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AMICHE PER I PIEDI
Il caldo era soffocante e Luisella decise di fare ancora un’altra una
doccia per rinfrescarsi. Stava uscendo dal box doccia quando
sentì suonare il campanello. Non aspettava nessuno e in silenzio
guardò dallo spioncino. Vide la sua vicina, una certa Paola con
cui aveva scambiato qualche parola in ascensore. Era da poco nel
palazzo. Una bella ragazza, tra i 25 e 30 anni, riservata e che abitava
da sola. Non l’aveva mai vista con ragazzi, mentre lei, Luisella spesso
si portava a casa qualche suo amico per scopare.
- Aspetta un secondo. - disse
Tornò di corso verso la camera, indossò una vestaglia sul
corpo nudo e si diresse verso la porta aprendola.
- Oh, scusami, ti ho disturbato, Se vuoi torno più tardi.
- No, affatto, entra pure; non mi disturbi, ho appena fatta l’ennesima
doccia, con questo caldo è l’unica soluzione
- Già è vero anch’io oggi ne ho fatte tante.. ecco scusa
se mi permetto di chiederti non è che per caso hai un
vocabolario di spagnolo perché devo scrivere una mail ad
un’amica messicana e il mio spagnolo lascia molto a desiderare
- Spiacentissima, ma ne ho uno piccolissimo che penso non ti serva a
nulla, se lo vuoi te lo presto ma ci fai poco
- Ma è meglio di nulla e te lo riporto questa sera
- Ce l’ho di là in camera da letto, vieni pure che così
intanto mi vesto, però non guardare il casino che ho in casa,
sai vivendo da sola faccio quello che voglio
- E sì anch’io vivo da sola e non sono molto ordinata, spesso
perdo ore a trovare quello che mi serve
- Mi fa piacere che sei venuta magari facciamo un po’ di amicizia e
stiamo insieme qualche volta
- A me farebbe piacere ti avevo notata, sei molto carina e tranquilla.
Io sono un tipo che non ama la confusione e la gente troppo chiassosa.
- Proprio come me .. dai andiamo di là a cercare il mini
vocabolarietto, ti ci vorrà la lente per leggerlo.
Ridendo Luisella seguita da Paola entrarono nella incasinata camera da
letto di Luisella a rovistare in un armadio finché il libriccino
saltò fuori
- Non ti secca se mi vesto, detesto stare in casa con vestaglie o
accappatoi. Mi sa di vecchia zitella. O nuda o vestita ma con i vicini
del palazzo di fronte se sto nuda devo abbassare le tapparelle e allora
si soffoca
- Ti aspetto di là
Ma no resta pure a me non da fastidio siamo tra donne e magari mi
consigli cosa mettermi perché tra un’ora devo uscire
Luisella con naturalezza si tolse la vestaglia restando nuda ed
avviandosi verso l’armadio dei vestiti.
- Sai che sei veramente molto bella
Luisella, lungi dal sentirsi imbarazzata da questo complimento si
lasciò ammirare girandosi verso la nuova amica e facendole
vedere la parte anteriore e il seno e il ventre con il pube quasi
interamente rasato salvo un ciuffettino vezzoso.
Sapeva di far colpo ancora su molti uomini: in fondo, non aveva ancora
quarant'anni, ma tutti le davano non più di 32 o 33 anni.
Fisicamente molto in forma con gambe lunghe e muscolose al punto
giusto, ventre piatto, il seno alto e sodo con dei capezzoli
decisamente erti. Il viso era molto giovanile ed i capelli erano lunghi
e nerissimi.
Si accorse però che Paola la stava scrutando con molto
interesse. Si intravedeva una luce strana che a Luisella non
sfuggì. Le sue esperienze con donne non erano state molte ma non
era neppure digiuna dei piaceri saffici. Del resto lei non faceva
misteri di essere molto bisex e di trovarsi bene sia con gli uomini che
con le donne.
Paola era restata lì, con le labbra socchiuse e lo sguardo
perso. Poi aveva abbassato gli occhi fino ai suoi piedi ed era risalita
fissando il seno e le spalle dell'amica.
- Ehi, che ti prende?
- Niente... E’ che... Sei molto carina.
- Dici?
- Sì... - Più che una risposta fu un sospiro.
Luisella senza perdere tempo decise di sondare bene il terreno e
lanciò:
- Anche tu devi essere molto carina. non certo meno di me.
- Come fai a saperlo?
- Beh... si vede non è che hai addosso un cappotto, ma se ti va
perché non ti spogli anche tu
- Vuoi... vuoi vedermi?
- Perché no, se non ti imbarazza, non mi dispiacerebbe
Paola incominciò a spogliarsi. Subito si tolse le scarpe
restando a piedi nudi, poi lasciò cadere la gonna a terra.
