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SOUS LA TUTELLE (2)
Romanzo di Rene-Michel Desergy pubblicato da Jean Fort nel marzo
del 1932 a Digione. Il volume appartiene alla collezione "Des orties
blanches".
traduzione, Paul Stoves
Parte seconda
Caro signore,
sono rimasta molto toccata dal
trovare le mie ultime due lettere nel volume Edith préceptrice e
mi sono riproposta di rispondere al vostro invito, così
amabilmente formulato, di scrivervi nuovamente.
Nella parte intitolata Documentaria pubblicate un articolo sull'arte di
correggere i ragazzi. Sono rimasta estremamente interessata dalla
lettura di quell'articolo ed ecco che, ultimamente, recandomi ad un
consulto, ho avuto la fortuna di trovare nella sala d'attesa del mio
medico un numero di una rivista medica datata 18 marzo 1931 contenente
una lettera di proteste contro lo stesso contenuto della suddetta parte
dal titolo Documentaria. Il medico che scrive su quel giornale
scientifico riferisce di aver risposto al vostro articolo e si scaglia
contro le punizioni corporali ma, avendo ricevuto numerose lettere di
persone indignate che credono all'utilità di queste correzioni,
pubblica tre di queste missive, due delle quali sono, a mio giudizio,
altamente suggestive. Varrebbe la pena riprodurle nel vostro prossimo
libro. Comunque si evince che le punizioni corporali severe hanno
ancora numerosi adepti. Io credo che sia importante trattare con tutti
i dovuti dettagli l'arte di correggere i ragazzi. Permetterete ad una
governante con una lunga esperienza di essere un po' prolissa su questo
soggetto? Nel suo articolo sul giornale medico, l'autore, parlando di
punizioni corporali, pone dei sottotitoli tipo: sculacciate, schiaffi,
colpi. Tengo subito a precisare che esiste una sola forma di punizione
corporale utile ed efficace, ed è la sola che deve essere
applicata: questa è la sculacciata. L'efficacia di una punizione
è in funzione di due qualità: il dolore che provoca deve
essere vivo e prolungato, la vergogna di chi subisce il castigo deve
essere molto intensa e profonda. Se si accetta il presupposto che il
castigo non deve assolutamente mettere a repentaglio la salute dei
ragazzi, ben comprendiamo che tutti i castighi che non vengono
somministrati sulle natiche non corrispondono al presupposto enunciato
in precedenza. Quanto ai risultati, e non se ne abbia il medico
scrittore, posso affermare che sono eccellenti. Durante tutto il tempo
in cui ho esercitato il ruolo di governante, non ho ritenuto opportuno
impiegare altre punizioni che le sculacciate e non mi sono mai dovuta
porre il problema di cambiare metodo. Credo però che si debba
insistere sui dettagli per sottolinearne la loro importanza. Ecco
quindi come io procedo.
Il primo problema che si pone è quello dell'età. Riguardo
a questo argomento, dirò subito che non ho alcuna esperienza con
i ragazzi in quanto ho esercitato la mia professione solo presso
famiglie che avevano figlie femmine.
Ho avuto occasione però di chiacchierare spesso con alcune mie
colleghe e, dalle nostre discussioni, è emerso che le ragazze
hanno bisogno di essere corrette più di sovente dei maschi; in
altre parole, a differenza dei ragazzi, con le femmine anche in
età avanzata si può ottenere un maggiore risultato con la
sculacciata. So per certo che in Inghilterra le sculacciate vengono
somministrate anche in età molto avanzata. Desidero solo
sottolineare che, quando si sculaccia una signorina, dobbiamo prestare
la massima attenzione affinché non si creino nella punita delle
sensazioni voluttuose.
