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CORSO PREMATRIMONIALE DI SOTTOMISSIONE
di Rea Silvia
Era una bella giornata di primavera ricca di luci, di profumi e di
cinguettii. Nella villa di Mister Thompson, situata in cima ad una
collina piena di alberi, il rumore e lo smog della città erano
lontani.
"Prego, signori, accomodatevi", li accolse il maggiordomo accennando un
inchino. "Mister Thompson sarà tra breve da voi".
David e Robert furono fatti accomodare in biblioteca.
Mister Thompson arrivò dopo qualche minuto e si sedette vicino a
loro.
"Prego, signori, illustratemi pure i vostri problemi".
"La mia fidanzata è il mio problema", esordì Robert,
"all'inizio sembrava molto timida e remissiva, ma negli ultimi tempi
sta adottando degli atteggiamenti che non mi aggradano: risponde spesso
male, usa un linguaggio poco rispettoso, è maleducata con i miei
amici, fa capricci in continuazione. Ho provato diverse volte a farle
capire come vorrei che si comportasse, ma lei non mi sta mai a
sentire".
"Il mio problema è invece di natura diversa", iniziò
David, "la mia fidanzata è un po' troppo "libera" veramente
troppo"
"In che senso?"
"È un po' imbarazzante parlarne ... il fatto è che la
vorrei più morigerata. Esce con minigonne così corte che
le si scorgono sotto le mutandine e con calze a rete e camicette
trasparenti scollatissime. Col trucco vistoso come quello che usa lei,
poi, sembra proprio una troia. Per non parlare poi dei suoi
atteggiamenti sessuali..."
"Perché, cosa fa?"
"A parte il fatto che in pubblico parla di sesso in modo davvero
spudorato e che mi tocca e mi si struscia addosso davanti alla gente, a
letto si comporta in modo veramente osceno, senza ritegno. A volte mi
verrebbero dei dubbi sul suo passato, se non sapessi che appartiene ad
una famiglia più che rispettabile".
"A dire il vero anche la mia fidanzata", aggiunse Robert, "ha
comportamenti sessuali che non approvo. Si comporta come una cagna in
calore, mi si struscia addosso in continuazione e quando facciamo
l'amore grida e si muove in maniera vergognosa".
"Bene, signori, credo che io sia la persona giusta per risolvere i
vostri problemi. Ora do un'occhiata alla mia agenda ... la seconda
settimana di giugno va bene per voi?"
Entrambi assentirono.
"D'accordo, il lunedì mattina mi condurrete qui le vostre
fidanzate che tornerete poi a riprendere domenica mattina. È
tutto, arrivederci".
Robert e David dissero alle loro fidanzate che sarebbero andati tutti e
quattro insieme in vacanza in collina per una settimana. Quando quel
lunedì mattina i due passarono a prendere le ragazze queste
erano tutte concentrate ed eccitate per la partenza.
"Ehi David", esordì Dora, "ce la faremo qualche bella chiavata
sui prati, vero?"
"Solo qualche chiavata? Perché non un'orgetta tutti insieme?",
aggiunse Annie. Mentre dietro le ragazze ridevano, Robert e David si
guardarono senza parlare. Arrivarono alla villa e Mister Thompson in
persona venne loro incontro.
"Ehi, ma che bel posto! E il ciccione chi è, l'albergatore?" Ma
per tutta risposta Annie ebbe uno schiaffo.
"Ma come ti permetti, stronzo, di picchiare la mia..."
Dora non potè finire la frase che Mister Thompson assestò
uno schiaffo anche a lei.
Allibite le due ragazze ascoltarono Robert che diceva: "Ben fatto,
Mister Thompson!"
"I vostri fidanzati e futuri mariti", spiegò loro Mister
Thompson, "vi hanno condotte da me per affidarvi alle mie cure per
qualche giorno. Vi insegnerò, con i miei metodi, un po' di buone
maniere. Imparerete a comportarvi come si deve. Vi insegnerò il
rispetto, l'obbedienza e l'umiltà".
Le ragazze guardarono incredule i loro uomini.
"Mister Thompson ha carta bianca", confermò David, "e voi due
potete scegliere se restare o venire via. Se però decidete di
non restare, dopo avervi riaccompagnate a casa non ci vedrete mai
più. Perché così come siete ora non vi vogliamo
più".
