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LA PASSIONE PER IL CLISTERE
di Luca
Sono un appassionato di clisteri e questa mia passione ha origini
lontane e mi fa piacere raccontare gli inizi.
Vivevo a Milano e nel periodo estivo andavo al mare da una lontana
parente di mia madre. In casa c'era lei, il marito ed una figlia di 25
anni. La moglie e il marito erano sempre fuori per lavoro.
Restavamo io che avevo 18 anni e la ragazza. Era molto
carina, aveva delle belle tette e un bel culetto ritto e fianchi
larghi, ma per mantenerli in forma faceva molta ginnastica e aveva
molta forza. A volte scherzavamo e facevamo la lotta, io non riuscivo
mai a vincere! Fu un gioco molto sottile da parte sua, fatto di lotta e
sopraffazione. Anche sua madre quelle poche volte che era in casa le
brontolava sorridendo:
"Carla, ma non si fa così", e rivolta a me:
"Scusala, è un poco manesca, non sembra neanche una ragazza,
sembra un maschiaccio!"
La prima volta il clistere fece la sua comparsa per me in modo
inaspettato. Era la mattina molto presto e sento Carla:
"Mamma, no e poi no, ora non lo prendo! Di là c'è Luca!"
La madre:
"Zitta, se parli ancora forte ti sentirà senz'altro! Su, girati
di fianco!"
"No, non voglio, ahi ahi mi fai male"
"Ferma, non ti ritirare, non vedo niente!"
"Ahi basta, per piacere! Ti prego, non lo sopporto più, ti
prego, ti prego ..."
Dopo un po' sentii che apriva la porta e diceva a Carla:
"Aspetta un po'..."
Incuriosito più che mai aprii un po' la porta e, a luce spenta,
vidi la madre dirigersi in bagno con un grosso apparecchio da clistere.
Era in vetro col contenitore in rame, mi fece subito una strana
impressione.
Il fatto mi turbò molto e immaginai nella mia fantasia quello
che era successo con Carla che aveva subìto un clistere.
Pensarla a culetto nudo con una cannula su per il retto mi fece venire
l’uccello così duro che immediatamente mi masturbai. E
così pure alla sera e poi per molti giorni dopo
tutte le seghe me le feci pensando a Carla che riceveva clisteri sempre
più grossi e che ero io a farglieli. Lei si rifiutava ed io la
legavo al letto aprendole con forza il buchino. Altre volte – nella mia
fantasia – era lei che veniva da me a supplicarmi di farle un caldo
clistere perché sentiva il pancino gonfio. Bastava andare con il
pensiero a queste cose e l’uccello mi si rizzava e per farlo ritornare
giù c’era solo un modo!
Poi un sabato mattina mentre eravamo in cucina, la madre, Carla ed io,
la madre rivolta a me disse:
"Luca, hai un colorito strano, sarà necessario che faccia un
clistere anche a te?"
Non me l'aspettavo proprio un'uscita così! Abbassai la testa, ma
dissi in modo piuttosto confuso che non era necessario e che tutto si
sarebbe risolto per il meglio. Vidi Carla però che mi
guardava con un sorriso strano. Il discorso finì lì.
Al pomeriggio, mentre la madre era uscita ed io stavo studiando in
camera mia. improvvisamente sentii aprire la porta e vidi le cosce di
Carla che come al solito aveva i calzoni corti. Mi sembrò subito
una cosa strana anche perché non l'avevo sentita avvicinarsi
alla porta e notai che nella mano destra teneva una grossa pera da
clistere. Mi ritirai sulla sedia inorridito chiedendole cosa volesse
fare con quella pera. “Ma che domande sceme, su buttati sul letto e
togliti i pantaloni e gli slip!"
Mise la pera sul comodino e mi prese per un braccio. Mi opposi
energicamente, però lei era molto forte, ma non riusciva
ugualmente ad imporsi. Allora mi diede una forte sberla che mi
bloccò e cominciai a piangere.
Quando vide le lacrime rigarmi il viso capì che ero nelle sue
mani e senza che io opponessi resistenza mi slacciò i calzoni,
mi abbassò gli slip dando una veloce sbirciatina al mio cazzo.
Ebbi tanta vergogna e lei con decisione mi spinse sul letto a pancia
sotto. Sentii che con una mano mi separava le natiche, guardai
indietro, vidi che nella mano destra teneva la pera. Si avvicinava
minacciosa al mio culo. Sentii la cannula sul forellino ed io strinsi
a più non posso.
