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Lyz
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RELAZIONE PER IL TUTOR
Spesso penso quanto sono stata fortunata ad incontrare persone
che ritengo eccezionali come Maestri. Quello che era stato il mio
ragazzo per molti anni ( ma come ho fatto??mahhh!!) , era ormai
un pallido ricordo o meglio un ricordo che tentavo di cancellare in
fretta.
Dal punto di vista SM il Tutor si stava rivelando una guida importante.
In lui avevo fiducia cieca e questa relazione che ho scritto per lui
dimostra quanto io gli fossi giustamente ubbidiente e devota.
Devota a tal punto di mettermi completamente nelle mani di un Master
che lui aveva scelto per me.
Questa dettagliata relazione è ancora oggi un sincero omaggio al
Tutor che ho avuto e che è stato così importante per la
mia crescita
sm.
Lyz
Quando mi sono incontrata con il
Master, l’agitazione mi era un po’ passata grazie anche al tuo
messaggio che mi ha tranquillizzata…siamo saliti in macchina e ci siamo
diretti al Bunker. ( un dungeon, ma così chiamato da chi
lo utilizzava Nota di Lyz)
Quando siamo entrati però l’agitazione mi ha riassalita, come
sempre mi succede quando devo affrontare una sessione…è come se
mi dicessi “bene, adesso non puoi tornare indietro…puoi solo aspettare
e subire…”.
Il Master mi ha accompagnata in uno stanzino con un letto e mi ha detto
di mettere lì la mia roba, poi mi ha fatto vedere dove fosse il
bagno…per andare in bagno bisognava entrare in una stanza dove c’erano
un lettino medico, una specie di sedia-trono con delle catene e delle
corde che pendevano dal soffitto…Il Master si è accorto che
osservavo le corde e mi ha detto “No, quelle non sono per te…”
Sono andata in bagno e mi sono guardata allo specchio…ho fatto qualche
esercizio di respirazione (ero agitatissima…ma non avevo paura), mi
sono detta “calmati, Lyz, e comportati al meglio” e sono uscita. Il
Master era fuori che mi aspettava, mi ha accompagnata nel mio stanzino,
dicendomi “Questo è per oggi il tuo appartamento…sai
perché sei qui, vero?” io ho annuito, avevo la gola bloccata…non
riuscivo a parlare…
”Bene, spogliati e sistema i tuoi vestiti sul letto, quando sarai
pronta aspetta che io venga a chiamarti”.
Ho obbedito…mi sono spogliata, rimanendo solo col perizoma e le scarpe,
ho sistemato i vestiti (in ordine, perfettamente piegati come tu mi hai
insegnato) sul letto e ho atteso…senza riuscire a muovermi di un
centimetro…avevo le mani gelide e il cuore che mi andava a mille…ma non
era paura era quella strana ansia intensissima ma piacevole che sempre
provo in sessione…è piacevole perché mi amplifica le
sensazioni e mi rende fisicamente e mentalmente percettiva…Quando il
Master è venuto a chiamarmi, l’ansia era completamente
scomparsa…si era cambiato, indossava una maglietta nera…mi ha presa per
mano e mi ha condotta nella stanza dove si sarebbe svolta la mia
punizione…è stato bello essere condotta per mano dal Master, mi
ha tranquillizzata e rilassata…ho visto nella stanza un tavolo
abbastanza largo e lungo, con polsiere e cavigliere alle due
estremità...il Master mi ha prima massaggiato il collo e le
spalle, facendomi rimanere in piedi...questo mi ha comunicato
un'immediata sensazione di sicurezza e grandissima fiducia…poi mi ha
detto:
“Tenendo le scarpe, sali sul tavolo”….ho obbedito, sono salita e mi
sono sdraiata a pancia in sotto…
”Sei comoda?” - ha chiesto il Master…
”Si, Master”- ho risposto.
“Sei sicura di essere comoda? Voglio che tu stia assolutamente comoda,
visto che dovrai restare qui piuttosto a lungo…” Io stavo
effettivamente comoda, il Master aveva
sistemato sul tavolo un materassino morbido e sotto la pancia avevo un
cuscino…per cui ho detto al Master che si, stavo bene…
”I cuscini vanno bene? Ne vuoi altri?”
