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SADOPAIDEIA   
Prima ed in Inghilterra nel 1907. In Italia, Crogiuolo Ed 1969

Il libro è un piccolo capolavoro nel suo genere (sculacciata uomo su donna e donna su donna) e risale ai primi del ‘900. Anni che in Inghilterra sono stati d’oro per certa letteratura.
Molti sono i misteri che circondano questo romanzo a cominciare da chi ne è l’autore.
Riportiamo qui la recensione di Paul Stoves, il maggiore esperto italiano in questo campo seguita dal testo della prefazione a firma dell’editore della edizione italiana del 1969
.

RECENSIONE
di Paul Stoves

Sadopaideia. Being the Experiences of Cecil Prendergast, undergraduate of the University of Oxford, showing how he was led through the pleasant path of Masochism to the supreme joys of Sadism.

Edinburgh (Paris): G. Ashantee & Co., 1907.   P.C. 13.g.24. Patrick J. Kearney in The Private Case [London: Landesman, 1981. (p.214-215)], lo accredita a John Poole Kirkwood confortato dall'attribuzione che Lawrence Forster fa nel suo MS di bibliografia erotica Catalogus Librorum Prohibitorum compilato fra il ca. 1913-1923 ed ancora non pubblicato. Il signor J. P. Kearney ha avuto la possibilità di esaminare il MS in questione, in possesso di un noto libraio londinese, nel novembre del 1973. Quel libraio nel frattempo si è trasferito negli Stati Uniti ed almomento l'ubicazione di tale MS è sconosciuta. Tuttavia, il signor Kearney ha ragione di credere che una copia fotostatica del MS è nelle mani di un editore inglese, il signor Charles Skilton, al tempo con sede nel sud di Londra ed ora trasferitosi nel Somerset. L'iscrizione originale del MS per Sadopaideia fornisce solo le iniziali dell'autore; successivamente, con buona probabilità dopo il 1920, è stata completata la dicitura delle iniziali stesse annotando e fornendo così l'intero nome. La ragione di quest'aggiunta posteriore può essere trovata in una nota che accompagna quella registrazione, la quale recita che Kirkwood ricevette la sua educazione ad Oxford, che fu un famoso attore in quelle province e che morì, apparentemente pazzo, in un manicomio nel 1920. Chiaramente, la morte dell'autore, fece sì che la discrezione che avvolgeva tale MS non fosse più a lungo necessaria. Il dr. Anthony Storr, invece, nel suo libro Sexual Deviatinon [Londra: Pelican Books, 1970. (p. 37)], accredita Sadopaideia ad Algernon Swinburne al quale sono stati attribuiti molti scritti erotici, più di quanti egli ne abbia prodotti. Sfortunatamente, il dr. Storr non fornisce informazioni evidenti od elementi utili a supportare la sua affermazione. Il signor G. Legman, nel primo volume della sua monumentale opera Rationale of the Dirty Joke [New York: Grove Press, 1968. (p. 335)], afferma che Sadopaideia è stata attribuita a Havelock Ellis; anch'egli, però, non fornisce né l'origine né la fonte di tale affermazione. Il signor Legman crede che possa essersi creata confusione con Gynecocracy che, molto più ragionevolmente può essere attribuibile ad Ellis. Sadopaideia fu ristampato dalla Grove Press di New York nel 1967 mentre l' anno successivo, inclusa nell'antologia The Pendulum Reader, venne edita da Dale Koby e pubblicata ad Atlanta, Ga., dalla Pendulum Books (1968). Nel giugno del 1969 appare la prima edizione italiana di Sadopaideia nella collana "L'Eros nella letteratura dell'età Vittoriana" per i tipi della casa editrice "Il Crogiuolo" di Roma, senza alcuna attribuzione d'autore.

                                                         Paul Stoves


NOTA DELL'EDITORE

Prosegue, nel quadro del nostro lavoro di riscoperta della letteratura « underground » dell'Epoca Vittoriana, la presentazione integrale delle opere che di quel periodo, furono, a livello letterario, le rappresentazioni più tipiche.
Dopo l'ormai celebre « My secret life » già da noi pubblicato, è la volta ora di « Sadopaideia » un altro classico del genere. Quest'opera, pubblicata in gran segreto per la prima volta nell'Inghilterra Edoardiana nel 1907, non tardò a divenire ben presto un best-seller della letteratura proibita raggiungendo vertici di successo molto vicini a quelli già toccati da « My secret life ».
Sadopaideia è un'opera che può apparire addirittura profetica sotto il profilo dei rapporti collettivi (oggi sbandierati sino al parossismo da gran parte della cinematografia nostrana), profetica dicevamo, anche se ripropone (con lati invertiti) l'eterno triangolo del libertinaggio-tipo.
Il « Lui », « Lei » e « l'altro » viene così sostituito da un « Lui », « Lei » e « l'altra » più stimolante e complesso, laddove la costante è rappresentata dall'inestinguibile desiderio di tutti i partecipanti al gioco erotico, di dare o ricevere dolore fisico. Cecil Prendergast, studente dell'Università di Oxford incontra durante un ballo Muriel Harcourt, divenendo poi ospite suo e di Juliette, amica di Muriel. Le due donne iniziano lentamente Cecil alla flagellazione, dando modo all'uomo di rintracciare in sé i germi di un latente masochismo; ma Cecil si mostra ben presto come un soggetto intraprendente, scopre quasi per caso di provare piacere anche nel procurare dolore come stimolo sessuale, divenendo quindi l'elemento « sadico » della situazione, soggiogando le donne e creandosi così un piccolo impero personale.
Ma, analizzate e sperimentate tutte le combinazioni possibili ottenibili in un gioco erotico composto da soggetti del tutto particolari, i tre decidono di far entrare nella partita anche le due cugine di Muriel, e il gioco si complica così sino all' inverosimile componendosi in quello che potremmo definire un quadro completo del libertinaggio in tutte le sue sfumature.
Ora, accertata la traccia abbastanza consueta del canovaccio, possiamo definire estremamente acuto lo studio psicologico del protagonista, condotto attraverso le sue reazioni iniziali a un tipo di rapporto prima sconosciuto.
Il suo iniziale senso di rivolta è infatti genuino, come la completa accettazione di tutto quello che inizialmente aveva rifiutato.
Per concludere, possiamo ben dire che questo « Sadopaideia » merita a ragione il posto che le compete nella nostra panoramica sull'Eros della Letteratura nell'età Vittoriana.




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