consumando lentamente al ticchettio
dell'orologio, inesorabilmente. Né Nancy né Matt erano in
grado di misurarlo esattamente: da una parte volevano che passasse
velocemente... così da farla finita con quell'angosciosa attesa
che li logorava; d'altra parte... il solo pensiero del dolore che la
verga avrebbe prodotto faceva sì che entrambi desiderassero che
il tempo si fermasse.
Ah, se si fossero potuti trattenere quei dannati minuti per un periodo
indeterminato!
Mentre erano assorti in questi pensieri, la porta si aprì
così all'improvviso che entrambi ne furono scioccati... brividi
di paura pervasero i loro corpi ed un ben noto formicolìo corse
loro nelle vene: il momento era giunto.
Il momento della prova e del tormento...
Mrs. Campbell si fece avanti e raccolse la canna dal pavimento. La
piegò più volte fra le mani per dimostrarne ancora una
volta la flessibilità. Quindi la fece fischiare un paio di volte
nell'aria rarefatta della stanza... un sibilo da far raggelare il
sangue.
«Ora tireremo a sorte lanciando una moneta per vedere chi di voi
due dovrà assaggiare la verga per primo» disse Mrs.
Campbell.
E le apparve sulle labbra pallide e carnose un sorrisetto quasi
impercettibile, muta conferma del piacere che questo tipo di
trattamento correttivo dei suoi schiavi le procurava. Matt comprese ora
più che mai perché Mrs. Campbell chiamava quella la
«stanza dal gioco»!
«Scegli, Nancy» disse la Padrona. «Se indovini sarai
tu la prima.»
E così dicendo fece volteggiare sadicamente la moneta per aria.
«Croce» sussurrò la ragazza con un roco fil di voce.
I suoi occhi si stavano riempiendo di lacrime per l'ingiustizia del suo
destino. La lentezza dell'operazione ed il metodo di estrazione a
sorte, poi, rendeva il tutto ancora più crudele. Deliberatamente
crudele, realizzò Nancy. Quella megera cattiva, nonostante la
sua dimessa apparenza, era una donna sadica fino alla pianta delle dita
dei piedi!
«Testa» annunciò Mrs. Campbell.
Si portò così verso la gogna di Matt, la sbloccò e
la fece girare così che il suo posteriore era ora rivolto verso
Nancy. La ragazza avrebbe in tal modo avuto una chiara veduta della sua
punizione, sapendo bene che la stessa sorte sarebbe toccata anche a lei
nel giro di pochi minuti. Socchiuse gli occhi.
«Nancy!»
La ragazza li dovette subito riaprire... sullo scenario antistante: la
levigata, lucida canna bianca che misurava le muscolose cosce del suo
compagno. Si sollevò e poi... giù con un sibilo a mordere
la solida carne dello stallone, lasciando un bel paio di vivide strisce
parallele sul suo culo. Le chiappe di Matt sussultarono e si
irrigidirono spasmodicamente e, nonostante la sua ferma volontà
di non farsi scappare alcun gemito, un guaito affannato, simile ad un
nitrito, gli uscì ugualmente dai denti serrati in una morsa di
sopportazione. Mrs. Campbell aveva proprio ragione... quella maledetta
canna faceva un sacco più male del bastone!
Il secondo colpo arrivò come una sferzata solo ad un paio di
centimetri più sotto rispetto al primo, producendo un analogo
effetto...
Poi fu la volta del terzo... ancora un paio di centimetri più in
basso...
Nancy sentiva che le sue proprie natiche si contraevano pure in muta
simpatia per quelle del suo compagno.
Il quarto colpo... ed il «nitrito» di Matt fu ancora
più forte e penoso.
Il quinto, proprio al limite gluteo-coscia, gli fece infine spalancare
la bocca in un vero e proprio grido di dolore.
