|
|
|
ISPETTORE VENDITE, esperto in clisteri
Mi chiamo Lorena e da sei anni sono sposata con Paolo. Il mio è
un matrimonio felice malgrado i primi cinque anni mi abbiano procurato
poche soddisfazioni sessuali. Alta m. 1,60 pesavo 65 chili; in questa
condizione non pensavo che un uomo potesse desiderarmi sessualmente.
L’anno scorso mi sono iscritta ad una palestra e, dopo dieci mesi di
duro lavoro, sono scesa di 10/12 chili rassodando anche la mia
muscolatura. Mio marito si complimentava continuamente con me per
il mio nuovo aspetto, ma io continuavo a considerarmi grassa malgrado
le mie misure cominciassero ad essere più regolari. Che ci
volete fare, ho sempre avuto dei complessi di inferiorità; forse
questo potrà spiegare il fatto che sto per raccontarvi e le sue
conseguenze.
Un giorno mio marito mi informò che uno dei suoi ispettori di
vendite stava venendo a casa nostra a cena poiché si trovava in
città.
Dopo mangiato saremmo usciti tutti assieme.
Rimasi assai sorpresa quando mi chiese di indossare qualcosa di molto
sexy. Mi spiegò che il suo principale gradiva la presenza
di una giovane signora vicino; se io gli fossi piaciuta questo avrebbe
migliorato l'atmosfera dell'incontro e reso possibile un avanzamento
lavorativo di mio marito. Dovetti comprarmi un abito nuovo. Ero molto
imbarazzata ad indossarlo!
Aspettai che mio marito fosse andato a prendere il suo capo prima di
metterlo.
L'abito terminava in alto con uno stretto colletto, ma, subito sotto,
la scollatura era ampia. Purtroppo, nella fretta, l’avevo acquistato di
una misura troppo grande: la già ampia scollatura era lì
lì per mettere in mostra anche i miei capezzoli! Ma la cosa
più imbarazzante era la schiena nuda.
La linea dell’abito era molto elegante, ma, a causa delle sue
ridotte dimensioni, obbligava ad indossare di sotto solo gli slip.
Avevo poco tempo: infilai calze e scarpe con i tacchi alti e fui
pronta.
Quando andai a ricevere sulla porta mio marito e il suo capo non saprei
dire chi di loro due rimase più sorpreso nel vedermi. Ne fui
giustamente lusingata anche se un po’ imbarazzata. Dopotutto era pur
sempre la prima volta che incontravo Mr. Kane (si chiamava
così).
Nel corso della cena mio marito cercò di impressionare
favorevolmente Mr. Kane, a tal punto da non rendersi conto del modo in
cui quell’uomo fissava con interesse il mio seno.
Dopo cena uscimmo. Andammo in un locale a ballare e bere qualcosa.
Fu allora che tutto cominciò.
Mio marito bevve molto per tutta la sera e ballò assai poco.
Quando si alzò per un nuovo drink, feci osservare a Mr. Kane che
mi sembrava si stesse ubriacando. Con molta calma Kane allungò
una mano e diede un colpetto al mio capezzolo con un dito; poi disse:
«Si, lo so!»
Restai assai turbata da questa dichiarazione. Mi sentivo nelle mani di
Kane e con Paolo ridotto uno straccio.
Mentre la serata proseguiva, io trascorrevo sempre più
tempo stretta nelle braccia di Mr. Kane a ballare e mio marito beveva.
Quando fu finita la canzone che stavamo ballando, Kane mi infilò
un dito nell’orlo posteriore dell’abito: ritornando al tavolo ero
tutta un bollore in faccia. Mi resi conto che mio marito era
completamente ubriaco e non aveva potuto accorgersi di niente di quello
che era successo. Tornammo a ballare. Le luci vennero abbassate quasi
completamente. Sembrava di essere al buio. Kane ne approfittò
per inserire la sua mano sinistra tra i nostri corpi vicini.
Prima che me ne potessi rendere conto la infilò nella mia
scollatura per strizzare il mio seno. La sua mano destra, sulla mia
schiena, mi obbligava a restare vicina a lui, impossibilitata ad
evitare il suo maneggio senza fare una scenata.
Stavo morendo di vergogna quando sentii la sua mano destra che
iniziava a scendere per la mia schiena fermandosi al mio
sedere.
Ero completamente frastornata, forse anche per i diversi bicchierini
sorbiti in precedenza, e non in grado di protestare. Non
protestai neanche quando la sua mano scomparve in fondo alla scollatura
posteriore del mio abito. Mi sentivo una povera stupida a farmi palpare
il culo da un sessantenne. Esplorò ogni centimetro del mio
sedere che fu in grado di raggiungere. Finita anche questa canzone
tornammo al tavolo.
