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DOPOLAVORO
di anellide
In questo periodo la mia Padrona lavora molto, la sera quando
arriva a
casa è esausta. Quando sento le chiavi girare nella maniglia il
cuore comincia a battermi, corro verso la porta e attendo il suo
ingresso in ginocchio. Mi ha insegnato così. Lei entra, lo
sguardo stanco, mi carezza il capo e si
dirige verso la sala, dove si lascia cadere, tolto il cappotto, su una
comoda poltrona.
Non deve dirmi nulla. Conosco i miei compiti. Mi avvicino camminando a
4 zampe, le sfilo le
scarpe e comincio a massaggiare i suoi piedi stanchi... ogni tanto alzo
il volto e osservo la sua espressione rilassata e soddisfatta.
Sento il tepore attraverso il nylon delle calze, accovacciato porto i
suoi piedi sulle mie ginocchia e li massaggio,dolcemente,spingo le mie
dita sulla pianta... sul dorso… i pollici premono e si dirigono dal
tallone alle punte, e quando lascia scappare qualche gemito... il mio
cuore di schiavo si riempie di gioia.
“Vai!” dice lei, semplicemente. È la mia Padrona.
Al che mi dirigo verso il bagno e comincio a far scenderà
l'acqua nella vasca. Torno da lei che mi attende con gli occhi chiusi,
sembra dormire. Atterra accanto a lei noto un cumulo scuro, mi avvicino
e noto che sono le sue calze, riposte accanto alle scarpe.
”Leccameli e comincia a pulirli” dice lei con un leggero sorriso.
Sempre inginocchiato chino il capo verso i suoi deliziosi
piedi... e le labbra cominciano a baciarne il dorso... sento il loro
tepore... il loro profumo... lo splendido profumo della mia Signora.
La lingua comincia a posarsi sulla loro pelle, tra le dita, sulla
pianta, ne prendo in bocca le estremità e comincio a
succhiare... è come la prima volta, pensavo mi sarei abituato ma
non è così: continuo a provare delle sensazioni
contrastanti... imbarazzo... vergogna.… eccitazione... gioia..
Sapere di essere usato per il piacere della mia Padrona… dimostrarle la
mia sottomissione e adorazione... un tremendo cocktail di sensazioni...
ed intanto la mia lingua continua a leccare il piede, mentre lei con
l'altro mi carezza dolcemente il viso. Mi guarda sorridendo e si alza
dirigendosi in bagno. La seguo.
”Attendi all'ingresso” dice continuando a camminare. Così mi
fermo sulla soglia del bagno. Si dirige verso il wc a fare la
pipì, si rialza e si riabbottona i pantaloni. (nel frattempo
l'acqua che scorreva ha colmato la vasca... accidenti… come vola il
tempo quando sto accanto alla mia Padrona!)
”Tira l'acqua” mi dice dirigendosi accanto alla vasca. Mi avvicino al
wc ed eseguo l'ordine, quindi mi accosto a lei.
”Ora spoglia la tua padrona”. Mi alzo e le sfilo il maglioncino, le
sbottono i pantaloni e, scendendo con essi, li abbasso fino alle
caviglie, già nude. Sollevando leggermente i piedi lei mi
permette di sflilarle i pantaloni. Ora e' rimasta in slip, una
magliettina chiara che lascia intravedere i ricami del reggiseno ed una
piccola collana sul collo. E' splendida. Mi attardo un secondo ad
ammirarla, cosa che evidentemente deve aver notato, infatti incalza:
”Veloce!” Mi riprendo arrossendo un po', le sfilo la maglietta, sgancio
il reggiseno e mi inginocchio per sfilarle gli slip. Le mie mani
sfiorano il suo corpo mentre la denudo e la sensazione è
inebriante. Il tepore del suo corpo, i gesti lenti, i suoi sguardi...
autoritari e lenti… e la mia consapevolezza di essere li a servirla...
”Ora raccogli tutto e portalo nel ripostiglio, poi torna”.
Raccolgo i vestiti, lascio gli indumenti sul suo letto e mi avvio al
ripostiglio per posare la biancheria
nel cesto della roba da lavare... non sono mai stato (o non ho mai
creduto di essere) feticista, ma ammetto che in quel momento il
desiderio di sentire il profumo di quel corpo che un attimo fa'
stavo sfiorando… così accosto il reggiseno al viso, e
subito il suo profumo invade la mia testa… e rivedo i suoi seni
chiari... poi avvicino gli slip che annuso... e l'odore acre mi fa'
vibrare le corde dello spirito... schiudendo alla mia mente le porte
della sua femminilità...
ed ancora una volta mi sorprendo a vergognarmi... ma allo stesso tempo
a sapere di appartenere alla mia Dea.
Torno da lei. E' già distesa nella vasca.… mi guarda...