Mrs. Campbell osservò soddisfatta per qualche secondo le cinque
purpuree strisce che gli rigavano il sedere. Si poteva notare una
chiara espressione di compiacimento sulla sua faccia. Era proprio stata
brava: giusta distanza fra un segno e l'altro, ognuno ad un paio di
centimetri dall'altro... ognuno di una tinta un po' più carica
sul lato destro, dove gli ultimi centimetri della punta della canna
avevano infierito più selvaggiamente. Proprio una bella griglia
di bruciante dolore attraversava da una parte all'altra il posteriore
di Matt, ed era duro da sopportare... fino al prossimo round, da
lì ad un quarto d'ora, quando la griglia gli sarebbe stata
raddoppiata.
La gogna venne ruotata di centottanta gradi, così che Nancy si
trovò di fronte il viso contratto di Matt: si accorse che teneva
ancora le mascelle serrate e che le nocche del suo pugno erano bianche
come un cencio.
Ora era arrivato il suo turno. Fu lei ad essere ruotata di centottanta
gradi stavolta e così Matt trovò qualcosa per distrarsi
un po' dal suo presente dolore. Il delizioso sederino di Nancy, di un
bianco latte così appetitoso, tremava debolmente per le continue
scosse di anticipatorio timore che le correvano per la natiche. Gli
ricordavano un po' la dolce immagine di una brezza leggera che
accarezza la superficie di uno stagno tranquillo formando concentriche
increspature.
Anche se provava una certa compassione per quella graziosa ragazza,
Matt non poteva negare che quella davanti ai suoi occhi fosse davvero
una vista incantevole e deliziosa, né poteva negare di sentire
come una fitta di piacere al pensiero che gli sarebbe stato concesso di
lì a poco di guardarla mentre veniva crudelmente frustata.
Certamente questa prospettiva gli rendeva più sopportabile il
proprio tormento. A dir la verità, anzi lo rendeva addirittura
ben accetto: ne valeva la pena!
Maud Campbell ci dette dentro con Nancy con lo stesso vigore che aveva
usato con Matt. Non era dell'opinione che bisogna fare delle differenze
fra i sessi quando arriva il momento della punizione. Anzi, un
osservatore imparziale avrebbe potuto concludere che forse era
più severa con le femmine che coi maschi.
Le grida mozzate dagli affannosi respiri di Nancy - grida acute e
stridenti - echeggiarono subito da una parete all'altra della stanza,
mentre il suo culo eseguiva una serie di sussulti e torsioni, prima da
una parte, poi dall'altra, che le facevano vibrare la carne come un
frullatore. Le striature parallele che i colpi producevano sul suo
fondoschiena risultavano ancora di più per l'eccezionale
biancore della sua carnagione. Matt, con gli occhi sfacciatamente
sgranati su un simile eccitante spettacolo, sentì che un
incontenibile calore gli saliva rapidamente dalle viscere.
Si ricordava di come era stata fatta vibrare la povera Nancy quello
stesso pomeriggio... e per una ragione del tutto diversa!...
Maud Campbell attese che le contrazioni delle chiappe di Nancy si
attenuassero un po' prima di amministrarle una nuova serie di colpi.
Voleva ottenere la stessa accurata precisione di disegno che era
riuscita a raggiungere con Matt.
Fu quindi evidentemente seccata quando, al successivo abbattersi della
verga di duro osso accompagnato da un sibilo premonitore, il culetto
della sua schiava guizzò inaspettatamente proprio, all'ultimo
momento, da un lato. Era stato un gesto puramente istintivo, un ultimo
quanto futile tentativo per evitare il colpo, ma il risultato fu che ad
un esatto pollice al di sotto della prima striscia, la seconda si era
accavallata a quella precedente, rovinando tutta la geometria del
disegno che la Padrona aveva così sapientemente steso sui suoi
teneri globi. Il risultato finale, almeno dal punto di vista di Nancy,
fu lo stesso di prima: un grido acuto si innalzò verso il ciclo
mentre la ragazza ancora una volta si contorceva per il bruciante
dolore e, prima che la sua eco si fosse dispersa, un altro stridente
urlo ancora più possente del primo le uscì dalla gola al
successivo scroscio di colpi che ormai Mrs. Campbell, colta da un
improvviso furore per le rovinose conseguenze dell'agitazione della sua
schiava, le andava assestando senza più curarsi tanto di dove
andassero a cadere: tre colpi senza pietà, in rapida
successione, al massimo della violenza, tutti a segno sul tremante
fondello della novizia... Le strisce si accavallavano le une sulle
altre, a casaccio, ma Mrs. Campbell se ne fregava : il suo scopo ora
era quello di infliggere il massimo dolore nel più breve tempo
possibile.
