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TUTTA SOLA
Ho 23 anni, Manuela, lavoro in un bar. Ho scoperto che mi piaceva farmi
male quando avevo 16 anni; in modo particolare con aghi, punteruoli,
con la punta della sigaretta, con la cera fusa e le zone preferite sono
sempre state la pianta del piede (alle volte mi metto delle puntine
nelle scarpe e poi tento di camminare ), sotto le ascelle, in alto
delle cosce verso l'interno, nella parte bassa del seno e anche sui
capezzoli.
Ho provato un po' tutte le zone del mio corpo ma le preferite sono
quelle che adesso ho detto. Queste manie sono sempre state periodiche e
cioè in certi momenti non mi vengono in testa e in altri momenti
sono fortissime e non posso fare a meno di procurarmi dei forti dolori
con aghi, candele e anche pinzette che uso nei posti più
sensibili del mio corpo andando a pizzicare lembi di pelle.
Mi piacciono i segni, ma non ne voglio di durevoli. D’estate sono
sempre poco coperta e non ho voglia di dare spiegazioni. Comunque le
cicatrici mi danno fastidio estetico e cioè le ritengo delle
brutture (penso di avere un corpo molto bello e anche una pelle senza
cellulite né grasso). So che se non fosse per questo motivo, mi
lascerei andare a delle pratiche più dure che sono sicura che mi
procurerebbero solo maggiore piacere e soddisfazione perché
quando riesco a sopportare bene e non mi fermo per il male sono molto
fiera di me e del mio coraggio. A questo punto c'è che tutto
funziona se sono io stessa a trafiggermi o altro perché se
è un'altra persona non provo le stesse sensazioni.
Ho sperimentato ciò con Mery che sa tutto di me e che non mi
critica anche se non condivide ciò che faccio però non mi
ha mai detto di non farlo. Anzi un giorno che è venuta da me e
che io stavo mettendomi degli aghi le ho chiesto se mi aiutava a
mettermeli nella schiena e sul sedere e lei l'ha fatto con tutta
naturalezza pur non essendo minimamente sadica.
Però non è stata la stessa cosa e anche altre volte che
è successo che le chiedessi di farmi del male con delle pinzette
non è stata la stessa cosa di quando sono tutta sola con le mie
fantasie in testa. Un paio di mesi fa è successo con un ragazzo
che frequenta il bar dove lavoro e che si veste in pelle e con il quale
c'è stata una piccola storia di due mesi.
Con lui ho provato la frusta anzi vari tipi di fruste ma ho solo pianto
per il male e la disperazione. Infatti non so perché, ma tutto
ciò mi ha creato un senso di disperazione, un senso di angoscia
una ribellione per un atto che sentivo di sopruso. Eppure ero io che
gli avevo chiesto di fare ma
all'atto pratico tutto si è rivelato un fallimento.
La storia è finita con lui anche perché ho voluto
cancellare il più possibile il ricordo di una esperienza
negativa.
Ogni tanto mi viene in testa che vorrei riprovare con qualcuno
che sapesse come prendermi e farmi male sul serio coinvolgendo la
mia testa e le mie emozioni. Non sarà facile trovare un uomo
così ma spero di trovarlo
Manuela
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