Dopo lunghi istanti di silenzio, entrambe le ragazze acconsentirono.
Miss Alice, la governante, le accompagnò nella loro stanza.
C'erano solo due letti e un piccolo armadio.
"Le vostre valige datele a me. Durante la vostra permanenza qui non ne
avrete bisogno. Spogliatevi e datemi anche le vostre scarpe. Via tutto!"
Così le due ragazze rimasero nude.
Miss Alice aprì l'armadio: dentro c'erano solo dei grembiulini
bianchi. Gliene fece indossare uno e disse loro di seguirla. Arrivarono
in biblioteca dove c'erano Mister Thompson e il suo maggiordomo. I due
uomini cominciarono ad esaminarle palpandole dappertutto, valutando la
consistenza dei culetti, l'elasticità e la natura più o
meno elastica delle mammelle...
"William, 10 colpi di cane ciascuna".
"Subito, signore".
"Ma perché, cosa abbiamo fatto?"
"20 colpi ciascuna, William. 10 perché avevano la vulva molto
bagnata e 10 per la domanda che si sono permesse di farmi prima".
"Ma lei è matto! Non siamo mica delle collegiali! Non può
farci questo!"
"30 colpi, William".
"Annie, ti prego, sta zitta, che se no questo ci massacra", le
bisbigliò Dora all'orecchio.
William fece piegare le due giovani su un tavolino di fronte alla
poltrona di Mister Thompson, in modo che lui potesse guardarle in
faccia mentre venivano punite.
"No, William, una alla volta. Inizia con Annie. Dora, tu resta in piedi
accanto a lei. Potrai così vedere la punizione della tua amica e
meditarci su. Dopo toccherà a te stare sotto ed alla tua amica
guardare. Annie, devi contare ogni colpo. Mentre sarete punite ricorda
che è stata colpa della vostra lussuria. Non voglio più
trovarvi bagnate come delle cagne in calore. William, comincia!"
William sferrò il primo colpo della terribile bacchetta.
SSSWISH!
"Ahia!... uno!"
SSSWISH!
"Noo! ... due!"
SSSWISH!
"Basta, pietà!", gridò Annie scattando in piedi.
Ma William la prese per il braccio e la costrinse a piegarsi ancora sul
tavolino.
"Riprendiamo dal numero uno".
"Ma perché da uno?", chiese piagnucolando Annie.
"Tutte le volte che interromperete una punizione ve la farò
riprendere dall'inizio".
Così Annie, stringendo i denti, rimase lì, ferma, piegata
sul tavolino, a subire la sua punizione. Arrivata al tredicesimo colpo
non riuscì più a mantenere le lacrime e i singhiozzi e
arrivò al trentesimo colpo con la faccia rossa come il sedere.
Dora intanto osservava la scena allibita e impotente.
Ad ogni colpo che si abbatteva sul culetto di Annie sobbalzava quasi
quanto la sua amica; ingoiando la saliva e con gli occhi strabuzzati
vedeva il sedere di Annie riempirsi sempre più di profonde
striature rosse.
Poi venne il turno di Dora, ma lei già dopo il quarto colpo
scoppiò a piangere come una bambina.
Mister Thompson controllò i segni sui sederi delle ragazze:
"Ottimo lavoro, William... proprio ottimo".
"Grazie, signore".
"Questa, ragazze mie, era solo la prima lezione. Io voglio cambiarvi,
trasformarvi da puttanelle in signorine morigerate e sottomesse al loro
uomo. Voglio un comportamento sempre dignitoso. D'ora in poi il vostro
atteggiamento deve cambiare. Guai a voi se sentirò pronunciare
parolacce o oscenità. Imparerete la sottomissione e
l'umiltà facendomi da schiave per tutta la settimana. Dovrete
obbedire ad ogni ordine mio ma anche a quelli di William e di Miss
Alice; dovrete soddisfare tutti i miei desideri con solerzia e
devozione. Se non sarò soddisfatto di voi sarete duramente
punite".
Le ragazze non credevano alle loro orecchie. Ma durante quella lunga
giornata si resero conto che Mister Thompson non scherzava affatto.
Dopo aver sfaccendato in cucina, sorvegliate da Miss Alice, all'ora di
pranzo apparecchiarono la tavola e servirono il Padrone, restando a sua
disposizione in piedi vicino al muro, come delle brave servette.