“No, Master, grazie…” ho risposto…è bellissimo quel misto di
dolcezza e severità che si prova in sessione…in quel momento io
ho avuto una sensazione di sicurezza e protezione…mi sentivo protetta…
”Bene…adesso dovrò fare una cosa che forse non è
necessaria ma è sicuramente prudente fare…sai che cosa?” Si, lo
sapevo…grazie ai tuoi insegnamenti…
”Legarmi, Master” - ho risposto…
”Esatto…vero che non è necessario?”
“Si Master”..effettivamente non mi sarei mossa se non per preciso
ordine del Master…mi sentivo talmente al sicuro che non avrei fatto
niente senza ordine del Master…
”Sei sicura che non sia necessario? Proprio sicura?”…non sapevo cosa
rispondere…io sapevo che non mi sarei mossa, ma forse il Master aveva
ragione quando ha detto che era più prudente legarmi…poi l’idea
di essere legata non mi dispiaceva, perché comunque mi avrebbe
fatta sentire ancora di più nelle mani del Master…il Master si
è messo di fronte a me, mi ha prima preso le mani (erano sempre
gelide…ma ogni contatto fisico col Master aveva un incredibile potere
tranquillizzante su di me) poi mi ha chiuso i polsi nelle
polsiere…stessa cosa ha fatto con le caviglie…solo che le cavigliere
dovevano essere tenute da una corda, perché l’ho sentito tirare
qualcosa e immediatamente le cavigliere si sono bloccate contro il
tavolo, impedendomi qualsiasi movimento…non ero mai stata legata in
quel modo e sentirmi le caviglie bloccate mi dava una sensazione di
sicurezza e nello stesso tempo mi faceva sentire completamente
inerme…il Master mi ha di nuovo massaggiato le spalle poi si è
allontanato un momento…e mi sono sentita sfiorare da qualcosa di freddo
e sottile, che al primo momento non ho identificato!
“Bene” - ha detto il Master “Tu sai che ogni cosa ha le sue regole…una
partita di tennis ha le sue regole…un circolo del bridge ha le sue…”
Mentre parlava mi sfiorava la schiena e le spalle con lo
strumento…faceva un leggerissimo solletico che mi procurava dei brividi
e mi ricordo che ho pensato
“Ma come può lo stesso strumento provocare sensazioni
così diverse…dalla carezza al dolore acuto…”…intanto il Master
continuava a parlare
“Anche l’S/M ha le sue piccole regoline…piccole regoline che vanno
rispettate…le regole per te sono state fissate dal tuo Tutor…e tu non
le hai rispettate...giusto?” io ho annuito, non potevo rispondere…il
tono di voce del Master era calmo e pacato, ma molto fermo e severo…
penetrante…e continuava ad accarezzarmi la schiena con lo strumento, mi
sono accorta che tremavo…il tocco dello strumento, il suo tono di voce
e la consapevolezza di quello che sarebbe accaduto mi stavano
procurando un misto di sensazioni completamente diverse ma molto
intense…paura, sicurezza, protezione, ansia, eccitazione….
”Il tuo Tutor è fedele a te…suona strano vero? Un Tutor che
è fedele alla schiava…eppure è così…” Io annuivo,
mi stava ipnotizzando…ma nonostante questo e le sensazioni che stavo
provando riuscivo ad avere la mente completamente lucida e ricettiva e
comprendere quello che mi diceva…e quando mi ha detto quella frase mi
sono resa davvero conto della gravità della mia mancanza…della
mia mancanza di rispetto verso di te…
”E tu gli hai disobbedito…giusto?”
“Si Master…” ho risposto…
”Non hai rispettato le regole…lo sai
questo?”