E ci riuscì.
Quando ebbe finito di sfogare la sua momentanea ira sul povero culetto
di Nancy, gettata con disprezzo la canna per terra, Mrs. Campbell se ne
uscì di nuovo dalla stanza del supplizio, lasciando la ragazza
in un pianto a dirotto, il cuore in gola ed il formoso posteriore
ancora tutto palpitante, in pasto agli avidi occhi del super eccitato
Matt.
Dovevano passare ancora quindici minuti prima che Mrs. Campbell
tornasse di nuovo e Matt fu ben contento di potersi godere quella pausa
con una simile vista davanti a se.
In silenzio ascoltava i singhiozzi della sua compagna, sapendo
perfettamente quale sorte di dolore stava sopportando, visto che a lui
pure non era stato risparmiato. Forse, pensava, lei si sente ancora
peggio di me, perché come ragazza è per natura più
sensibile dei maschi. Non ci volle molto perché Matt si
ritrovasse un'altra volta in erezione.
Era ancora in quello stato quando Mrs. Campbell rientrò. La sua
Padrona sembrò incurante della sua condizione e certo non fece
alcun commento a riguardo.
Ora Nancy stava in silenzio e le due gogne con il loro carico umano
furono di nuovo fatte ruotare come nella precedente occasione. Quindi,
con encomiabile abilità, Maud Campbell assestò altri
cinque colpi sui fianchi di Matt, mirando proprio alle strisce
lasciatevi dalla precedente punizione. Il giovanotto non potè
fare a meno di emettere un guaito all'arrivo di ciascun colpo sul
bersaglio, però, benché sussultasse e tremasse di dolore,
ogni volta, buono buono, si rimetteva da solo in posizione per ricevere
il «morso successivo».
Maud Campbell lo notò compiaciuta: le piacevano i giovani
rampolli con un po' di fegato e capaci di mostrare un certo grado di
stoicismo. Se non altro questo atteggiamento tendeva ad addolcirla un
po', mentre una piagniucolona come Nancy non faceva altro che
peggiorare la propria condizione.
Quando, avendo temporaneamente finito con Matt, Mrs. Campbell
rigirò per l'ennesima volta le gogne, Nancy riprese a
singhiozzare. Incurante dei suoi piagnistei, la Padrona, una volta
sistemati gli attrezzi, si avvicinò al baule di metallo e ne
ritornò tenendo in mano una specie di cuscino in pelle di forma
tubolare. A questo, per mezzo di un braccio di appoggio, era attaccata
una sbarra a vite senza fine. Assomigliava un po' ad un crick
d'automobile.
Senza dire una parola Mrs. Campbell allacciò questo inatteso
aggeggio alla gogna di Nancy e la sua funzione fu immediatamente
palese: infatti il cuscino tubolare premeva contro il ventre di Nancy
mentre l'estremità fissata al palo dello strumento di tortura
premendo contro questo, poteva venire estesa con facilità
ruotando una maniglia posta sulla parte laterale di quella specie di
tornio.
In questo modo il cuscino costringeva il corpo di Nancy ad assumere una
curvatura tale che il suo culettino ne risultava fortemente spinto in
fuori... con la carne ben tesa.
Ciò inoltre le rendeva virtualmente impossibile, eccetto che per
brevissime frazioni di secondo, qualsiasi movimento ad azione elusiva
dei colpi che le sarebbero ora stati amministrati con più
precisione.