Eccomi ora ad affrontare la seconda domanda: "Le sculacciate devono
essere frequenti?" La risposta è molto semplice. I ragazzi
devono essere sculacciati ogni volta che lo meritano. Siate persuasi
che, se necessita, mai esito a sculacciare una seconda volta nella
stessa giornata una ragazzina che ho dovuto punire nelle ore
precedenti. Durante la mia carriera ho imparato a conoscere abbastanza
bene il carattere dei ragazzi ed è difficile che si debba
ricorrere ad una sculacciata più di una volta al giorno. Ho
avuto anche delle ragazze abbastanza difficili come, ad esempio, quelle
che mi sono affidate attualmente: Solange
e Pierrette: devo sculacciarle almeno due o tre volte la settimana e,
vi assicuro, mai che non l'abbiano grandemente meritato. Ricordo invece
una tale Lisetta che veniva sculacciata con intervalli di quindici
giorni o più. Penso comunque che, se nell'età della
ragione si correggono prontamente le mancanze, in età più
avanzata eviteranno di commettere errori e non sarà necessario
sculacciare spesso. Tutti gli errori, anche i più leggeri e
modesti devono essere prontamente repressi e corretti con
l'applicazione di una buona sculacciata. La sculacciata dovrà
essere particolarmente severa per disobbedienza, reiterati capricci,
svogliatezza, menzogne, mancanza di pulizia, eccetera. Tuttavia, di
caso in caso, si dovrà giudicare se l'episodio è
sporadico o frequente ed applicare la conseguente punizione. Di certo,
la correzione dovrà essere proporzionata esattamente per
severità alla gravità della mancanza ed al carattere
della corrigenda.
Detto questo, non mi resta ora che affrontare la
parte più importante: la descrizione del
miglior modo per gestire la correzione. Innanzi tutto bisogna
punire subito dopo aver constatato il fatto? Sicuramente sì, per
i più giovani. Per gli altri si deve procedere diversamente.
Dopo aver fatto loro constatare il misfatto ed averli aspramente
redarguiti in modo da sottolineare che hanno sbagliato, si dovrà
castigar1i annunciando loro che saranno sculacciati a tempo debito. Ben
inteso che, se non si fosse nella propria dimora, si potrà
rimandare il tutto al momento del rientro a casa. Io ho l'abitudine di
anteporre una buona mezz'ora in piedi in un angolo della loro stanza
prima di impartire la sculacciata. Conosco invece alcune mie colleghe
che preferiscono rimandare penitenza e sculacciata alla mattinata
successiva e sculacciano i corrigendi al loro risveglio. Io non sono
particolarmente d'accordo per questa lunga attesa che mette a dura
prova i nervi di chi dovrà essere sculacciato; l'attesa della
punizione è talmente afflittiva e penosa che, a mio giudizio,
non dovrebbe essere procrastinata troppo a lungo. In casi eccezionali e
necessitando di particolare rigore, si potrà impiegare anche
questo metodo.
Un altro punto assai controverso è il seguente: dovremo dare
pubblicità alla punizione? In linea generale la risposta
è no. La correzione deve essere somministrata in privato.
Tuttavia, in alcuni casi (ad esempio per mancanze particolarmente
gravi), è necessario andare oltre questo principio e lo si
può fare in diverse maniere.
Il sistema da me adottato più frequentemente è quello di
annunciare il castigo alla presenza di terze persone, indipendentemente
dal fatto che queste siano più anziane, o meno, della corrigenda
pronunciando frasi, ad esempio, come questa:
"Quello che avete commesso è assai grave, mia cara, andate a
mettervi immediatamente in penitenza in attesa che io venga a
sculacciarvi severamente", oppure, "Andiamo! Al nostro rientro vi
prometto che applicherò sulle vostre natiche una buona
correzione". L'importante è che nella frase siano sempre
presenti vocaboli tipo natiche, sculacciate eccetera, in modo tale da
risultare particolarmente vergognosa per il/la punito. La correzione
può essere data in pubblico, davanti a terze persone o a
coetanei. Evidentemente, essere sculacciati alla presenza di altre
persone è estremamente vergognoso sicché si rivela un
metodo estremamente efficace. Gli spettatori potranno essere un'amica,
una collega governante che segue i nostri stessi metodi educativi,
compagni/e della corrigenda. Quando il castigo viene impartito davanti
a compagni/e, bisogna essere molto circospetti nel suo impiego;
può essere infatti che questi spettatori traggano un certo
piacere alla vista della somministrazione della severa sculacciata.