“Si Master, lo so…”- lo sapevo davvero…ma solo in quel momento, con le
parole del Master, ne ho avuto la piena consapevolezza…che ha fatto
aumentare la mia determinazione a sopportare degnamente la punizione…e
solo in quel momento ho avuto la piena consapevolezza di quanto sarebbe
stata severa la punizione…ma non mi spaventava perché sapevo di
meritarla…
”Bene…i colpi saranno 48…ma potrebbero arrivare anche a 60…sono tanti,
vero?” Io ho dovuto fare un respiro profondo prima di rispondere…era
come se più il Master parlava più io prendessi coscienza
della mia situazione…
”Si Master, ma…” e mi sono interrotta, non volevo parlare troppo…ma il
Master con tono molto fermo mi ha esortata a finire quello che stavo
dicendo…
”Ma penso di meritarli, Master” ho detto…e lo pensavo veramente…
”Si..” ha detto il Master sottovoce “Penso anch’io questo…sei pronta?”
io ho risposto senza esitazioni
“Si Master”…
”Sicura di essere pronta?”
“Si Master”…
“Sai che dovrai contarli, vero?”
“Si Master, lo so…” a quel punto quasi non vedevo l’ora che il Master
iniziasse…il cuore aveva iniziato a battere fortissimo ed era come se
tutti i miei sensi si fossero tesi ad aspettare il colpo…il Master ha
picchiettato i miei glutei con lo strumento…e i colpi hanno iniziato ad
arrivare…i primi non erano particolarmente intensi, ma erano
severi…MOLTO severi…poi l’intensità ha iniziato ad
aumentare…alcune volte il Master mi somministrava cinque colpi di fila,
molto velocemente…e quelli erano veramente dolorosi…molto spesso il
Master si fermava, mi controllava…mi sfiorava la punta dei seni con lo
strumento…io non ero eccitata sessualmente, ma stavo provando un misto
di sensazioni intensissime…e ogni tanto mi dicevo “non ce la faccio,
non posso arrivare a ventiquattro…” ma nello stesso tempo SAPEVO che
invece ce l’avrei fatta…perché il Master aveva deciso che potevo
farcela e io mi fidavo in maniera totale del Master…sapevo che non
avrebbe mai permesso che mi accadesse qualcosa di dannoso, per cui ero
SICURA che avrei sopportato in maniera corretta tutti quanti i
colpi…nonostante la paura, perché durante la somminstrazione del
cane io ho veramente paura dei colpi…ma ogni colpo che ricevo è
come se mi desse la forza di affrontare il successivo…ogni tanto il
Master faceva sibilare lo strumento a vuoto e quando lo faceva io
istintivamente mi contraevo…il Master se n’è naturalmente
accorto, ha picchiettato il mio gluteo sinistro e ha detto
“Perché questo gluteo ogni tanto trema?”
“Non lo so, Master” ho risposto…era completamente involontaria la cosa
era come se mi preparassi al colpo…ma da quel momento in poi ho cercato
di controllarmi e di tenere i glutei rilassati all’arrivo del colpo…e
mi sono accorta che i colpi si percepiscono in modo diverso, più
intenso, più completo, si percepiscono fino in fondo…al punto
che il dolore in continuo crescendo hai la sensazione che ti avvolga e
poi ti esca dal corpo…permettendoti così di affrontare il colpo
seguente e così fino alla fine della punizione…
Arrivati al dodicesimo colpo il Master si è messo alla mia
destra…fa sempre così, a metà punizione cambia lato…il
dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo colpo sono
arrivati in rapidissima successione, provocandomi un dolore talmente
acuto e intenso che temevo che non ce l’avrei fatta!!! Ma il Master si
è accorto e ha fatto una piccola pausa, permettendomi di
respirare e quindi riprepararmi…quando ho contato il ventiquattresimo
colpo mi sono completamente abbandonata…i glutei bruciavano molto ma
ero FELICE e SODDISFATTA….il Master mi ha sfiorato i segni, ha detto
che avrebbe fatto delle foto da farti poi avere…(questo mi ha resa
molto felice perché volevo che tu potessi vedermi)…
”Ma non le farò adesso…mi vergognerei!” Ho capito che alludeva
alla scarsità dei segni…mi ha osservata “Guarda qui…non sembrano
certo ventiquattro colpi!” Però poi ha cambiato idea e ha
scattato lo stesso qualche foto…poi mi si è avvicinato, mi ha
stretto le mani nelle sue, si è assicurato del mio stato…mi ha
slegata e mi ha aiutata a rialzarmi (ho un po’ sbandato…)…si è
messo alle mie spalle e massaggiandomi le spalle mi ha fatto capire
cosa mi aspettava dicendo
”Adesso farò un esperimento…si tratta solo di un
esperimento…voglio che Lyz mostri tutta la sua
determinazione….sottoponendola ad una prova molto impegnativa…”…e mi
sono accorta che il Master, sempre stando alle mie spalle, mi stava
porgendo uno strumento…una frusta a corregge di cuoio col manico…l’ho
presa e impugnata con molta calma, stringendola, accarezzando le
stringhe, cercando di entrare in “contatto” con lei, di sentirla…e
tutto questo in modo completamente istintivo, senza pensarci…in quel
momento stranamente la paura mi aveva completamente abbandonata, mi
sentivo calma, sicura e determinata…e pronta ad accettare la prova a
cui il Master aveva deciso di sottopormi.
