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SERVO-TOILETTE IN TOILETTE
di Livio
Galeotta fu una rivista nella quale c'erano delle bellissime fotografie
di una Padrona giovane e dall'aria assai tosta, che vessava il suo
schiavo tra le quattro mura d'un bagno. In una foto, lo schiavo faceva
da poggiapiedi mentre la ragazza, defecava o orinava nella tazza.
In quella successiva, il malcapitato era costretto ad affondare il viso
nel water, non si capiva bene se per annusare il contenuto, leccarne i
bordi o semplicemente per umiliarlo con una panoramica da vicino dei
risultati delle padronali emissioni (liquide o solide che fossero).
La terza foto mostrava la Padrona seduta sullo schiavo,
carponi, mentre si ritoccava il trucco e l'ultima, stupenda!, era una
inquadratura molto suggestiva della Padrona seduta sulla tazza con i
piedi sollevati sopra il bidet pieno d'acqua, mentre li faceva
gocciolare sulla bocca spalancata dello schiavo che, evidentemente, li
aveva appena lavati con amorevole cura.
Da allora, il mio chiodo fisso divenne quello di servire una Padrona in
bagno, partecipando a richiesta a tutte le attività ad esso
connesse, fossero ablutorie, di ritocco, pulizia intima o liberazione
corporale di qualsiasi natura.
Mi pareva la situazione assolutamente più idonea a rivelare la
sottomissione totale ed il vero, massimo disprezzo della
Padrona nei confronti del suo zerbino umano. Solo nell'intimità
della toilette, la Padrona poteva usare il suo schiavo in modo
assoluto ed inequivocabile come il suo ruolo esigeva e, del resto,
poteva mostrare le sue grazie più segrete proprio nell'ambito di
un contesto alienante e non sessuale, senza rompere quindi per questo
l'atmosfera creatasi tra i due, pur senza rinunciare all'implicito
erotismo presente nella situazione di una donna che si lava (o fa
lavare) e minge o defeca.
Per vivere questa emozione, ho dovuto aspettare parecchio, ma
finalmente, un paio d'anni dopo, ebbi l'occasione attesa tanto a lungo
e non me la feci scappare.
Vittoria è una donna assolutamente priva di tabù, molto
disponibile, che conobbi l'estate scorsa. Dopo avere appurato la sua
tendenza sadica sull'uomo, scoprii le mie carte e rivelai la mia
fantasia di servire una Padrona in bagno.
Con sorpresa lieta da parte mia, Vittoria mi disse che era anche una
sua fantasia ricorrente e che sarebbe stata felice di poterla
realizzare con me. Mi redarguì comunque di pensarci bene,
perché a lei piacciono gli schiavi sottomessi e pronti a tutto
ed in bagno ci possono essere situazioni molto... imbarazzanti, se uno
non vi è preparato.
La tranquillizzai: avrebbe potuto fare di me quel che voleva. Il giorno
dopo mi invitò a casa sua. Ovviamente, la faceva sentire
più sicura "giocare in casa". Mi accolse con insolita freddezza
(era già entrata nella parte) e mi impose la nudità
completa. Quindi, senza altre premesse, mi spinse
letteralmente a calci in bagno.
Era un locale ampio e luminoso, con igienici e sanitari pulitissimi e
risplendenti (Vittoria era una porca, ma molto attenta all'aspetto
igienico). I colori predominanti erano il bianco ed il blu. Subito
Vittoria mi disse che aveva aspettato il mio arrivo per liberarsi la
pancia e, dopo avermi messo carponi davanti al W.C., orinò a
lungo e con evidente soddisfazione. Le leccai timidamente le dita dei
piedi in sandali aperti, ma ricevetti subito un calcio sprezzante e
cattivo. Vittoria mi spiegò duramente che non ero lì per
divertirmi, ma per servire LEI, e perciò dovevo eseguire solo i
suoi ordini e non prendere mai l'iniziativa.
Quindi aprì le cosce e mi ordinò di leccare la vagina e
succhiarle i peli del pube per asciugarli di ogni possibile residuo
d'orina. Mi parve molto eccitata quando la lingua le frugò
delicatamente l'intimità, ma non mi gratificò affatto.
Anzi, mi diede altri due ceffoni, perché secondo lei stavo
concedendomi troppe libertà.
Si alzò dalla tazza e, con una mano premuta sulla nuca, mi
spinse il viso dentro al W.C. Mi ordinò di leccare la gocce di
orina rimaste ai lati della tazza. In effetti, non c'era quasi nessuna
traccia visibile della sua pioggia dorata, tranne sul fondo del W.C.,
ma l'aroma acre e l'umiliazione di dovere pulire l'interno della tazza
con la lingua mi eccitarono in modo sorprendente.
Vittoria sostituì la mano con un piede, calcandomi la testa
sempre più giù con tutto il peso, finché non
sfiorai la pozza ristagnante sul fondo.
Allora, a sorpresa, Vittoria premette il pulsante del risciacquo e una
cascata d'acqua mi soffocò assordante e improvvisa.
Ebbi la tendenza istintiva di sollevarmi, ma il suo piede mi tenne
fermo con tutto il peso del corpo proteso in avanti.
Annaspai tossendo, finché non venni liberato.
Vittoria rise divertita vedendomi riemergere tutto gocciolante e mi
buttò una salvietta da bidet per asciugarmi. Quindi feci da
sgabello mentre si pettinava, lavava i denti e truccava. Ci mise
un'eternità, o almeno parve a me, a quattro zampe con il suo
dolce peso sulla groppa ed i suoi sandali che mi schiacciavano senza
complimenti le mani protese in avanti. Quando si alzò, credevo
fosse finita, ma non era così: mi ordinò di riempire
d'acqua tiepida il bidet, si sedette sul W.C. e mi fece lavare i piedi.
Era eccitante vederla troneggiare davanti a me già truccata e
pettinata per la sera, ma con i piedi ancora nudi che giocavano con
l'acqua facendola schizzare in giro mentre li lavavo con amorevole
cura. Invece di asciugarli con una salvietta, mi impose di chinare la
testa e li strofinò sui miei capelli e sul collo, tenendomi a
forza la faccia nella sciacquatura intorbidita.
Quando non ce la facevo ormai più e stavo ingoiandone sorsi su
sorsi, finalmente parve soddisfatta e li sollevò sulla mia
testa, lasciandomi riemergere. Per finire, dovetti leccare tutta
l'acqua schizzata intorno al bidet.
Non vi dico quanto duro mi fosse diventato il cazzo dopo quel
trattamento, cosa che Vittoria seppe bene apprezzare in seguito, quando
decise di usarmi come vibratore e "godemichè" umano.
Da allora, tutte le volte che andai da lei, fui sottomesso in bagno,
con molte varianti, piacevoli come essere costretto a lavarla con amore
nella vasca da bagno e farle poi da tappetino al momento dell'uscita, e
meno piacevoli quando iniziò con le sessioni sul W.C. non
soltanto di... pioggia dorata. Comunque, ho avuto la conferma che il
bagno è il luogo di sottomissione più ideale e perfetto
che ci sia ed offre tanti spunti e variazioni di gioco S/M quanto
nessun altro.
Naturalmente, ci vuole una Padrona fantasiosa e perversa come Vittoria
e, modestamente, uno schiavo obbediente e remissivo come il
sottoscritto!
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