Ognuno dei balli che facevo con Mr. Kane mi trascinava più in
basso, mi portava a subire ciò che non avevo mai prima subito.
Non sapevo che fare.
Fui grata a mio marito per il suo stato di ubriachezza che gli
impediva di notare le mie lacrime di vergogna.
Mr. Kane ci accompagnò fino al suo Hotel dove avevamo
lasciato la macchina.
Quando arrivammo ci invitò a salire per un ultimo bicchierino.
Paolo acconsentì allegramente alla proposta prima che potessi
impedirglielo.
Appena saliti nella stanza andai in bagno, mentre i due uomini si
riempivano i bicchieri e quando rientrai in sala vidi che mio marito
era sdraiato sul divano. Non feci in tempo a raggiungerlo che
già Mr. Kane mi aveva afferrato per il polso.
Uno strattone e mi ritrovai sulle sue ginocchia. Cominciai a
gridare, ma Kane mi spezzò l’urlo in gola ricordandomi che
Paolo avrebbe potuto aprire gli occhi e vedermi in braccio al suo
«capo».
Non riuscii a figurarmi quale avrebbe potuto essere la reazione di mio
marito, comunque ne ebbi paura e questa paura mi fece sottomettere ai
voleri di Kane.
In realtà per un po’ lottai silenziosamente, ma senza
convinzione e senza ottenere risultati.
Lanciai una maledizione a Paolo che mi aveva detto di mettermi un
vestito sexy.
Kane pose la sua mano sul mio seno. Strinse un capezzolo tra l’indice e
il pollice, lo torse e me lo strizzò.
Ebbi paura....
La sua mano destra scivolò tra le mie cosce, con gran fatica mi
fece spalancare le gambe. Abbassò allora le mie mutandine ed
iniziò a giocare con il mio sesso. Nel frattempo seguitava a
stuzzicare i miei capezzoli a suo piacimento. Mi sentivo completamente
nelle sue mani, abbandonata e sottomessa al suo volere.
Nessuno mi aveva mai toccato a quel modo; perfino a Paolo avevo
concesso raramente questi «eccessi», ritenendo che una
donna non doveva venire meno alla sua dignità anche nel momento
in cui si concede al suo legittimo compagno.
Ora mi sentivo infangata, sporca.
Il mio imbarazzo aumentò ulteriormente allorché mi
accorsi che il lavorio che Kane prodigava alla mia fessura aveva finito
per farmi bagnare.
Con una spinta improvvisa del braccio mi infilò in fondo due
dita. Le mosse avanti e indietro. Stavo male.
Provavo piacere e umiliazione allo stesso tempo, ma non potevo
ammettere che quello che stava avvenendo aveva il potere di sconvolgere
i miei sensi e i miei pudori.
Non saprei dire per quanto tempo Kane proseguì a masturbarmi
follemente. Mi sembravano ore. Man mano sentii in me un forte calore.
Stavo per avere un orgasmo. Il mio sedere si muoveva al di fuori di
ogni controllo. Gemevo e spasimavo dal piacere!
I miei muscoli sembravano vibrare oltre la mia volontà.
Sgroppavo come una cavalla. Respiravo affannosamente ad occhi chiusi...
improvvisamente levò fuori le sue dita... mi sentivo così
eccitata che mi sarei attaccata a qualsiasi cosa in grado di fottermi.
E invece, l’unica cosa che fece Kane fu di mettermi un dito
all’ingresso dello sfintere.
Nessuno mi aveva toccata mai in quel posto… dovetti mordermi le labbra
quando iniziò a spingere per entrare.
Forzò le resistenze dei muscoli del mio forellino anale che
cercavano di impedire l’ingresso del corpo estraneo.
Kane spinse di più il suo dito e poi sempre di più,
sempre più in fondo finché non ebbi l’impressione che
avesse raggiunto il mio stomaco.
Avevo paura, sentivo bruciarmi il sedere. Mr. Kane iniziò allora
un gentile movimento di va e vieni con il suo dito.
Man mano che la mia paura se ne andava, il suo dito si muoveva sempre
più svelto finché non assunse un ritmo sostenuto,
ma regolare.
Era la prima volta che assaporavo una sodomizzazione, anche se tramite
dito.
Mi resi conto che non era più il suo dito a muoversi, ma il mio
culo che si alzava e abbassava andando incontro alla sua mano.
Era la dimostrazione lampante di quanto gradissi quel trattamento.
Sentii nuovamente calore nelle mie viscere, gemetti e, proprio prima di
raggiungere l’orgasmo, Kane levò nuovamente il suo dito dalla
nuova fonte di piacere che mi aveva rivelato.
Lo supplicai di aiutarmi, di farmi godere, ero uno straccio per la
tensione accumulata...