“Tu sai cosa facevano le suore nei conventi quando commettevano atti
impuri?” mi ha chiesto il Master…
”Si autofustigavano, Master” - ho risposto senza nessuna esitazione.
“Esatto…e adesso voglio che Lyz mostri tutto il suo impegno e la
sua determinazione…”
Ho subito capito, ho stretto bene la frusta nella mano, mi sono chinata
leggermente in avanti col busto e quando il Master me lo ha ordinato ho
iniziato a somministrarmi i colpi…cercavo di metterci tutta la forza
del mio braccio, ma non riuscivo a colpirmi correttamente! Le corregge
mi colpivano solo di striscio, senza alcun effetto…ho cercato di
colpirmi sull’altro lato ma niente, non riuscivo…il Master mi ha
interrotta e dal suo tono capivo che era molto seccato da questa mia
inadeguatezza…(e lo ero anch’io)…
”O non sei abbastanza determinata o non ci stai mettendo impegno o non
pensi che sia giusta la tua !” mi ha detto prendendo la frusta dalla
mia mano…io non sapevo cosa rispondere…”Pensi che le suore nei conventi
facessero così?”…
”No Master” ho risposto, ero davvero mortificata…
”No, infatti…quindi devo frustarti io…” ha detto…mi ha condotta sotto
ad un’impalcatura da cui pendevano delle catene, mi ha fatto alzare le
braccia, ha fissato le polsiere alle catene e infine mi ha bendato.
”A quanto pare devo frustarti io…”
io stavo pensando alla sensazione che mi dava la benda (di totale
sicurezza) e non ho risposto subito…
”Allora? Devo frustarti io?” mi ricordo che ho pensato bene a cosa
rispondere…non volevo commettere ulteriori errori dando risposte
inopportune…ma desideravo essere frustata dalla mano ferma e sicura del
Master per cui gli ho risposto
“Si, Master, ti prego…” e lui
“Ti prego cosa?” Ho fatto un respiro (non riuscivo a pensare bene, la
benda mi da sicurezza ma mi confonde…poi il Master aveva un tono
talmente severo che mi intimoriva…non spaventava, intimoriva…)
“Ti prego, Master, di somministrarmi tu la punizione…”
“Questo non era previsto, lo sai?”
“Si Master”…ma nel frattempo il Master si era posizionato alle mie
spalle e ho sentito la frusta accarezzarmi la schiena…quando è
arrivato il primo colpo l’impatto è stato talmente forte che ho
avuto l’impressione che mi trapassasse…l’ho sentito rimbombare nel
torace e mi ha fatto veramente effetto!!!
“E’ diverso così, vero?”