Malgrado tutto, e in casi estremi, è un rischio che dobbiamo
correre. Ricordo il caso di una ragazzina che ho potuto raddrizzare
solo punendola davanti agli amici. Non approvo tuttavia quella mia
collega che non castiga mai il suo affidato se non alla presenza di una
compagna, e viceversa. Ritengo essere un'esagerazione che può
presentare dei gravi inconvenienti: molti, infatti, diventano amanti
della sculacciata passionale proprio per aver visto o per essere stati
spesso puniti di fronte ad altre persone. Questo rimane quindi un
metodo da adottare in casi eccezionali. Quello che dovremmo fare, ed
è molto efficace, è predisporre il castigo in modo tale
che esso possa essere udito ed inteso ma non visto. Ciò procura
due vantaggi. Il punito/a è afflitto da una grande vergogna se
lo informiamo che altre persone stanno avvertendo ciò che
avviene durante la sculacciata e quelli che ascoltano, se compagni/e,
si rendono bene conto di quanto potrebbe loro accadere se non si
comportassero in maniera corretta udendo tutti i rumori provocati dalla
sculacciata e gli inevitabili pianti e grida che conseguono alla
stessa. Passiamo ora ai dettagli della correzione stessa.
Quando avremo giudicato sufficiente la penitenza preliminare,
inizieremo a predisporre per il castigo vero e proprio: il primo atto
consisterà nello sbarazzare il punito/a degli ostacoli creati
dagli abiti. Solitamente mi reco nell'angolo ove la corrigenda è
in attesa ed inizio con farle togliere la gonna. Non mi piace alzare
solamente questo vestito in quanto, durante il castigo, ricadrebbe
inevitabilmente sul sedere intralciando continuamente la sculacciata.
Nella peggiore delle ipotesi sarebbe meglio fissare con una spilla di
sicurezza l'abito alle spalle. Procedo poi piazzando il/la
malcapitato/a in posizione acconcia (torneremo su questo punto) e mi
accingo a togliere le mutandine. Effettuo questa operazione sempre con
molta calma e lentezza, redarguendo il corrigendo/a. Faccio scendere le
mutandine a circa metà coscia, facendo ben attenzione a non
toglierle completamente. Lasciate così, a mezz'asta, eviteranno
di scalciare esageratamente. A questo punto, arrotolata la camicia ed
infilata sotto la cintura, avremo a disposizione schiena e culo
completamente denudati. Possiamo anche, come variante, obbligare il
nostro punito/a a prepararsi egli/ella stesso per la sculacciata.
Alcune governanti lo fanno abitualmente, sfruttando questa parte
estremamente vergognosa per chi deve togliersi da solo le mutandine e
presentare le natiche nude a chi impartirà il castigo. Questo
però lo possiamo chiedere solo a corrigendi/e particolarmente
sottomessi, il che non è abituale.
Una cosa è certa, la sculacciata deve avvenire sul culetto nudo.
In effetti è il solo modo affinché la correzione sia
severa ed è il prezzo da pagare per l'efficacia di questo metodo
educativo. Insisto molto su questo punto, in quanto parecchie persone
preferiscono sculacciare sulle stesse mutandine con ben pochi
risultati, non paragonabili a quelli ottenuti da una sculacciata a
nudo. Per punire un errore o una mancanza dobbiamo indubbiamente
sculacciare a nudo. Questo però non vuol dire che bisogna
abbandonare la sculacciata impartita sulle sole mutandine. Lo si
potrà fare se si vuole impartire una punizione leggera, un
semplice richiamo all'ordine; ma in questi casi si avrà cura di
tendere bene la stoffa sulle natiche creando così una sensazione
non certo confortevole per la punita/o.
