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L’ISTITUTRICE
Parte seconda
Ieri a Matteo è toccata una brutta avventura.
Era già da alcune settimane che la nostra Istitutrice diceva che
era necessario che Matteo fosse visitato dal medico per verificare il
suo stato di salute generale e se lo sviluppo fosse normale.
Matteo, ovviamente, non era d'accordo, ma non osò ribellarsi
temendo di essere punito subito per la sua ribellione.
Anche in questa occasione dovetti essere presente perché era
giusto - così disse la donna – che io fossi al corrente di tutto.
Arrivati nello studio, la segretaria ci fece accomodare nel gabinetto
medico.
La dottoressa Barbara R., era una bella donna, giovane, forse sui
trentacinque anni, alta e bionda. Indossava un camice bianco, molto
corto ed un paio di sandali senza calze. I bottoni del camice sia
quelli in alto che quelli inferiori erano slacciati sicché le
gambe risultavano bene in vista ed anche il reggiseno bianco di pizzo.
L’Istitutrice s’accomodò su di una poltrona mentre Matteo, come
da precisi ordini impartiti dal medico, si spogliava in un’anticamera
all’uopo preposta.
Io mi sedetti su una scomoda sedia di metallo a fianco di un mobiletto
contenente varie attrezzature mediche.
La nostra Istitutrice e la dottoressa si conoscevano ed anzi erano
addirittura amiche
“Forza, Matteo, spogliati completamente”, ordinò la dottoressa.
“Signora…, completamente nudo... è umiliante…”.
“Ma non hai motivo di aver vergogna del tuo corpo, sei così
carino quando sei tutto nudo… non costringermi a darti una nuova
sculacciata” – intervenne l’Istitutrice
“Sì…, sì… signora, va bene”. Rispose lui, evidentemente
turbato nel vedersi costretto a mostrare impudicamente tutta la sua
nudità.
“Bene, Matteo, adesso per favore fatti vedere bene, su voltati”.
Ordinò l’Istitutrice.
“Sei veramente un bel ragazzo. Che magnifico culo hai… la tua
Istitutrice deve alimentarti molto bene…”.
L’Istitutrice, posta dietro di lui, gl'impediva ogni tentativo di fuga
mentre il medico osservava attentamente e minuziosamente tutto il suo
corpo.
“Su…, non fare il bambino e fammi vedere cosa nascondi qui”-
ordinò il medico scostandogli le mani che tentavano di celare i
genitali.
La donna non riuscì a trattenere un’esclamazione di sorpresa
quando vide il cazzo di Matteo che, anche se giovane, è
già ben dotato.
Terminata la visita, la dottoressa sentenziò:
“Il ragazzo è sanissimo. L'unico consiglio che mi sento di dare
è quello di somministrargli regolarmente un bel clistere per
tenere l'intestino sempre sgombro e pulito. Se crede, posso fargliene
uno io stessa, anche subito”.
L’Istitutrice, accettò riconoscente e mentre la dottoressa
preparava l’attrezzatura occorrente per l’enteroclisma, Matteo
arrossì violentemente e strinse il pene fra le cosce per cercare
di non mostrarlo. Era particolarmente imbarazzato di essere nello
studio di un medico donna, nudo e nell’attesa di ricevere un copioso
serviziale. Sinora, infatti, solo tre donne l'avevano visto nudo: la
mamma, la nostra Istitutrice ed io.
Tutto nudo, Matteo si era ora disteso su di un piccolo letto posto in
un angolo dell’ambulatorio. Il ragazzo si mise a gemere ed a
supplicare, giurando e spergiurando che non era per nulla sofferente e
quando vide ciò che la dottoressa intendeva usare su e dentro di
lui, ruggì come un leone e si dibatté con tutte le forze.
Tuttavia la dottoressa R. aveva acquisito una certa esperienza anche
con i pazienti più recalcitranti ed in meno che non si dica,
Matteo si ritrovò col sedere che s'innalzava, fremente di
vergogna, attraverso le cosce della dottoressa, che però non
poteva di certo mantenerlo in quella posizione e, nel medesimo tempo,
introdurgli il clistere.
Allora, nervosa, proferì:
“Se non fosse per la tua età, credimi, t’impartirei davvero una
severa sculacciata”.
La nostra Istitutrice, radiosa, incalzò:
“Oh ma come non sai che lo sculaccio spesso e volentieri perché
è un monello disubbidiente.” E poi rivolta verso di me “
anche lei le prende e severamente, vero Lisa?”
