Trailer SM Video
  Novità nel Sito
  Newsmeetings
  Reality
  Fantasy
     Femdom
     Submissive
     Bizzar
  Feet
  Spanking
  Visibility
  Letteratura
  Racconti d'Autore
  Drawings
  On Newspapers
  Fetish Links
  ClubStories
  Dvd sadomaso
 Mappa del sito
  Video Sadomaso
  SM Video

Vocabolario
Cerca


Vai


NewsMeeting
Jul-2010
L M M G V S D
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
»Home »Fantasy  »Femdom 
DOPO DISCOTECA

In una discoteca di Milano ho conosciuto Ilaria,
Vi ero andato con lo scopo ben preciso di trovare una ragazza da portarmi a letto, ma invece della solita ragazzina conobbi appunto Ilaria, una bella donna di circa 35 anni.
Io ne ho solo 28 e fino all’altro giorno non avevo mai avuto un’esperienza sm, ma solo letto storie di uomini schiavizzati da crudeli Padrone.
Abbiamo praticamente passato la serata insieme e già la mia fantasia cominciava a galoppare, quando lei mi chiese di accompagnarla a casa per bere un’ultima cosa.  Accettai molto volentieri, davvero molto volentieri. Arrivati da lei mi fece accomodare in salotto, mentre lei si assentò per qualche minuto per cambiarsi.
Mentre aspettavo il suo ritorno, lo sguardo mi cadde su di un tavolo dove si trovava una rivista.
Incuriosito, mi avvicinai per sbirciare meglio e mi accorsi, con grande stupore, che si trattava di una rivista americana di Bondage.
Sfogliai il giornale con l’ovvio contenuto: donne e uomini legati e imbavagliati, alcuni dei quali con i sederi rossi e segnati da sculacciate e bacchettate.
Lo rimisi a posto e continuai ad aspettare …dentro la mia testa mille domande si accavallavano.
Ilaria era forse una cultrice di tali pratiche? Ed era un caso che quella rivista si trovasse lì, bene in mostra, quasi come un’esca?  Non avevo mai avuto fino ad allora un’ esperienza S/M, ma, a dir la verità, era una cosa che avevo sempre desiderato provare.
Il flusso dei miei pensieri fu interrotto dal suo arrivo: indossava una lunga vestaglia di raso ed un paio di pantofoline con il tacco alto.
Volevo far finta di niente a proposito della rivista, ma non riuscivo a pensare ad altro. Facendomi coraggio, mi alzai dalla poltrona avviandomi verso il tavolo dove si trovava quel giornale e, indidandoglielo, le chiesi se per caso lei fosse una appassionata di quel genere di letture.  
Mi fissò negli occhi e, sorridendo, si limitò a chiedermi: «Vuoi provare?»
Per alcuni secondi rimasi interdetto, poiché non mi aspettavo subito una tale domanda.
Non le avevo ancora risposto che lei proseguì:
«Dai, se non ti piace, smetto subito. Ti lego e ti darò tante carezze: è molto più eccitante farsi accarezzare e leccare stando legati».
Ero molto imbarazzato, ma nello stesso tempo incuriosito ed eccitato da quella proposta.
Con un filo di voce per l’emozione dissi:
«Va bene».
Mi fece spogliare completamente nudo e mi portò nella sua camera da letto.
Tirò fuori da un cassetto due cinture e, dopo avermi fatto mettere sul suo letto matrimoniale, mi legò con le cinte in una posizione estremamente imbarazzante: nella cosiddetta pecorina a gambe divaricate, la faccia schiacciata contro un cuscino ed i polsi legati dalle rispettive cinte alle mie caviglie.
In quella situazione umiliante ero completamente alla sua mercé, con il culo per aria e il mio sesso già duro come il ferro. Ero imbarazzato, quasi pentito di avere accettato quel gioco.
In tutta la vita non mi era mai capitato di attraversare un simile momento, ma pensai che, a tirarmi indietro ora, sarebbe stato infantile: volevo dimostrare a quella donna di non avere paura ad affrontare situazioni particolari come quella.
Nel frattempo si mise sul letto vicino a me ed iniziò ad accarezzarmi un po’ ovunque: tra le natiche, sul petto, mi smanettò il sesso a lungo e mi titillò i capezzoli. Ero eccitatissimo e quel gioco cominciava a piacermi.
Ad un tratto però le cose cambiarono bruscamente.
Ilaria, che fino allora aveva usato un tono di voce dolcissimo, divenne d’un tratto molto dura.
Mi insultò con cattiveria dandomi del ragazzino presuntuoso per il fatto di aver pensato di possedere una donna di classe come lei.
Questa cosa mi indispettì molto e le chiesi prontamente di slegarmi… la sua risposta fu una risata, poi si alzò ed estrasse dal cassetto una bacchetta di legno flessibile e, agitandola in aria, esclamò a voce alta:
«E adesso ci divertiremo».
Ero furente e, malgrado fossi legato in una posizione che non mi permetteva molti movimenti, cercai comunque di slegarmi. Ma fu tutto inutile: i miei polsi erano strettamente legati alle caviglie e non riuscivo a concludere niente. Potevo soltanto rotolarmi da una parte all’altra del letto senza neanche poter tentare di scendere perché, legato com’ero, rischiavo di cadere e farmi seriamente male.