”Ne hai messo di tempo!” dice osservando l'acqua che ricopre il suo
corpo che pare farsi etereo nel riverbero…”Cos'hai fatto?” aggiunge
sorridendo. Taccio.
Rivolge lo sguardo a me, e dopo un breve silenzio e con un dolce
sorriso mi dice:
”Lava la tua padrona”.
Dentro di me tiro un sospiro di sollievo, anche se la consapevolezza
che lei abbia indovinato ciò che ho appena fatto mi lascia un
vago disagio, dandomi la consapevolezza che la mia padrona forse mi
conosce meglio di me! Alza i piedi, ed io subito li insapono, li
strofino dolcemente, registrando nella mia mente la dolce sensazione di
ogni gesto, e li risciacquo... si alza, ed il suo corpo bagnato mi
rapisce nuovamente.
”Lavami!”. Prendo ad insaponarle la schiena, le braccia, le sollevo
insaponando le ascelle, i fianchi, il ventre, i seni... sono sempre un
po' a disagio facendolo, temo che le mie mani si soffermino troppo sul
suo corpo dimostrandole così il mio desiderio, ma forse è
proprio per questo che mi sottopone a tali piacevoli torture!
Il suo corpo insaponato diviene lucente... continuo a strofinarlo
finché non lo risciacquo, poi, comincio ad insaponarle le gambe,
le cosce, le natiche, ed infine il suo sesso... ripenso immediatamente
al profumo sentito poc’anzi e non riesco a trattenere un rossore sul
viso... evito di guardarla negli occhi perché so quanto e'
consapevole dei miei pensieri e questo mi rende disarmato e agitato. Le
mie mani continuano a massaggiarla e ammetto che mi soffermo
leggermente più a lungo del dovuto sulle sue parti intime
sperando di procurarle piacere, quindi la risciacquo.
“L'asciugamano”. Si accinge ad uscire ed io avvolgo il suo splendido
corpo in un soffice asciugamano candido e ne sfrego ogni lembo di pelle
che mi pare ardere e bruciare.
”Metti a posto” ordina mentre, stringendosi nell'asciugamano esce dal
bagno.
Mi fermo un attimo a pensare, poi emetto un lungo sospiro: sono un po'
sollevato nella mia intimità, la mia devozione completa ancora
qualche volta mi imbarazza, ma gia sento la sua assenza.
Finito di ripulire la raggiungo. E' distesa sul letto a pancia in sotto.
”Oggi sono stanca, fammi un bel massaggio”
Mi avvicino,felice del fatto che lei abbia ancora piacere nel ricevere
i miei servigi, sia lieto del fatto che le mie mani possano continuare
a sfiorarla. Non sono un abile massaggiatore ma cerco di portarle via
tutta la stanchezza dal corpo massaggiando energicamente la sua
schiena, i suoi fianchi, i suoi piedi...
Suppongo che ogni padrona sia anche una buona dissimulatrice delle sue
sensazioni più forti: fino a quel momento sembrava sempre molto
distaccata.... forse con la crudele consapevolezza di non volermi dare
troppa soddisfazione per come eseguivo ogni suo ordine, eppure toccando
il suo corpo avevo la netta sensazione che il piacere stesse
cominciando a serpeggiare in lei intaccando il suo grande
autocontrollo. A questo punto si gira e mi sussurra:
”Sei bravo, mi hai fatto dimenticare la stanchezza… Ora la tua Padrona
ha altri desideri”
”Cosa vuole che faccia mia Signora?” domando.
”Baciami, leccami, dimostra il tuo desiderio” mi dice allungando un
braccio verso di me.
Comincio a baciarle le mani, devoto, quindi risalgo per il braccio, il
collo, finché sto per posare la mia lingua sui seni ma lei,
prendendomi per i capelli dice:
”Alt, vai al tuo posto!” e con uno strattone mi fa' scendere dal letto.
Capisco. E così comincio a leccare i suoi piedi ... con
desiderio infinito, la sua pelle è profumata e pulita, fresca..
In questo momento sono fuori di me, agisco trasportato come in sogno,
con il movimento di un piede mi fa' capire che desidera che io salga,
così i suoi polpacci, le sue cosce, ogni centimetro della sua
pelle diviene per me il centro del mondo, ed io non posso fare a meno
di baciarlo e leccarlo... e continuo a risalire finché non sento
il suo odore intenso e pungente chiamarmi, mi avvicino e mi abbandono
tra le gambe della mia Padrona, e non posso fare a meno di dare tutto
me stesso per cercare di donarle piacere e dimostrarle quanto
questo sia per me la massima gioia e realizzazione. Il donare piacere
alla mia Dea, sapere di essere l'oggetto plasmato dalle sue mani che
lei utilizza per ogni suo desiderio. Mi abbandono in lei, ed ogni suo
gemito, alle mie orecchie, pare un coro di angeli... e un grido di
diavoli!
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