“Si Master…” ho risposto, un po’ senza fiato per la violenza del
colpo…mi ha somministrato 50 colpi, distribuendoli sulla schiena, sulle
spalle, sui seni…i colpi sulla schiena e sulle spalle erano
intensissimi e brucianti, mi sentivo graffiare…i colpi sul seno erano
meno intensi ma altrettanto brucianti…ho contato senza sbagliare tutti
i colpi fino alla fine…e alla fine la pelle bruciava, tanto…alla fine
ho sentito il Master allontanarsi e prendere qualcosa…credevo volesse
fare altre foto e quando mi sono sentita strizzare i capezzoli ho fatto
un sobbalzo, non me lo aspettavo…in quel momento ho ricominciato ad
avere un po’ di paura perché non avevo idea di quello che il
Master volesse infliggermi…si è messo di fronte a me e ho
sentito qualcosa chiudersi sul capezzolo sinistro…il dolore è
stato immediato, fortissimo, pungente…avevo la sensazione che qualcosa
mi stesse trapassando il capezzolo…
”Quante pagine saresti in grado di leggere così?” mi ha chiesto
il Master…non ho risposto, non riuscivo a rispondere…il dolore era
acutissimo…”E’ una domanda questa…” ha detto il Master
”Non lo so, Master”…ho risposto…ero solo in grado di pensare che volevo
che mi togliesse quello strumento dal capezzolo…e sono stata sul punto
di supplicarlo di farlo…
”Quante? Una, mezza, due righe?”
“Non lo so, Master, non lo so…”…era insopportabile…
”Se non mi dici quante io non posso toglierlo…” pur di farmelo togliere
mi sono sforzata di pensare a quante pagine avrei potuto leggere con
quello strumento attaccato…e di pensarci seriamente, perché
piuttosto che prendere il giro il Master dicendo un numero a caso avrei
preferito tenere quello strumento per un’ora!!!
“5 pagine, Master” ho risposto alla fine…
”5 pagine? Sicura? Proprio sicura?”
“Si Master” ho risposto, anche se le
sue domande mi stavano confondendo…non capivo dove volesse arrivare, ma
5 pagine era la verità…Il Master mi ha tolto lo strumento dal
capezzolo sinistro e lo ha applicato a quello destro, provocandomi di
nuovo un dolore acutissimo…
”Quante pagine? Solo quattro, due, mezza??
” Ho fatto un respiro profondo e ho riconfermato quello che avevo detto
prima…5 pagine…il Master mi ha tolto lo strumento e ha detto
“Sarà una lettura lunga…ma questo lo deciderà il tuo
Tutor”.
Poi il Master mi ha sganciato le polsiere dalle catene, permettendomi
di riabbassare le braccia, avevo le spalle indolenzite…mi ha ancora
massaggiato le spalle (bruciavano), poi prendendomi per mano mi ha
condotta di nuovo al tavolo…prima di farmi salire mi ha ordinato di
sfilarmi anche il perizoma e ho obbedito senza nessuna esitazione…era
la prima volta che rimanevo completamente nuda davanti al Master e
tutto provavo tranne che imbarazzo…anzi, mi sentivo ancora più
protetta e al sicuro…in quei momenti, specie se sono anche bendata, io
sento un senso di TOTALE APPARTENENZA al Master…sento di essere con una
persona che si occupa di me, di cui posso ciecamente fidarmi…ed
è una sensazione che se non provi, se non hai vissuto, sia per
il Master che per la schiava… non puoi né spiegare né
comprendere.
Il Master mi ha aiutata, tenendomi per mano e guidandomi, a sdraiarmi
di nuovo sul tavolo e ad assumere la stessa posizione di prima…ha
corretto la posizione, facendo in modo che fossi perfettamente
centrata…poi mi ha di nuovo legato i polsi e le caviglie e ho sentito
di nuovo lo strumento accarezzarmi e sibilare a vuoto…
”Adesso ci sarà la seconda serie…” ha detto il Master. In quel
momento devo confessare che ho avuto un attimo di reale paura di non
farcela a sopportare…i glutei mi bruciavano ancora molto dai colpi
precedenti, e dentro di me sapevo che i colpi non sarebbero stati 48 ma
60…mi ricordavo dell’ultima sessione con te (mi sembra incredibile che
sia già passato un mese, perché sento ancora più
che nitidamente le sensazioni che ho provato…), in cui non riuscivo a