Mrs. Campbell picchiettò il pronto fondoschiena della ragazza
con la bacchetta di osso di balena e così facendo i singhiozzi
della poverina si fecero risentire più distintamente.
«Ora riceverai i miei colpi dove voglio io!» disse
rabbiosamente. Si era allineata in parallelo alla rotonda sporgenza di
Nancy sopra la parte superiore delle sue lunghe cosce vellutate... e fu
in quel preciso punto che la misera Nancy ricevette urlando
nell'impotenza e nel dolore i cinque colpi successivi. Cinque belle
strisce pulite pulite, pregne di bruciante agonia e tutte nello spazio
di non più di un pollice! Per forza la bocca della schiava
restava spalancata in urla di incredibile sofferenza!... Per forza
sembrava che le lacrime non finissero più di zampillarle dagli
occhi...
E... non c'è da meravigliarsi nemmeno se Matt, stordito da
quelle grida assordanti nonostante la libidine che gli risvegliava
quella vista, provasse sinceri sentimenti di compassione per la sua
compagna di sventura. Quella di Mrs. Campbell gli sembrava una
crudeltà del tutto gratuita, non necessaria. Una decisione presa
in un raptus di follia, per ripicca.
Ma cosa volete... tali sono i privilegi di una Padrona... Ancora una
volta Matt venne lasciato per un quarto d'ora a mirare e a rimirare il
bel posteriore formoso che gli palpitava davanti... per giunta ora le
più segrete intimità di Nancy, per via del nuovo modo in
cui era stata arrangiata, gli erano esposte, ancora più
indecentemente di prima.
Matt, continuando ad indurirsi in un'erezione sempre più
pulsante, si domandava quando quei segreti sarebbero stati nuovamente
suoi, quando se li sarebbe potuti godere appieno...
I cinque colpi successivi si abbatterono su Matt con una violenza tale
da mettere seriamente alla prova la sua resistenza, nonché la
sua capacità di rimettersi in posizione con un'adeguato grado di
stoicismo per ricevere la nuova sferzata. Maud Campbell infatti aveva
cominciato a colpirlo con metodo, sovrapponendo un segno sull'altro. Se
non fosse stato per il fatto che non gli somministrava tutti i colpi
con la stessa forza, non si sa se ce l'avrebbre fatta a rimettersi ogni
volta in posizione come faceva, tanto era il bruciante ed acuto
tormento di ogni bastonata.
Ogni colpo lo faceva inarcare, pieno di convulsioni, e gli strappava un
roco muggito di dolore dalla gola. Verso la fine del trattamento si
potevano persine vedere delle lacrime che cominciavano ad inumidirgli
gli occhi, mentre digrignava rumorosamente i denti. Tuttavia Matt non
era del tutto scontento, se non altro per la dimostrazione di virile
sopportazione che era riuscito a dare. Ma la punizione non era ancora
finita: Matt sperava di poter continuare a sopportarla con la stessa
dignità mentre si preparava per gli ultimi cinque. Non sarebbe
stato facile e lo sapeva!
La severità del castigo non gli aveva però fatto
diminuire per nulla la tumescenza fra le gambe e fu con un sentimento
di avida anticipazione che osservò il culetto ben striato di
Nancy che ancora una volta veniva rivolto verso di lui.
Povera ragazza... adesso anche lei avrebbe dovuto assaggiare il fondo
dell'amara coppa...
Quei cinque segni tutti nello spazio calcolato di un paio di
centimetri, si erano sommati per formare quasi un'unica striscia
cutanea color rosso porpora. Quale bruciante dolore le doveva
procurare! Non fu perciò sorpreso nel sentire Nancy implorare
umilmente pietà né nel constatare come, ancora una volta,
il suo bel posteriore tremava tutto per il timore delle raffiche a
venire. Fu sorpreso nel vedere che ora Mrs. Campbell aveva rimosso
l'aggeggio che costringeva la sua compagna ad incurvare rigidamente in
fuori il sederino.