Sentendomi avvampare il viso non seppi far altro che tacere, ma questo
diede modo alla nostra Istitutrice di continuare ad incalzarmi fino ad
ordinarmi di alzarmi e di mostrare i segni dell’ultima punizione con il
righello sul mio culetto.
“Se non ubbidisci entro 5 secondi appena arriviamo a casa ne prendi 100
tutti d’un fiato, capitoo?”.
Di scatto mi alzai voltando la schiena alla dottoressa e sollevando la
gonna e poi abbassando quel poco che serviva i miei slip.
“Abbassali bene gli slip che ci sono dei segni anche sulle tue cosce e
voglio che la dottoressa li veda senza difficoltà”
Rimasi in quella posizione finchè non mi fu ordinato di
rivestirmi e sedermi di nuovo al mio posto.
Ora il bersaglio delle due donne era ritornato ad essere Matteo
“Oh, ma lui crede che solo perché ha diciotto anni sia esente da
un simile trattamento? Però non è così e se
lo ritieni puoi sculacciarlo come vuoi”
La dottoressa non se lo fece ripetere. Furono necessarie solo una
dozzina di sculacciate affinché Matteo acconsentisse a ricevere
nel suo intimo buco contratto, la cannula nera dello strumento
sanitario. Era necessario lubrificare con della vaselina filante
l'apertura recondita del ragazzo e l’Istitutrice si offrì
volontariamente e di buon grado. Ma prima omaggiò ancora il
monello di una sculacciata supplementare.
Il giovane, urlò con tutta la forza di cui era capace. Dopo
quella sculacciata sublime e devastante, la donna mantenne allargate
allo spasmo le natiche di Matteo, che tentavano, invano, di contrarsi
per la paura e la vergogna. Il ragazzo restò appoggiato sul
ventre, col culo in fiamme, bene esposto alle nuove, piacevoli sevizie,
mentre le sue lunghe gambe pendevano, senza reazione apparente, sul
tappeto. Senza difficoltà, la dottoressa preparò il
paziente; impugnò la cannula che l’Istitutrice le porgeva, si
piegò sopra quel bel culo rotondo e sussurrò:
“Resta tranquillo e, soprattutto, non contrarti…, vedrai che non
è poi così terribile come pensi”.
La cannula, ben lubrificata con la vaselina, attraversò lo
sfintere e penetrò nel retto. Matteo, non seppe raccontarmi, in
seguito, quanto tempo ci volle affinché tutto il liquido gli
entrasse nel ventre, in ogni caso, siccome non riusciva a trattenerlo,
gli fu concesso di recarsi quasi subito nel bagno adiacente.
Mentre evacuava, le due donne si misero a parlare.
“... Ecco, segui queste prescrizioni per le medicazioni del ragazzo…”.
Asserì la dottoressa porgendo una ricetta all’Istitutrice.
“Va bene, ma devo confessarti che non ho mai somministrato i clisteri e
non so se riuscirò ad infilare la cannula tanto facilmente”.
“Non ti preoccupare per le difficoltà che potresti incontrare.
Se gli somministrerai un clistere ogni settimana, come ti ho detto,
alla fine ci farai la mano e quest’operazione diverrà sempre
più semplice. Per quanto riguarda Lisa, invece, penso che
qualche clistere farà bene anche a lei. Me la porti…, le
farò una visita di controllo…, è molto importante a
questa età che tutto sia sotto controllo.”
Matteo, rientrò proprio in quel momento, rosso in volto come una
ciliegia matura e si sedette sul bordo del lettino con le ginocchia che
gli tremavano.
“Già che ci sono, esaminerò anche l'apparato genitale di
Matteo, così potrai stare tranquilla”. Annunciò la
dottoressa rivolgendosi all’Istitutrice.
“Mettiti in ginocchio ed appoggiati sui gomiti”, ordinò la donna
indossando un paio di guanti di lattice.
Quindi, aggiunse: “Ebbene..., non hai capito quello che ho detto?”
Matteo si mise a singhiozzare ma non fece alcun movimento, non aveva
intenzione di sottostare a quella visita, era così umiliante....
“Su, andiamo, smettila di mostrarti ridicolo, fammi vedere piuttosto il
tuo sedere…, così posso finire il mio lavoro e tu potrai
tornartene a casa”.
Matteo, ancora non si muoveva ed allora la dottoressa rincarò:
“Sciocco che sei, cerchi dunque un'altra sculacciata?”
