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I  SACRI  CONFINI  DELLE  NAZIONI
Fulvio

Fatti internazionali sui quali nessuno di noi può influire. Qualche riflessione che parte dal macro per fermarsi al nostro microcosmo.

Sommerso dalle brutte notizie che i mass media rovesciano quotidianamente su di noi, apro l’ombrello appena mi sveglio.
Del mio usbergo non c’è di che vantarsi, ma meglio il disonore di essere fuori dal mondo piuttosto che soffrire d’ ulcera.
Sicché anche l’affair “torture in Irak” è volato sopra di me senza che io mi gettassi sui giornali o su internet a vedere orrori che tali sono, che tali vanno definiti, ma che poco mi stupiscono perché ogni guerra li ha, purtroppo, sempre avuti e continua ad averli in sé.
A tirarmi per la giacca Claudio da Rimini con una telefonata e poi, dopo di lui, parecchie altre persone: “ ma hai visto le foto, molte sembrano come quelle delle riviste sm americane o europee, sì insomma foto come le nostre del nostro mondo sm. Quella è gente che ha messo in pratica fantasie sm coltivate in patria, gente che vede e apprezza i video sm che vediamo noi….. osserva bene le foto….simili… simili…!”
Sì è verissimo, l’osservazione era esatta per una lettura distratta delle immagini.
La prima reazione è ancora struzzesca. Brutto affare, meglio non parlarne sulla rivista.
Rifletto e poi diventa tutto chiaro. Molto chiaro.
Sì, le foto possono apparire molto simili, e cosa c’è di strano? Potremmo dire che molte possono essere anche uguali. E allora?
Io ho sempre sostenuto che l’sm è la commistione di due pulsioni molto forti che alloggiano in ogni essere umano: l’aggressività e l’istinto sessuale.
Questi due ingredienti, se mescolati in un modo, danno luogo al mostro che sevizia e uccide una giovane donna.
Se mescolati in un altro modo sfociano in un “gioco” sm in una nostra festa, o in un dungeon o in una camera da letto.
Gli ingredienti sono sempre gli stessi e cambia solo il modo di tenerli assieme e la loro quantità.
Ecco che qui ritornano i famosi  4 paletti che io ho indicato agli inizi anni ’80 come i paletti che delimitano il territorio sm e che qualificano come sm un’azione.
Essi sono il pieno e ragionato consenso, la maggiore età, la assoluta capacità di intendere e di volere, l’assenza di lesioni, bisogna ammettere, la cui guarigione sia superiore ai 20 giorni.
Negli ultimi tempi, seguendo mode internettiane molti hanno voluto e tentato di inventare altri paletti (uno più insignificante ed insulso dell’altro come la safe word e altre amenità) dicendo che queste precedenti erano ormai vecchie teorie, trite e ritrite.
Qualcuno, in un qualificato forum, ha detto che io, a forza di battere e ribattere su quei paletti, finivo per conficcarli nel  terreno in modo da renderli invisibili. Dunque, un modo come un altro per dire: ”basta con queste vecchie teorie”.
Ed ecco fiorire ammiccamenti alla questione “minore età”, ed ecco concessioni (con scritti e foto) a pratiche di supplizi estremi (impalamenti, strangolamenti e simili), ed ecco la creazione di un clima, delirante, di confusione tra sm e sesso estremo; tutto per la totale “dimenticanza” (l’ignoranza non è ammessa per chi fa scelte come le nostre) di concetti teorici, senza i quali ogni vagare è un vagare nel buio senza possedere strumenti come la bussola o conoscere i punti cardinali.
E’ necessario con forza ritornare a riflettere su questi paletti perché proprio essi sono i punti cardinali, i fari che illuminano il nostro percorso e che chiariscono ogni cosa.
Dunque non è il gesto in sé, né la sua rappresentazione in una foto, a definire in quale campo siamo, bensì il contenuto di cui si nutre, l’animo con cui è esercitata una (certa) aggressività. Poi, alla fine ogni dubbio è tolto dal constatare se i paletti sono rimasti al loro posto di origine o se siano stati travolti da persone che hanno completamente perduto l’orientamento e quindi in preda alla confusione totale con  deliri di onnipotenza.
Il confine tra violenza (patria del non-consenso, dell’assenza di rapporto, di scontro con l’alienità) e sm (territorio del consenso, di attenzione ai bisogni dell’altro, di reale rapporto, di incontro con l’alterità)  è un confine nettissimo, preciso, facile ad essere individuato. I 4 requisiti sono comprensibili a tutti, sono oggettivi, sono facili da ricordare e metabolizzare.
Il fatto che il confine sia netto non significa che qualcuno non decida di varcarlo. Sia chiaro però che chi varca il confine, anche una volta sola, appartiene per sempre !! a quell’altra nazione. E mai potrà più essere accolto tra noi.
Quale codice di diritto internazionale stabilisce questa regola?
Il nostro.
Se Noi, tutti concordi e senza esitazioni, senza inutili sofismi riteniamo queste regole giuste, esse lo saranno. E sarà il Diritto.
Ad ognuno il compito di vigilare su questi confini e sul rispetto del Diritto, perché la posta in gioco è decisamente alta.



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