«Stavolta, ragazza mia, mi offrirai il fondo schiena pronto per
ogni colpo e dovrai tenerlo fermo o peggio per te» le disse la
Padrona picchiettandola leggermente con la bacchetta là dove non
batte il sole... Brr... che brividi di terrore la pervadevano! Che
tremarella!
Oh... che paura!
«Mi hai capito bene?»
«Mmf... ugh... s-sì S-signora... oooh... Signora...
p-pietà... oo-hoooooh...
p-p-pietàààà!»
«Ascoltami bene» continuò Maud Campbell fregandosene
altamente delle sue suppliche - «se non farai esattamente come ti
ho ordinato ripeterò il colpo andato a vuoto e te ne darò
un altro in più di castigo! Chiaro.. Nancy?»
«S-sì... uuhh... mmmff... s-sì Signoraaaa...
oohh... pietà... pietà...!»
Matt intanto osservava con gli occhi fuori dalle orbite la perizia con
la quale Mrs. Campbell si apprestava ad assestare il primo colpo di
quest'ultimo round: portatasi in riga con una delle infuocate strisce
che si incrociavano sul culo della ragazza, la Padrona lasciò
partire un colpo secco e preciso. Il posteriore di Nancy si contrasse
ma non si mosse. Matt sapeva quale grande sforzo aveva dovuto fare
Nancy per controllarsi così bene. I suoi nervi dovevano essere
sul punto di saltare con un urlo troppo a lungo soffocato... La canna
si era alzata di nuovo sull'obbiettivo e di nuovo andò a colpire
con precisione il punto preso di mira, proprio sopra la striatura
precedente. Un sorrisetto sadico con una punta di soddisfazione sorse
sulle labbra di Maud all'udire l'urlo di dolore acuto e straziante che
Nancy non aveva potuto trattenere. Il suo culetto, ora di nuovo libero
di agitarsi, si dimenava tutto preso da una serie di frenetiche,
convulse contorsioni.
Oh, che bella vista era quella! Matt non poteva fare a meno di essere
affascinato, anche se era consapevole del tremendo dolore che la povera
Nancy stava provando. Ed ora, per di più, la ragazza doveva fare
lo sforzo supremo di ripresentarsi in posizione ricettiva per il
successivo morso della canna.
«P-pietà... Signora... oh... ooooh... abbia
pietà...» Balbettava affannosamente, mentre le contorsioni
del suo fondoschiena lentamente si affievolivano.
«Non dimenticarti della mia minaccia, Nancy» le disse
seccamente Maud misurando con la canna un'altra lunga striscia
circolare sul suo didietro.
Un guizzo, un altro , un piccolo impercettibile fremito.. Ce l'avrebbe
fatta? Matt quasi tratteneva il respiro... E su, si sollevò la
canna,... e giù ritornò... Lo sforzo di Nancy aveva avuto
successo... dal punto di vista della Padrona, naturalmente: infatti la
canna si era abbattuta precisamente al disopra di una delle precedenti
strisce... Ancora una volta le labbra di Maud si contrassero nella sua
solita sadica espressione di soddisfazione e compiacimento. E ancora
una volta, naturalmente, Nancy gridò, sussultò in
agonia... la carne polposa del suo culo e delle sue cosce tutta
trasformata in una selvaggia, tremante... gelatina. Oh, povera ragazza!
Oh, povera,... deliziosa giovane puledrina! Oh povera...
deliziosa... ragazzina! Matt aveva tanta simpatia per lei, ma
ancora di più nutriva a causa sua una fregola animalesca.
La tremenda punizione di Nancy continuò... ed il fatto che,
prima di ogni straziante colpo la ragazza riuscisse a rimettersi buona
buona in posizione dì fronte a Maud la dice lunga sul coraggio e
sulla forza di volontà che le precedenti esperienze le avevano a
sue spese insegnato!