sopportare i colpi di cane a causa dei glutei già doloranti per
le sculacciate e i colpi di frustino…e mi chiedevo come avrei fatto a
sopportare altri colpi, anche perché sapevo che questa serie
sarebbe stata più intensa della prima…quando ho sentito lo
strumento picchiettarmi i glutei non ho potuto fare altro che stringere
con le dita il bordo del tavolo e prepararmi al colpo…avendo
però cura di lasciare i glutei rilassati, come voleva il
Master…prima di somministrarmi il primo colpo il Master mi ha avvisata
di ricominciare il conto da zero…ho fatto un respiro profondo, e il
Master ha iniziato la somministrazione della seconda serie di colpi di
cane…che come pensavo è stata molto più intensa e severa
della prima…molto spesso il Master si fermava tra un colpo e l’altro
per permettermi di respirare…e quando si fermava mi accarezzava la
schiena e i seni con lo strumento…questo mi procurava una sensazione
che era a metà tra il timore e l’eccitazione…timore
perché era come se in quel modo mi dicesse “Non è ancora
finita…” perché anche se il tocco era leggero e piacevole era
comunque QUELLO strumento ad accarezzarmi…come se lo strumento dicesse
“Adesso ti sto accarezzando, ma guarda che sono ancora QUI, sono ancora
IO…”…quello strumento ha un enorme potere su di me…lo temo, lo rispetto
ed ha il potere di eccitarmi come nessun altro strumento…
Ad un tratto il Master si è fermato, mi ha osservato i glutei e
con molto disappunto nella voce ha detto
“Questo sedere è molto
impertinente! Si fa beffa di chi lo castiga!” Sapevo che si riferiva al
fatto che i segni dovevano essere molto scarsi…mentre diceva
così picchiettava velocemente i glutei con lo strumento, cosa
che presto è diventata dolorosa quanto un colpo, ma
prolungata…terribile da sopportare…Come nella serie precedente, il
Master mi ha somministrato cinque colpi in rapidissima successione…e
sono stata ad un passo dal supplicarlo di fermarsi…arrivata al
ventiquattresimo colpo speravo veramente che il Master decidesse di
fermarsi lì…ero stremata e i glutei bruciavano peggio di quanto
immaginassi…ma il Master non mi slegava, al contrario, verificava i
segni, verificava il mio stato, mi accarezzava e mi stringeva le
mani…per cui ho capito che la sessione sarebbe andata avanti…e ho avuto
la conferma dalle parole del Master, che mi ha detto
“Siamo arrivati a quarantotto…mi dispiace continuare…ma bisogna
farlo…”.
Il dolore di questi ultimi colpi era veramente terribile e quando il
Master ha fatto sibilare a vuoto lo strumento ho commesso di nuovo lo
stesso errore di prima, contraendomi involontariamente…il Master ha
immediatamente picchiettato il gluteo sinistro, dicendo con voce molto
ferma e severa
“Non sei TU che decidi quando arriva il colpo…sono IO che decido quando
arriva il colpo!”…mi sono immediatamente imposta di controllarmi…e ci
sono riuscita fino alla somministrazione del trentesimo colpo…i colpi
fino a quel momento per quanto dolorosi, intensi e brucianti ero
riuscita a sopportarli…ma quello che ho provato durante la
somministrazione degli ultimi sei colpi non credo che lo
dimenticherò mai…il Master mi ha somministrato gli ultimi sei
colpi al massimo dell’intensità e in rapidissima successione…il
dolore mi ha letteralmente annebbiata…questi colpi li ho contati
urlando…il dolore è stato talmente intenso che ho pensato di
tutto…e mentalmente supplicavo il Master di fermarsi, era troppo, non
ce la facevo…ma quello che mi ha stupita è che la supplica
è rimasta ben ferma nella mia mente…le uniche parole che mi
uscivano erano il numero dei colpi che stavo ricevendo…In quel momento
ho capito perché il Master avesse ritenuto prudente legarmi…se
non fossi stata legata io di istinto sarei saltata giù dal
tavolo, un dolore così intenso non l’ho mai provato…
Al termine mi sentivo completamente svuotata e senza forze…anche la