Indossava un paio di calze rette da un reggicalze. Tolse velocemente
anche la camicetta. non indossava reggiseno. Ma questo Luisella l'aveva
già intuito, poiché i capezzoli dell'amica erano dritti
da un bel po' di tempo e si facevano notare anche con la camicia. Paola
sfilò anche il minitanga che indossava e restò
praticamente nuda.
In tutta questa operazione, non aveva mai alzato gli occhi dai piedi
dell'amica.
- Perché mi guardi i piedi?
- Mi... piacciono. I tuoi piedi sono molto belli. Li avevo già
notati ma ora così da vicino sono proprio bellissimi
- Davvero? - La domanda nascondeva un che di compiaciuto e di ironico.
- Perché mi guardi così? - Chiese Paola, che aveva alzato
gli occhi al tono di voce dell'amica.
- Inginocchiati!
- Come?
- Inginocchiati. E' un ordine!
Paola, più che inginocchiarsi, si stese a terra davanti
all'amica, trepidante, in attesa di un altro ordine.
- Resta a terra, senza alzare lo sguardo: i miei piedi li potrai vedere
solo se lo vorrò io! - Così dicendo, era salita sulla
schiena dell'amica e stava letteralmente camminandole lungo la spina
dorsale.
- Sì... sì, sono il tuo scendiletto... dai, continua. -
Paola sembrava un'altra: erano bastate poche occhiate ai piedi
dell'amica e si era trasformata in una pecorella, in una schiava
sottomessa.
Luisella si chinò, sempre restando in bilico sulla schiena
dell'amica, e le passò un dito tra le natiche, fino a sfiorarle
le labbra della vagina. Come sospettava, erano fradice.
- Porca. Sei una porca. Nessuno ti ha detto che devi godere.
- Allora picchiami, frustami: non permettermi di godere.
Luisella scese dalla schiena dell'amica e con un calcio la fece girare
sulla schiena.
- Avanti, apri le gambe!
Paola eseguì.
Luisella si sedette sul letto e appoggiò i piedi sul seno
dell'amica strofinandolo e schiacciandolo con forza. Paola gemeva e si
contorceva con voluttà, dimostrando di saper godere per questo
contatto. La padrona di casa, che era diventata, inaspettatamente anche
la padrona di Paola, continuò a strofinare i piedi su di lei,
scese verso la vagina dell'amica e vi si insinuò con le dita.
Paola era in deliquio per il piacere, e sarebbe certamente venuta se
Luisella, rendendosene conto, non avesse tolto, quasi all'improvviso,
il piede.
- No, ti prego, stavo venendo.
- Lo so. Per questo ho levato il piede. Voglio farti soffrire un po'.
Non è ancora il momento di godere. Adesso baciami anche le gambe
è un ordine.
Paola risalì lungo le tibie, si soffermò sulle ginocchia
e raggiunse le cosce. Luisella aprì le gambe al massimo. Paola
si insinuò con la lingua nella vagina gocciolante di umori, e la
penetrò. Luisella lanciò quasi un urlo, tanto era il
piacere che provava. Venne agitando tutto il corpo, chiudendo con forza
le cosce e imprigionando il viso di Paola.
Mentre si dibatteva negli spasimi del piacere, Paola si rese conto che
se avesse continuato a baciarla sarebbe rimasta soffocata tra le sue
cosce. A malincuore, tolse la lingua da quella fonte di godimento.
Luisella sembrò calmarsi ed aprì le gambe.
- Sei stata fantastica.
Paola si era distesa a terra, si era girata verso l'amica, aveva alzato
le gambe, le aveva aperte ed aveva appoggiato i piedi sul letto ai lati
delle cosce di Luisella. Questa scivolò dal bordo del letto,
accostò le labbra al pube dell'amica. Questa, però, si
ritrasse.
- No, adesso tocca a te essere sottomessa. Voglio che mi lavi i piedi
con la tua linguetta.
Toccò a Luisella prendere in bocca i piedi di Paola. Prima il
sinistro, che accolse tutto in bocca, succhiando le dita una ad una.
Poi il destro. Poi, anch'essa risalì lungo le cosce; ma, invece
di dirigere la propria lingua nella vagina di Paola, decise di cercare
il forellino posteriore. Alzo le gambe dell'amica, le pose sulle sue
spalle e si gettò sul buchino dell'ano penetrandolo con la
lingua. Fu la volta di Paola di lasciarsi andare al piacere.
Soprattutto quando Luisella insinuò un dito e lo fece penetrare
fino in fondo strappandole un grido di piacere. Stava ormai per venire
anche lei. Luisella continuò fino a che anche la sua testa non
venne imprigionata tra le cosce di Paola.
Sazie, almeno per il momento, si distesero sul letto, tenendosi strette
l'una all'altra. Paola, insinuò la propria lingua nella bocca di
Luisella. Fu un bacio lungo e dolce….
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