E non solo era riuscita a ripresentare convenientemente, secondo gli
ordini della Padrona, il suo bel sederino, ma anche aveva mantenuto la
posizione persino dopo che la rigida e flessibile canna l'aveva
raggiunta nelle parti più tenere già provate fino allo
stremo, preceduta dal solito sibilo premonitore. E che brava era stata
a soffocare alla fine le grida, facendo uscire un monotono mugolio dai
denti serrati. Nancy andò avanti a gemere e singhiozzare
tacitamente per un bel po' prima che Mrs. Campbell la lasciasse per la
terza volta.
«Oh, cielo, oh povera me...» piagnucolava... E ce n'erano
altri cinque in arrivo!
«Perché sono venuta al mondo per soffrire cosi? Povera,
povera Nanncy!
Ora a Maud Campbell era probabilmente venuto a noia quel tipo di
intrattenimento, oppure, cosa altrettanto plausibile, giudicava che le
sue vittime avessero sofferto abbastanza per pagare il loro errore,
fatto sta che la sessione finale ebbe un carattere più formale e
fu di natura più superficiale rispetto alle precedenti. Ben
presto Maud Campbell la fece finita ed in quattro e quattr'otto la
Padrona portò a termine la punizione con un certo grado di
noncurante abbandono, per così dire.
Per prima cosa però, le due gogne di Matt e Nancy furono ruotate
in modo da porli l'uno di fronte all'altra..., a non più di
mezzo metro di distanza l'uno dall'altra! Si potrebbe dire che ora si
potevano guardare nelle palle degli occhi...!
Matt si mangiava con lo sguardo il bel faccino di Nancy... povero
visino: lo poteva vedere finalmente, contratto e gonfio di dolore.,
penetrò l'angoscioso timore dei suoi occhi fino in fondo alla
sua anima... E Nancy gli restituì quell'occhiate, colle labbra
che le tremavano, incapaci, anche se l'avesse voluto, di emettere un
suono articolato.
Poi, cominciando da Matt, Maud Campbell gli assestò sul groppone
qualche colpetto così, tanto per gradire, un po' a casaccio,
dopodiché si spostò rapidamente dalla parte di Nancy.
Così facendo il grugnito affannato che la Padrona aveva appena
strappato col morso della canna alle mascelle serrate di Matt stava
quasi per affievolirsi, stemperandosi in un prolungato sospiro, quando
l'acuto grido di Nancy riempiva la stanza erompendo inarrestabile dal
profondo della sua gola.
Matt poteva vederla urlare a quel modo, a squarciagola colla bocca
spalancata proprio davanti a lui... che vista quell'ugola tremante
sopra le fauci, fremente come un grosso clitoride gonfio per
l'eccitazione di una manipolazione esperta!
Che raffica impetuosa gli colpì le orecchie! Mai prima di quel
momento gli era capitato di vedere il dolore così da vicno e
così deliberatamente esposto senza pietà alla vista
altrui. Oh, quegli occhioni spalancati puntati verso i suoi! Oh, che
tormento poteva leggervi!
Ma non dovette aspettare molto l'amico Matt... per assaggiare quella
stessa sofferenza... Subito dopo fu di nuovo la volta di Nancy. Mrs.
Campbell continuava a girare freneticamente intorno ai due, brandendo
la canna vigorosamente e scaricandola a destra e a sinistra, senza
pietà, sulle sue vittime tremanti come una molle gelatina.
Senza pietà, fino all'ultimo... coll'impeto di un'orgia, godendo
del dolore che infliggeva; così appariva Mrs. Campbell. E quando
alla fine fu davvero finita e Nancy e Matt furono di nuovo lasciati
soli a sopportare un'altra ora di umiliante sofferenza, sempre alla
gogna, Maud Campbell non sentiva nemmeno un briciolo di rimorso! Anzi,
con ipocrisia bell'e buona, piena di soddisfazione giustificava
pienamente in cuor suo la sua crudele azione. Se gli schiavi
disubbidivano, meritavano di esser puniti, tutto qui. E puniti
severamente.
A Limbourne una disobbedienza... e specialmente una disobbedienza di
quel genere... era un affare serio, un'offesa grave!
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