“Lasci che mi occupi io di lui”, intervenne l’Istitutrice.
“Mi serve solo qualcosa che… dovrei avere quello che mi serve nella
borsetta”.
Dopo una breve ricerca, la donna estrasse un oggetto che suscitò
l'immediata reazione del ragazzo.
“No, no…, non la spazzola signora, la prego…, no, la supplico, non la
spazzola... m'inginocchio signora, m'inginocchio... sono obbediente
vede? M'inginocchio…”.
“Bisognava esserlo prima, mio caro ed impertinente ragazzo”.
“Signora..., no…, no…”.
Già l’Istitutrice s’era seduta sul bordo del lettino, bloccando
il ragazzo ed aveva cominciato ad usare la spazzola con
un'abilità inimmaginabile. Lo sfortunato e sfinito sedere si
offriva teso al di sopra delle cosce dove, all'intersezione, appariva
una leggera peluria. Ad ogni alzata di braccio, la spazzola, ricadendo,
colpiva con precisione, ora una parte, ora un'altra, di quel sedere
sofferente ed indifeso.
Solo con le orecchie, secondo i suoni prodotti, piatti o rimbombanti,
si poteva intuire se la sculacciatrice colpiva con il dorso di legno o
con la parte irsuta. Matteo, riusciva a malapena a sopportare i colpi
dati con il legno; quando era sculacciato con la parte irta di punte,
specie se i colpi cadevano sulle cosce, non riusciva a controllarsi ed
alte grida riempivano lo studio medico.
Progressivamente, la donna cessò di sculacciarlo e, quasi a
volerne aumentare la vergogna, gli domandò:
“Il signorino è stato ben servito?”
“Sì…, sì, basta la prego, oh sì signora… mi brucia
da morire ed è terribile…”.
“Sarai dunque saggio e ti presterai obbediente a quello che ti
sarà richiesto dalla dottoressa?”
“Sì, signora... sì... il mio sedere, basta che non usi la
spazzola…”.
“Ebbene, offrile immediatamente il culo ed allarga bene le cosce, in
modo tale che lei ti possa vedere bene…, lo sai che è per il tuo
bene e per la tua salute che la dottoressa ti esamina…”. Spiegò
pazientemente l’Istitutrice.
Per esaminare… esaminò infilando un dito inguantato e bene
lubrificato nell’ano di Matteo
“Ok, per fortuna non ci sono tracce di emorroidi, ma ora vediamo
proprio i genitali che alla tua età devono essere già
completamente formati e sviluppati. Girati e distenditi con la
schiena sul lettino.”
Matteo, forse atterrito ancora dalla punizione con la spazzola, non
osò obiettare e fece come gli era stato detto.
La dottoressa si era nel frattempo cambiata i guanti e prese tra le
dita il cazzo di Matteo che era stato per tutta la durata della visita
in una altalenanza di erezioni e afflosciamenti.
Ora era del tutto moscio, ma come le dita della dottoressa l’avevano
preso per girarlo di qua e di là come un oggetto da esaminare,
si era subito parzialmente indurito.
“ Vediamo lo stato del filetto e se il prepuzio si inizia a scoprire”
Io ero seduta a meno di un metro da loro e potevo osservare tutto
molto bene. Sentivo una strana eccitazione prendermi ed un umidore
tra le mie cosce serrate allo spasmo.
Con parole di grande sorpresa la dottoressa riuscì agevolmente a
scoprire tutto il prepuzio di Matteo. A quel punto la sua erezione era
evidentissima. La dottoressa continuava a maneggiare quel coso
girandolo e soppesandolo in tutti i modi e controllando più e
più volte lo stato del filetto e la sua elasticità. Il
suo rosso prepuzio scompariva e poi riappariva perché lei tirava
in giù la pelle con movimenti molto abili. Si vedeva che era una
dottoressa molto esperta e scrupolosa.
Ad un certo punto però successe un fatto irreparabile!!!!
Matteo si contrasse e di botto un fiotto di liquido saltò fuori
dal buchino posto alla sommità del suo prepuzio bagnando i
guanti della dottoressa e persino il suo braccio scoperto.
“Maah cosaaa!! – urlò la nostra Istitutrice su tutte le furie –
sei un maiale incontinente, un pervertito, un debosciato!! Che figura
mi fai fare con la dottoressa?’ Cosa penserà ora di
noi?? Faremo i conti a casa… vedrai che ti farò
passare la voglia di fare il maleducato….”
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