Poi servirono il pranzo anche al maggiordomo e alla governante.
Quest'ultima, trovando le due ragazze un po' lente, si dedicò
tutto il giorno a picchiare i loro culetti con la punta di un frustino
da cavallo per renderle più sollecite. Passarono il pomeriggio a
ripulire la cucina, lavare, stirare, preparare la cena; il tutto sotto
la sorveglianza costante di Miss Alice e di William.
Dopo cena Mister Thompson le convocò nuovamente in biblioteca.
Erano presenti anche i due domestici.
"Hanno parlato diverse volte fra di loro senza permesso. Sono state
indolenti nello svolgere le mansioni loro affidate e Dora ha quasi
bruciato una camicia col ferro da stiro, mentre Annie ha lavato male le
pentole", le accusò la governante.
"Mi hanno risposto due volte in modo poco rispettoso. Dora l'ho
sorpresa in bagno mentre si faceva un ditalino seduta sul bidet",
aggiunse William.
"Invece Annie mentre era in dispensa l'ho sorpresa che si masturbava
con un salame!", infierì Alice, "l'ho presa subito a sberle ...
e aveva la vulva tutta bagnata!"
"Io ho eseguito i suoi ordini, Mister, e ho controllato le ragazze ogni
ora mettendo una mano fra le loro cosce. Entrambe erano quasi sempre
bagnatissime. Delle vere porche", terminò William. Mister
Thompson scosse la testa con aria seria:
"Non basta prenderle a sberle, Miss Alice. William, da domani, appena
troverai tracce di umidità fra le gambe di una di loro,
trascinerai fuori la puttanella, la legherai al palo della tortura del
cortile e le infliggerai dieci colpi di scudiscio".
"Va bene".
"Stasera invece la punirò per le loro voglie con la fustigazione
vulvare. Venti colpi ciascuna a gambe aperte. Vedrete che questo metodo
sarà un buon deterrente per altri episodi del genere".
Le due ragazze si buttarono in ginocchio davanti a Mister Thompson
chiedendo pietà, ma lui continuò:
"Per quanto riguarda invece le loro mancanze sul lavoro ho deciso di
punirle con la tortura mammillare: tiracapezzoli e fustigazione col
bifido. Inoltre daremo a ognuna di loro venti colpi di paddle e venti
cinghiate sul sedere. Bene, William, cominciamo pure con la
fustigazione vulvare. Leghi la prima al tavolo a pancia in su e con le
gambe larghe ..."
Quella sera la biblioteca risuonò delle urla e delle
implorazioni delle ragazze per quasi tre ore.
Quando le due tapine furono accompagnate in camera loro erano troppo
sfinite per fare commenti e presero subito sonno.
Nei giorni che seguirono continuarono a lavorare come schiave e a
essere battute per ogni minima mancanza. La mattina servivano il loro
Padrone pro-tempore mettendogli le pantofole ai piedi, accompagnandolo
in bagno, aiutandolo a far pipì e a lavarsi. Gli servivano la
colazione.
Passavano tutto il giorno indaffarate in quella grande casa.
Gli unici momenti di riposo erano quando Mister Thompson chiamava una
di loro a fargli da poggiapiedi.
Per evitare di essere legate al palo e frustate stavano ben attente a
non farsi cogliere da William con la fica bagnata, asciugandosela
appena sentivano fra le gambe un minimo di umidità. Furono
giornate lunghissime, umilianti e ... molto dolorose.
Finalmente arrivò la domenica mattina. David e Robert arrivarono
poco dopo le 10.
I giovani furono particolarmente impressionati dall'atteggiamento
remissivo e ubbidiente delle loro fidanzate.
Occorre che voi giovani impariate come trattare le vostre donne. Il
miglior argomento per far capire le cose è la frusta,
ricordatevelo sempre. Io le ho piegate alla mia volontà e alla
sottomissione in pochissimi giorni. Ora voi giovani dovete continuare
la mia opera. Ogni tanto qualche sberla e una cinghiata, appena alzano
un po' la cresta o anche soltanto per ricordare loro chi comanda. E
quando sarete sposati, battetele ogni giorno e conserveranno per sempre
l'amore e il rispetto per voi". "Grazie, Mister Thompson!"
"È stato un piacere, ragazzi, e ricordate di tenere sempre un
frustino a portata di mano".
Rea Silvia
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