Come dobbiamo posizionare il castigato/a per la sculacciata? A mio
avviso la posizione migliore è quella classica, che nei vostri
libri chiamate la “maman". Seduti su di una sedia bassa, si fa piegare
il punito/a non di traverso sulle proprie cosce ma un poco obliquamente
in modo da poterlo/la strettamente serrare e stringere in vita.
Sì, deve essere bene immobilizzato, ma non solo perché le
sue reazioni saranno vive se lo puniremo severamente ma soprattutto
perché deve avere la netta sensazione di essere completamente
dominato/a da chi lo sculaccia.
Altre posizioni, che impiego raramente, sono: coricato a ventre piatto
sul proprio letto o su di una panchetta (non dimenticando di porre un
cuscino sotto le anche per meglio mettere in evidenza le natiche da
sculacciare); punito/a in piedi, piegato in avanti e stretto dal
braccio sinistro della sculacciatrice; educatrice con il piede sinistro
poggiato su di una sedia che sculaccia mantenendo il corrigendo/a sulla
propria coscia sollevata; punito/a piegato in avanti con la testa
serrata fra le cosce di chi impartisce il castigo, eccetera.
Come e con cosa si sculaccia? Parliamo soprattutto di sculacciate
manuali. Non possiamo che cominciare da questo tipo, che io ritengo
eccellente, malgrado alcuni (che a mio avviso repito incompetenti) ne
parlino male. Le mani tese a "battitoio", le dita ben serrate e giunte
fra loro dovranno sculacciare con un movimento molto secco, impartito
dal polso e non da tutto il braccio, ed in questo modo il palmo della
mano colpirà la pelle delle natiche in tutta velocità.
Non sculacciare a casaccio ma piazzare ciascuna sculacciata
alternativamente su di una natica e sull'altra, lasciando un relativo
intervallo fra una sculacciata e l'altra in modo tale che il punito/a
ne possa apprezzare tutto il rigore. Una buona sculacciata
comprenderà un minimo di trenta/cinquanta sculacciate.
Terminare il castigo accelerando gli ultimi colpi. In alcuni casi
sarà possibile sostituire la mano con una suola di cuoio di una
pantofola. L'unico vantaggio che presenta questo strumento è
quello di non fare avvertire la sensazione di calore alla mano di chi
sculaccia. Il martinet è impiegato soprattutto negli ambienti
chic; ricordiamo che una sculacciata prolungata, con questo strumento,
risulta essere terribilmente dolorosa. Un impiego interessante del
martinet può essere quello per concludere in bellezza una
sculacciata manuale; lo si può usare anche sul fondo delle
mutandine ben tese, in casi di richiamo all'ordine.
Una mia collega lo usa sul fondo delle mutandine per poi concludere a
nudo. Le verghe, invece, sono particolarmente in uso presso gli
anglosassoni e gli svedesi. Le verghe si danno sempre a nudo, potendo
eccellentemente graduare l'effetto doloroso. Questo strumento, a mio
giudizio, dovrebbe essere usato per mancanze molto gravi.
Si deve sculacciare in modo che la totalità dei cordoli si
espanda e colpisca in pieno il sedere da punire ed i colpi devono
essere spaziati giusto il tempo di risollevare la verga e farla
ricadere sul culo. Altri strumenti, come i righelli sono
strumenti correttivi inopportuni [riferendoci agli anni '30: i righelli
di oggi, in plastica trasparente o in legno flessìbile, sono
eccellenti strumenti da impiegare su culetti impertinenti].
Riassumendo, e non considerando i "richiami all'ordine", mi sento di
consigliare tre tipi di castigo:
- per errori ordinali: sculacciata manuale, severa, prolungata,
ben marcata;
- per serie mancanze: sculacciata manuale da terminarsi con
l'impiego del martinet;
- per fatti molto gravi: impiego delle verghe.
In base alla mia personale esperienza, posso dire che su dieci
castighi, sette saranno di primo tipo, due apparterranno al secondo ed
una sola punizione sarà somministrata con le verghe.
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