Allora Kane, dopo essersi assicurato che mio marito stesse ancora
dormendo, mi condusse in bagno. Mi gettò a testa in giù e
culo in aria passando ripetutamente le sue dita suadenti sulle mie
cavità intime.
Poi mi fece inginocchiare.
I fremiti del mio sesso e del mio buchetto anale erano così
intensi che non mi importava più di nulla, nè di essere
scoperta da mio marito, nè di essere umiliata da questo
sconosciuto.
Riconoscevo passivamente il potere che riusciva ad esercitare su di me
e ne iniziavo a godere. Avevo abbassato la testa fino a terra quando
sentii scorrere acqua dal rubinetto.
Pensai che fosse un accorgimento di Kane per impedire che qualcuno
potesse sentire il rumore che avremmo potuto fare. Così almeno
credetti finché non sentii separare con gentilezza, ma
fermamente, le mie natiche e inserire un beccuccio di un
clistere!
Lasciò entrare dentro di me acqua calda e saponosa con uno
scroscio improvviso, mentre mi massaggiavo il sesso.
Ero così stupita che passai dallo sconvolgimento
all’accettazione totale di quello che mi stava facendo in un batter
d’occhio!
Poco dopo iniziai a sentirmi piena... così piena che credevo di
rompermi la pancia (come la rana di quella famosa fiaba!). Ma ogni
volta che il dolore diminuiva e mi ero abituata alla porzione di
liquido che avevo in corpo, il rubinetto si riapriva e ricevevo nuovi
caldi fiotti d’acqua calda nell’intestino.
Dopo che ebbi ricevuto tutta l’acqua che ero in grado di tenere,
Kane mi fece alzare.
Mentre mi tenevo la pancia rigonfia con le mani, esaminò
ogni parte del mio corpo da vicino.
Al termine della sua ispezione, quando ebbi il suo permesso di
raggiungere la toilette, Mr. Kane volle guardarmi mentre evacuavo tutto
ciò che ingombrava il mio intestino.
Cercai di impedirlo, ma non c’era tempo per stare a discutere. L’acqua
e tutto il resto stava per uscire e io non potevo trattenere oltre. Mi
sedetti sulla tazza. Ero tutta sudata e mi sentivo in una languida
agonia mentre sentivo colare fuori dal mio corpo il fiume di acqua
saponosa.
Mr Kane mi si pose di fronte e aperti i calzoni estrasse il suo membro
già tutto eretto.Era proprio all’altezza del mio viso e senza
che io potessi far nulla, avvicinatosi alla mia bocca, ve lo
infilò.
Ero seduta sulla tazza del water dopo essere stata masturbata e
sodomizzata, dopo aver subito un violento clistere ed ora stavo
avendo un orgasmo mentre facevo un pompino a questo uomo che avevo
conosciuto solo da poche ore!!!.
L’orgasmo che provai fu il più forte della mia vita!
Quando ebbi finito, mi sentii troppo debole anche per rialzarmi,
così Mr. Kane mi stese a faccia in giù sul pavimento del
bagno.
Prima che potessi riavermi si inginocchiò dietro di me.
Il suo pene scivolò su per il mio sfintere con facilità.
Mi sussurrò nell’orecchio: «Adoro i buchi del culo
vergini!»
Ebbi il mio secondo orgasmo di quella notte,
prima che egli mi facesse un secondo clistere…di sperma!
Kane mi fece rivestire senza lasciarmi usare la toilette. Mentre
guidavo verso casa, potevo sentire il suo sperma ancora nel buco
del culo.
Quando misi a letto mio marito erano le quattro.
Ero molto scossa per quello che era successo e per il modo in cui io
avevo reagito. Avevo scoperto un’altra me stessa, non senza spavento. E
seguendo proprio questo nuovo istinto che la notte appena
trascorsa aveva portato alla luce, scivolai silenziosamente fuori
di casa e tornai all’Hotel, da Mr. Kane.
Quando aprì la porta disse: «Speravo che saresti
tornata. Ho una borsa piena di acqua saponosa pronta per te!»
Da allora io e mio marito abbiamo migliorato la nostra vita sessuale.
Ho capito di essere attraente e questa consapevolezza mi permette di
provare ogni gioco sessuale traendone soddisfazione.
In particolare mi è rimasto un debole per il clistere, che ho
chiesto a mio marito di praticarmi almeno una volta la settimana
e, per l'erotismo anale... sono perfino uscita di casa con
mio marito indossando sotto i vestiti un delizioso dildo anale che mi
sollazzava il culo! a allora non ho mai più visto Mr. Kane,
anche se l’ho cercato.
La mia curiosità mi ha spinto ad andare a frugare nell’archivio
di Paolo per conoscere l’indirizzo di Kane.
Ho scoperto che a quel nome non risultava nessun ispettore di vendita!!
|
|
|