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CAMERIERINE A CORTINA

Siamo due cameriere che lavorano in un albergo di Cortina. Abbiamo rispettivamente 24 e 25 anni e da sempre questo è il nostro lavoro. Purtroppo qui non è facile trovare altri lavori per la tanta concorrenza di personale e così ci tocca stare in questo albergo dove i due proprietari (molto vecchi) usano ancora le punizioni corporali. Se non fosse per questo fatto del tutto spiacevole, il trattamento è ottimo e anche la paga che ci consente di vivere bene e di mettere da parte qualche soldino..
Sia il signor Wilhelm sia sua moglie Anna ci sculacciano per ogni nonnulla, tirandoci giù le mutandine e facendoci il culetto rosso. Spesso compare anche il battipanni che fa molto male e allora urliamo con tutto il fiato possibile, ma qui i muri sono spessi e nessuno ci sente. Il signor Wilhelm di solito ci mette sulle sue ginocchia mentre la signora Anna usa un altro sistema, ancora più doloroso e umiliante: ci fa inginocchiare sul pavimento di legno della cucina, con il culetto nudo ben sporgente in fuori, poi si tira su le sottane e monta a cavalcioni sulle nostre schiene, stringendoci forte i fianchi tra le sue gambe, fino a toglierci il respiro.
Usa raramente la mano nuda: di solito ci sculaccia col battipanni di vimini o, altrimenti, ci frusta con una correggia piatta di cuoio, che lei stessa ha ritagliato da un paio di vecchie braghe alla tirolese del marito.
Abbiamo anche un collega, di nome Hans, che si occupa dei bagagli e dei lavori di fatica. E’ un viscido spione, ma questo non gli evita di prenderle anche lui ogni tanto. Però capita, ahimè, molto più spesso a noi.
Come ieri quando una cliente austriaca piena di soldi ha protestato contro di noi perché ci avrebbe chiamato più volte e noi non saremmo andate nella sua stanza. Ma il campanello non ha mai suonato. Però la signora Anna ha dato ovviamente ragione alla cliente e in presenza della cliente ci ha fatto piegare una alla volta sulle sue ginocchia, ha tirato su le nostre gonne e ci ha sculacciato di santa ragione sopra le sottili mutandine che potevano salvare solo il nostro pudore, ma che non attutivano per nulla i colpi. Ma la cliente non sembrava soddisfatta dicendo che quella era una punizione per bambine di scuola e così la signora Anna non ha esitato a farci togliere completamente le mutandine e a metterci sopra le ginocchia della cliente, un’arcigna zitella cinquantenne. La signora Anna ha preso un cucchiaione di legno e ci ha dato trenta colpi a testa.
Abbiamo urlato tanto e anche pianto perché quello strumento fa molto male. Io non volevo dare soddisfazione a quella schifosa cliente, ma il dolore era troppo forte e a ogni colpo imploravo di smettere e che mi pentivo di quello che avevo fatto.
Greta è stata più brava di me e ha sopportato meglio limitandosi piangere a dirotto ma senza implorare pietà come invece ho fatto io.  .
Alla fine la cliente ha ringraziato la signora Anna, umettandosi le labbra con la punta della lingua in preda a un'evidente eccitazione.Siamo pronte a scommettere che, non appena andata nella sua stanza, la zitellona si sia masturbata follemente al ricordo dei nostri giovani posteriori arrossati e maltrattati.
La punizione più severa che abbiamo ricevuto finora risale comunque a un anno fa circa, quando siamo state sorprese in auto ad amoreggiare con due studenti di Padova in vacanza qui da noi (ci piacciono i bei ragazzi, non sarà mica un delitto?). È stato Hans, a fare la spia dicendo che ci aveva viste nel parcheggio dell’albergo, in macchina con due ragazzi, ottenendo come premio di assistere seduto in prima fila alla nostra punizione. E che punizione!!! Per prima cosa il signor Wilhelm ci ha sculacciate alla sua maniera, tenendoci a turno sulle sue ginocchia con i jeans arrotolati e le mutandine a metà coscia. La signora Anna, nel frattempo, è uscita dalla porta posteriore, borbottando tra i denti che ci avrebbe pensato lei a conciarci per le feste. Quando ha fatto ritorno, dopo qualche minuto, il signor Wilhelm aveva appena finito di suonarcele e il ricordo
delle sue mani di ferro era ancora vivo e bruciante sui nostri malcapitati sederini.