mente mi si era svuotata…
”Siamo arrivati a sessanta senza neanche accorgercene…” ha detto il
Master…ho annuito, perché proprio non avevo la forza per
parlare…il Master mi ha ancora massaggiata ed accarezzata…mi ha dato un
bacio sulla fronte (e mi sono sentita dentro un calore che mi ha
ricaricata) e mi ha detto
“Sei stata bravissima…e il premio sarà sei colpi in
più…” ho sentito il Master allontanarsi, solo per un istante ho
pensato che non potevo sopportare altri sei colpi…immediatamente ho
sentito le forze ritornare, e ho sentito la determinazione a ricevere
questi sei colpi che il Master mi concedeva al meglio delle mie
possibilità…perché ero orgogliosa di riceverli…il Master
ha cambiato strumento, ha preso il cane più grosso…
”Saranno soltanto sei…voglio che li assapori fino in fondo…” ha detto
il Master e così ho fatto…ho fatto un respiro …ho ricevuto tutti
e sei i colpi senza alcuna contrazione fisica, ascoltando, proprio
ascoltando ogni singolo colpo…ascoltando le vibrazioni del dolore, il
suono dello strumento, il suo impatto…e la sensazione che ho provato
all’ultimo colpo è paragonabile ad un orgasmo anche se
l’eccitazione fisica era ancora contenuta…era un “orgasmo” tutto
mentale…e mi sono sentita ancora svuotata, ma rilassata e
felice…assolutamente felice…e ho ringraziato il Master per questi sei
colpi che mi ha regalato…ho pensato a te durante la somministrazione di
questi sei colpi, e te li ho dedicati…perché devo ringraziare
solo te se adesso posso comprendere e vivere le sensazioni incredibili
che una sessione disciplinare dura come questa può dare…
Il Master mi ha tolto la benda, con una delicatezza incredibile…non mi
ero nemmeno accorta che mi fosse scesa qualche lacrima…altrettanto
delicatamente mi ha slegata, mi ha aiutata a piegare le braccia che mi
facevano un po’ male per la posizione…mi ha dato un bacio sulla fronte
e mi ha massaggiata ed accarezzata a lungo…io ero assolutamente felice
e rilassata, stavo benissimo…ogni massaggio era come se mi rigenerasse…
”Si sta bene qui, vero? “ ha sussurrato il Master
“Si è fuori dal mondo…”
Aveva ragione, in quel posto sei veramente fuori dal mondo…hai
l’impressione di essere in un angolino tuo, solo tuo…in quel momento
per me esistevano solo quel posto, il Master e le sensazioni che
provavo…ed era assolutamente bellissimo…
Man mano che mi rilassavo, chiacchieravo col Master…e scherzavamo
anche, come quando lui mi ha fatto il solletico e io istintivamente gli
ho bloccato le braccia…e lui
“Allora? Devo legarti un’altra
volta?” e io
“No, no no ti prego!!!”
Ad un certo punto, gli ho chiesto come si chiamasse quella specie di
amaca di cuoio tenuta sospesa da quattro catene all’interno di
un’impalcatura…il Master mi ha sorriso in quel modo un po’ enigmatico
che ormai conosco…mi ha aiutata a scendere dal tavolo, mi ha condotta
verso lo “sling” ed accompagnando le sue parole con un gesto di invito
mi ha detto
“Prego…” io ho sorriso a mia volta e mi sono sistemata
sull’amaca…”Appoggia bene la testa, devi stare assolutamente comoda” mi
ha detto il Master…mi sono sistemata, appoggiando i piedi sulle catene,
come lui mi aveva già spiegato una volta…ero veramente molto
comoda…hai la sensazione di essere cullato…
”Si sta bene, vero?” mi ha chiesto il Master e io ho risposto,
sorridendo
“Si…si sta benissimo…” Il Master ha fissato le polsiere e le cavigliere
alle catene…e io mi sono ritrovata legata con le braccia leggermente
più alte della testa, gambe alte e divaricate…il Master ha
iniziato a farmi un leggero solletico sotto le ascelle e io mi sono
detta “Ecco che con la mia curiosità mi sono fregata da
sola…adesso mi farà il solletico!!!”…ecco, in quel caso ho
supplicato il Master dicendo
“No ti prego, il solletico non lo sopporto…” Ma non era quello che il
Master aveva intenzione di farmi…si è sistemato dietro di me, in
