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GRATITUDINI D'ANNUNCIO
di Anellide
"Ragazza 21 con frusta cerca schiena nuda". Solo questo recitava
l'annuncio. Non ero solito rispondere agli annunci su internet, ma la
mia curiosità da tempo era orientata verso il mondo sm
così, per gioco e senza troppe pretese, risposi. Con mia
sorpresa un giorno nella mia mail trovai una sua lettera. Così
cominciò tutto. Le sue mail non erano molto prolisse, anzi, si
poteva riassumere il tutto in un concetto molto preciso: "Sono la
padrona, mi piace molto frustare dei bei ragazzi e se ti ritieni pronto
posso considerare l'idea. Ti sto valutando".
A me l'idea di essere frustato, onestamente, non mi aveva mai
attratto e neanche ora mi attraeva. Ma ciò non glielo dissi mai.
Era la prima padrona con la quale parlavo e volevo conoscere questo
mondo.
Così cominciammo a conoscerci via mail e lei mi pareva sempre
molto sicura di sè, autoritaria e, direi, anche crudele. Poco a
poco le nostre mail divennero più intime e la nostra conoscenza
si approfondì tanto che, a volte, le mail parlavano di cose ben
distanti dall’SM.
Notai che lei era restia ad incontrarci. Mi confessò il
perché: non aveva esperienze reali, mi disse che anche per lei
erano fantasie e cominciò a parlarmene. Da giovane era sempre
stata attratta dalle scene di punizioni e flagellazioni che vedeva nei
film, nei libri di scuola riguardo alle streghe, all'inquisizione
e poco a poco si trovò a fantasticare ad occhi aperti su queste
immagini che la mente ricostruiva in contesti attuali e intriganti. In
parte la cosa la spaventava, si sentiva strana, non osava confessare i
reali stimoli che provava baciando un ragazzo: prendergli i polsi,
legarli a qualcosa di solido per incominciare subito una intensa
fustigazione sulla sua schiena. Parlando con le amiche delle prime
esperienze sessuali si sentiva diversa, come avrebbe potuto raccontare
com’era veramente come avrebbe potuto dire che lei avrebbe voluto
legarli, usarli, frustarli... Era appunto questo ciò che in
realtà faceva vibrare il suo corpo, che la eccitava, che le
faceva divampare quel calore unico tra le gambe, che le riempiva la
testa di una nebbia di appagamento... Tutto ciò la spaventava..E
l'attraeva. Ma sapeva che era ciò che voleva!
Poco a poco scoprii che dietro la "giovane 21enne con frusta" si celava
una ragazza dolce, ironica, sensibile... e la cosa non mi rese
dispiaciuto… anzi.
Mi ci volle ancora molto tempo e continui scambi epistolari per
accorgermi che nuovamente mi ero sbagliato sul suo conto: era si dolce,
ironica, sensibile... ma la sua autorità, fermezza e
crudeltà non erano di facciata: erano sfumature del suo essere
integranti quanto le prime. Era come un caleidoscopio vivente, la sua
essenza era un concentrato di stati d'animo opposti, estremi. Mi
rapì la mente, non facevo che pensare a le, sempre di più
e poco a poco mi sentii tremendamente attratto da questa ragazza...
dolcemente terribile!
Arrivò così il momento, un momento che avevo temuto e
pensato a lungo, interrogandomi se stessi facendo davvero la scelta
adatta a me. Eppure adesso ero lì, ero nudo, legato, la sapevo
dietro di me ad osservarmi.
Cosa pensava? Stava per avvenire la realizzazione dei suoi sogni...
cosa provava? Mentre ero li continuavo a domandarmi come ci ero
finito... inoltre pronto per ricevere la sua frusta su di me... io che
non amavo, e non amo, queste cose! Per lei però mi sarei
addentrato in qualsiasi sentiero, anche il più lontano e oscuro.
Mi sentivo ancora terribilmente stupido... ma la mia paura più
grande era apparire stupido a lei! Cosa pensava di me? Ero li per lei.
Volevo che appagasse i suoi desideri, che realizzasse ciò che
l'aveva sempre attratta, che si sentisse libera, finalmente
soddisfatta., leggera, piena della se stessa che era veramente,
felice... una bimba che ottiene il regalo sognato e visto tanto tempo
prima nelle vetrine colorate ma che non aveva mai smesso di abitare la
sua mente: la immaginavo cosi, una bimba dagli occhi brillanti, una
Regina che soddisfa un capriccio, un diavolo che gode nel dolore, un
angelo che dispensa amore… Era come sempre: complicata e semplice!
Adesso la sentivo al momento cruciale. Esitava… o forse assaporava il
momento che precede la realizzazione di un sogno? La sua frusta stretta
in mano, quel sibilo crudele nell'aria, il suo sguardo scintillante, la
mano stretta sull'impugnatura.… Cos'era per lei? Un simbolo fallico? Il
simbolo del suo potere? L'uomo possiede penetrando… e lei sferzandomi
mi possedeva? Mi dimostrava affetto? Odio? Piacere? Forse.. Come sempre
convivevano in lei tutte queste cose contemporaneamente anche se
incoerenti.
Non sapevo la risposta... non volevo saperla, speravo solo di non
soffrire troppo... ma soprattutto che lei cercasse di capirmi, di
sapere perché ero li. Mi avrebbe ferito più il suo
scherno e disprezzo che la sua frusta… Avrebbe goduto solo con lo
spirito? O fisicamente? Non ne avevamo mai parlato... si sarebbe
masturbata frustandomi? Avrebbe provato un estasi mai provata prima che
non necessitava di un contatto fisico nemmeno con se stessa? Mi
domandavo se mentre…
Mi colpì!Subito sentii che questa sarebbe stata una cosa che non
avrei mai più dimenticato. Il flusso dei miei pensieri
interrotto, tutte le mie domande spezzate a terra, il dolore lancinante
della sua frusta che mi cercava, che cercava la mia pelle la mia carne
per inscriversi sopra e lasciare la sua traccia rossa, pungente,
profonda e bruciante.
Alla fine di tutto la sua furia si smorzò e la sentii
avvicinarsi: mi carezzò la schiena con una mano che mi parve
gelata, accostò il viso al mio, sentii il suo profumo. Mi
sfiorò la bocca e mi baciò.
Le sue labbra erano morbidissime, la sua lingua tiepida... Ebbi davvero
la sensazione di venir baciato da un angelo... da un diavolo... un
bacio carico di sensualità e di sentimento.
Il bacio della gratitudine. La sua. La mia. Eravamo un tutt’uno.
Mi ringraziava per averle donato ciò che desiderava. Per averle
dato me stesso.
La ringraziavo per avermi capito. Per aver usato me al fine di ottenere
ciò che cercava.
Mi liberò... e senza dire nulla.
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