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AUSTRALIA FETISH
Espresso 8 gennaio 2004 . Articolo di
Giancarlo Dotto
L’occasione dell’articolo è fornito dal lavoro che un
giornalista ed un fotografo australiani hanno condotto dal 1995 al 2003
setacciando gli ambienti sadomaso di Melbourne.
Il materiale raccolto (interviste, fotografie, spunti, osservazioni)
sarà dentro “Suburban Fetish” un documento di prossima
pubblicazione.
L’Espresso ne anticipa le conclusioni o ne costruisce delle sue?.. Per
il momento non è dato sapere. Testo scritto da Giancarlo Dotto
molto dottamente e sfido molti a capire ciò che vuole dire.
Per maggior chiarezza ( ? ) vi riporto la conclusione dell’articolo:
…Tanti quadri che
messi insieme fanno un unico teatro catatonico in cui non c' è
amore, ma solo abiezione, che è poi l'amore impossibile. Sono
casalinghe, operai, impiegati. Anonimi. "Suburban Fetish" è il
corrispettivo solare dei manuali del barone Richard von Krafft-Ebing,
psichiatra e criminologo tedesco, il primo a introdurre nella
psicopatia sessuale i termini masochismo e sadismo. C'è qualcosa
di gladiatorio e di molto idiota in questo loro darsi in pasto
all'obiettivo del fotografo. Accettano la gogna senza vergogna, che del
resto non traspare neppure dalle interviste. Ripudiano se stessi,
concedendosi il massimo dello scherno. Come nel "Saul" di Gide
(«Generosi fino al vizio» ) la generosità estrema
coincide con la perdita del pudore. «Sono soggetti molto
perturbati, molto attraversati, mediamente più umani della
media. Le loro pulsioni sono ben radicate nel corpo e nella mente. Sono
macchine desideranti allo stato puro. Desiderio traviato ma pur sempre
desiderio, solo dilatato e specializzato», dice Nicholson. Le sue
foto demistificano l'aura esoterica che da sempre circonda il mondo del
fetish, proiettandolo senza veli e in piena luce nel fondale dell'
ordinario, inaugurando un format del tutto inedito nell' immaginario
sessuale della ordinary people. Le fotografie catturano i dettagli di
questa iperrealtà i cui soggetti alimentano trappole, involucri,
torture, si danno scacco permanente. Sono proiezioni dei loro incubi
che diventano nostri all'atto dello sguardo. Nel loro travestitismo
alla Schreber, la disfunzione paranoica diventano parodia. Ogni
indumento, ogni attrezzo è accessorio indispensabile della
propria messa al bando, in un ventaglio sterminato di umori,
spensierata, in quanto fuga dal pensiero. Una specie di festa patronale
in cui sono allo stesso tempo il santo martire e il gesto devozionale.
Non stanno più, letteralmente, nella pelle. Leggi in quelle
foto, in quel frenetico travestio, un cretinismo diffuso e a suo modo
santo, ancora più santo in quanto non autorizzato da nulla di
comprensibilmente divino. Il feticismo è una pratica molto
radicata nei paesi di cultura anglosassone. In Italia sono ancora poche
migliaia gli adoratori del fetish e del sadomaso, come rivelano i dati
di una recente ricerca demoscopica sul sesso globale, "Love &
Lust", amore e lussuria. Sono numerosi e bene organizzati i fetish club
in Germania, Inghilterra e Olanda, dove però sarebbe in atto un
fenomeno di recessione in tema di fantasie sessuali, dopo gli anni
della grande trasgressione.
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