"Fermo, rilassati, stai calmo vedrai che non sentirai niente!"
Pian piano mi rilassai e mi sentii penetrare: sembrava non
finisse mai, poi un caldo tepore che mi invadeva piano piano per tutta
la persona. Non era affatto spiacevole, ma in seguito però
divenne fastidioso, poi quasi insopportabile perché
sentivo la pancia piena ed un irresistibile stimolo ad andare in bagno.
Poi mi estrasse la cannula dal culo deponendo la pera sul
comodino. Mi fece girare a pancia in su e a quel punto vide il mio
cazzo ritto e duro. Infatti il clistere mi aveva provocato una violenta
erezione che era impossibile nascondere.
"Ahh visto che è piaciuto anche a te?", disse Carla.
"Non è vero e quando torna lo dirò alla tua mamma!"
Divenne scura in volto.
"Non le dirai niente, promettimelo!" Io scappai in bagno.
Quando ebbi fatto ritornai in camera per rivestirmi ma riuscii a
mettermi solo gli slip perché Carla mi prese per una mano e mi
portò in camera sua. Tentò in tutti i modi di farmi
promettere di non dirlo a sua madre, ma visto che non ci riusciva
tentò con la corruzione:
"Se ti racconto i miei segreti mi prometti di non dire niente alla
mamma? Vedrai che ti piacerà, ti dirò tutto tutto, poi
faremo altri giochini insieme che ti piaceranno molto, però non
devi dire niente a mamma!"
Ciò che mi diceva mi aveva sempre incuriosito, mi sentii di
rispondere di sì, però avrei voluto tutta la
verità. Me lo promise e cominciò subito:
"Vieni con me"; mi portò in bagno, aveva preso la pera, la
pulì, aprì un armadietto e la depose vicino al grosso
apparecchio da clistere e lì vicino vi era anche una grossa pera
col grosso cannello per le irrigazioni. Carla cominciò a
raccontarmi:
"Vedi, a me la mamma il clistere me lo fa con quell'apparecchio
lì colmo di acqua e ogni tanto la mattina me la vedo in camera
con quell'affare lì! Attacca al rubinetto questo grosso
cannello".
Prese in mano il grosso cannello di bachelite con tanti forellini in
punta e continuò: "Io tento di oppormi un po', ma lei riesce
sempre a farmelo. Io protesto, ma non mi dispiace molto. L'idea di
farti il clistere me l'ha data lei questa mattina quando ha detto che
forse ne avevi bisogno.
Però quello che non sa la mamma è che quando viene la mia
amica Anna a farmi compagnia ci facciamo il clistere a vicenda. Lei
porta un cannellone ancora più grosso di questo e all'inizio,
per costringermi a prenderlo, mi legava mani e piedi e siccome urlavo
mi metteva un fazzoletto in bocca. Invece ora lo prendo e mi piace
anche ... Poi faccio anch'io il clistere a lei, sai con quel grosso
cannello e tutta quell'acqua. Un po' di sofferenza c'è, ma ci
piace moltissimo! Poi quando tocca a me metterle la cannula in quel
bel culo, godo tantissimo, tanto è vero che devo masturbarmi. Di
solito
è Anna che mi tocca, lo sa fare molto bene e delicatamente e poi
io faccio la stessa cosa con lei. Sai ci lecchiamo anche venendo
più volte di seguito.
Il mio cazzo era tornato duro duro e si vedeva benissimo che stava
quasi per uscire dagli slip! Carla se ne era accorta e continuò:
"Aspettami qui, vado a prenderti una foto di Anna". Scappò e
tornò con una foto, si vedeva una bella ragazza in topless sulla
sabbia che prendeva il sole sulla schiena. Quello che subito balzava
agli occhi erano le sue grandi e sode natiche: era una cosa
meravigliosa!
"Te lo immagini mettere una cannula da clistere in un culo
così? Le ho fatto tanti clisteri davvero! Anche lei a me: ecco
perché so tanto bene come si fa, altrimenti con te non ci sarei
riuscita".
La mia eccitazione era al massimo e Carla mise la sua mano
nei miei slip estraendo il mio cazzo duro e pronto ad esplodere. Lo
accarezzò lentamente facendo emergere bene la punta e
bagnandosi la mano con la sua saliva. Era troppo ed esplosi inondandole
la mano con una marea di sperma incandescente.
“Ecco lo dirò alla mia mamma che mi hai sporcato la mano con le
tue cosacce” disse ridendo.
Da quel momento fra noi cominciò un forte affiatamento.
Luca
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