modo che non potessi vederlo…e ha iniziato a strizzarmi i capezzoli,
prima piano, poi aumentando sempre di più l’intensità…ho
chiuso gli occhi, l’eccitazione è stata immediata…ho sempre
avuto i capezzoli sensibili, ma da quando uso le mollettine basta
sfiorarli…è come un interruttore dell’eccitazione per me…li
strizzava, li tirava, li pizzicava con le unghie…il dolore più
di una volta mi ha fatto scappare un lamento, ma più aumentava
il dolore più aumentava l’eccitazione…ad un certo punto ho
sentito il Master allontanarsi, prendere qualcosa da dove tiene gli
strumenti…è tornato e ancora mi ha strizzata…poi ho sentito
qualcosa di freddo chiudersi sul capezzolo sinistro, qualcosa di
talmente doloroso che mi ha fatta sobbalzare e scappare un lamento…il
Master non ha lasciato subito sul capezzolo quella pinzetta, l’ha messa
e tolta per un po’ di volte…quando l’ha lasciata il dolore è
stato acutissimo…e ha rifatto tutto sul capezzolo destro…ma quando
entrambe le pinzette sono state fissate ai miei capezzoli il dolore
è immediatamente cambiato e l’eccitazione ha raggiunto livelli
elevatissimi…e più il Master giocava con le pinzette, che erano
collegate da una catenella, tirandole, girandole, tirando la
catenella…più faceva aumentare il dolore e la mia eccitazione
cresceva…sono stata ad un passo dall’orgasmo…se non l’ho raggiunto
è stato perché ancora ho un freno a lasciarmi andare
così completamente…ma sono stata veramente ad un passo dal
raggiungerlo…
Il momento più doloroso è stato quando il Master ha tolto
le pinzette, sfilandole…ho avuto davvero l’impressione che i capezzoli
mi si staccassero…quando entrambe le pinzette sono state tolte mi
è scappato un sospiro…Il Master mi ha sfiorato i capezzoli, li
ha baciati, poi con molta delicatezza mi ha slegata e mi ha aiutata a
rialzarmi…mi sentivo stordita e ovattata…ma provavo un incredibile
senso di benessere e rilassamento…il Master mi ha guardata molto
intensamente, mi ha dato un bacio sulla fronte e mi ha
abbracciata…è stato un momento intensissimo quello…poi mi ha
dato una leggerissima sculacciata sui segni e io ho detto “Ahi!”…a causa del mio “Ahi!” il
Master mi ha dato altre sculacciate sui segni, leggere ma dolorose…le
ho ricevute stando abbracciata a lui e appoggiando la testa sulla sua
spalla…e anche questo è stato un momento per me intensissimo, ho
provato un senso di sicurezza e protezione incredibile…
Il Master mi ha poi fatta rivestire, ordinandomi però di stare
senza biancheria intima…dicendomi che in quel modo si potevano
prolungare le sensazioni…e quella sera ho avuto modo di sperimentare
che era assolutamente vero…prima di andare ho chiesto al Master di
poter andare in bagno (presa com’ero dalle sensazioni non mi ero
nemmeno accorta di doverci andare) e ho potuto constatare la mia
eccitazione, che era a livelli veramente elevati…
Ho provato un vago senso di vuoto quando siamo usciti da lì,
quando siamo “riemersi in superficie”…(è il termine più
adatto, dato che il Bunker si trova in un seminterrato e quando sei
dentro hai veramente la sensazione di essere fuori dal mondo, in un
“posto che non esiste” come lo definisce Il Master…) perché la
sessione era finita…ma questo senso di vuoto è durato
pochissimo, perché le sensazioni sono rimaste, anzi si sono
accentuate ogni volta che ci pensavo, e continuano ad esserci anche
adesso ogni volta che ripenso a questa sessione durissima e intensa, e
non solo dal punto di vista dei colpi, che mi ha insegnato ancora altre
cose…
Grazie per avermi dato l’opportunità di vivere questa bellissima
e intensa esperienza che mi ricorderò per moltissimo tempo…e
grazie per quello che hai fatto nell’ultima sessione con te, che mi ha
permesso di vivere le sensazioni che ho provato in maniera totale e
completa…
Con tantissimo affetto e gratitudine,
Lyz
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