- “Smettetela di strofinarvi il culetto in quel modo!” - esclamò la signora Anna dalla soglia.
 - “Ho qui io qualcosa per farvelo prudere davvero!”
Il «qualcosa» era un mazzo di ortiche freschissime e verdi, appena raccolte dietro l'albergo. La signora Anna l'ha diviso in due mazzetti più piccoli, pressappoco uguali, legando tra loro i gambi con una fettuccia. Poi, rivolgendosi ad Hans, gli ha detto:
- “Per favore, Hans: vuoi dirci esattamente in quale posizione ed atteggiamento hai sorpreso queste due svergognate?”
 Hans, questo bastardo, è stato molto esplicito e prodigo di particolari. Anzi esagerando e dicendo anche cose non vere.
- “Greta era seduta sul sedile anteriore dell'auto, con la camicetta sbottonata e le tette al vento, e si faceva succhiare golosamente i capezzoli da un ragazzo. Hilda invece stava semisdraiata sul sedile posteriore, con la gonna arrotolata in vita e le mutandine sfilate e si faceva toccare la…. la  figa dall'altro ragazzo. Poi Greta si è chinata e ha aperto i pantaloni al ragazzo tirandogli fuori il …. sì… il ….coso e.. se lo è messo in bocca”
- “Ahh basta basta ne ho sentito abbastanza! - sentenziò allora la signora Anna - oltre alle frustate sul culetto che avete ampiamente meritato, ognuna di voi riceverà un massaggio... particolare sulla parte del corpo che ha esposto senza pudore al suo maschietto: voglio proprio vedere se dopo questa cura avrete ancora voglia di farvi carezzare e sbaciucchiare”!!
Probabilmente poche persone hanno idea di quel che significano una sculacciata e un massaggio (intimo) con le ortiche.
Ognuna di noi ha dovuto piegarsi in mezzo alle gambe della signora Anna, con le mutandine calate e il culetto nudo vergognosamente aperto, e ha ricevuto sulle natiche e (soprattutto!) nella riga di mezzo una bruciante e mordente lezioncina a base di ortiche. Ma non era tutto!
Mentre i rispettivi sederini cominciavano già a riempirsi di bolle e le nostre mani non riuscivano a star ferme tanto era il prurito che ci pizzicava sotto pelle, la signora Anna (con i guanti di gomma) ha staccato ad una ad una le foglioline verdi rimaste attaccate ai gambi e ne ha fatto due mucchietti di eguale consistenza. Poi ha ordinato a Greta di togliersi la maglietta e il reggiseno, e mentre il signor Wilhelm la teneva ferma per le spalle, le ha spalmato a lungo le foglioline urticanti sulle mammelle, insistendo particolarmente attorno ai capezzoli eretti e rigonfi.
Quanto a me - Hilda - il trattamento è stato di genere più intimo e, proprio per questo, ancora più irritante. Mi hanno fatta stendere sulla tavola della cucina, dopo avermi tolte completamente le mutandine, e mentre il signor Wilhelm mi teneva con le gambe alzate e aperte a squadra, la signora Anna si è chinata tra le mie cosce e mi ha massaggiata a lungo sulle parti intime, curando in particolare le piccole labbra e il bottoncino di carne che a lungo ha stuzzicato con la punta del dito cosparsa di succo urticante.
Vicino a lei per non perdersi neppure un istante del mio supplizio, c’era Hans, quel viscido spione, che si sarà poi masturbato follemente al ricordo della mia fighetta aperta e trattata così crudelmente.
È stata un'esperienza atroce:  pensi che per un'intera settimana non sono più, riuscita a fare pipì senza avvertire dei bruciori lancinanti nella mia povera vulva infiammata. Greta, dal canto suo, non stava molto meglio, soffrendo le pene dell'inferno ad ogni più piccola pressione sulle sue tette gonfie e arrossate come due cocomeri. La signora Anna, bontà sua, le ha permesso di non indossare il reggiseno, ma il contatto della maglietta sulla pelle era sufficiente a farla strillare e mugolare di dolore. Infine non bisogna dimenticare i nostri poveri culetti, cosparsi di vesciche bianche e rosse che scoppiavano come palloncini ad ogni più piccolo contatto, inondandoci le mutandine che la signora Anna ci ha obbligato ad indossare ugualmente. Ma i culetti di noi ragazze, è risaputo, sono lì apposta per essere maltrattati a piacimento dagli adulti, vero?!?
Hilda e Greta


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