Fu allora che Ilaria passò ai fatti... fino a quel momento si era limitata ad insultarmi...
Con una mano mi afferrò le palle e, stringendomele sempre di più, mi obbligò a ritornare nella posizione di prima.
Il dolore era insopportabile e fui costretto a non muovermi da quella posizione.
Con la coda dell’occhio vidi che, sempre da quel maledetto cassetto, estraeva altre due cinte e, con quelle, fissò le mie caviglie ai bordi della rete del letto. In men che non si dica oltre ad essere rimasto legato come inizialmente ero, adesso non potevo neanche più muovermi da una parte all’altra del letto. Ero completamente in suo potere.
Tentai di giocare la mia ultima carta, minacciai di denunciarla, ma la risposta alla mia minaccia fu un’altra risata di scherno.
- «E cosa scriverai nella tua denuncia, che sei stato legato da una donna col culo per aria e che poi questa ti ha riscaldato il fondo schiena?».
Questa considerazione fece cadere le mie ultime speranze di salvezza.
Effettivamente mi sarei vergognato da morire, quindi non potevo far niente all’infuori di subire.
Avevo sì, sempre, desiderato di vivere una esperienza simile nelle mie fantasie erotiche, ma nella realtà il mio orgoglio di maschio era uscito fuori avendo la meglio sul mio potenziale masochismo.
Però ormai era troppo tardi, ero in una situazione senza via d’uscita.                         
Ilaria riprese la bacchetta in mano e con un tono tra lo scherno e l’autoritario, mi comandò di baciarle e leccarle i piedi. Me ne porse uno mettendomelo sotto al naso: per fortuna, profumava.
Rinnovò l’ordine ed io feci finta di niente.  
Questo la indispettì maggiormente: mi venne alle spalle e iniziò a frustarmi con l’odiosa bacchetta.
Ricevetti parecchi colpi, molto violenti. All’inizio cercai di resistere stoicamente, ma a metà della punizione crollai ed iniziai a chiedere pietà. Lei, inflessibile, continuò.
Quando ebbe finito mi ripropose il leccaggio dei suoi piedi: questa volta ubbidii senza fiatare, il culo mi doleva e bruciava terribilmente e non volevo ripetere l’esperienza.
Leccai e succhiai per circa 10 minuti i suoi piedi e le dita. Soddisfatta, Ilaria si alzò e andò in un’altra stanza senza aprire bocca.
Speravo di essere liberato dopo la prova dei piedi, ma mi sbagliavo.
Mi lasciò com’ero, con mia enorme rabbia... aspettavo… e niente succedeva.
Sentivo Ilaria in un’altra camera, mentre continuavo a stare in quella scomoda ed umiliante posizione senza poter far niente e, per giunta, con il sedere che mi faceva male per le bacchettate ricevute. Non mi era mai successa una cosa simile con una donna e morivo dalla vergogna per tutto quello che era accaduto.
Finalmente sentii i passi di Ilaria che veniva verso di me. Girai la testa quando entrò e... quello che vidi mi fece inorridire!
Si era denudata completamente e si era messa un cazzo di gomma fissato da cinture attorno alla vita. Era anche piuttosto grosso.
- «Ma che ti sei messa in testa! - esclamai ad alta voce - Non vorrai mica...?»
Lei non mi rispose neanche, si limitò a mettersi alle mie spalle. Sentii che con un dito mi umettava il buco del culo con della vaselina: mi divincolavo con tutte le mie forze nel vano tentativo di sfuggire a quella degradante tortura.
La insultai duramente e, come al solito, riuscii solo a farla arrabbiare.
Si alzò, prese le sue mutandine sporche e, dopo averle appallottolate, me le cacciò in bocca per non farmi più parlare. Poi prese un pezzo di spago e me lo legò a mo’ di bavaglio per non farmi sputare le sue mutandine: in bocca sentivo un sapore aspro.
Prese in mano la bacchetta e mi disse che, poiché non ero stato remissivo nei suoi confronti, prima di essere inculato, mi avrebbe di nuovo fatto assaggiare le bacchettate.
Fu particolarmente crudele, me ne diede 30 che contò ad alta voce mentre mi dimenavo disperatamente nell’inutile tentativo di sfuggire a quei terribili colpi che si abbattevano sul mio povero culo indifeso.
Grosse lacrime iniziavano a scendermi lungo le guance.
Finita la fustigazione arrivò il peggio. Prima mi si mise davanti e, dopo avermi afferrato con una mano per i capelli, mi schiaffeggiò violentemente con l’altra. Ero rosso come un peperone. Poi mi fu di nuovo dietro e sentii che stava per dare inizio alla penetrazione.
Fu terribile: mi sodomizzava e, con una mano, mi masturbava, mentre con l’altra mi stringeva un capezzolo. Mi fece un male bestiale dietro, ciò nonostante alla fine venni grazie alla sua sapiente azione.
E lei non fu da meno: mi si mise al fianco, si fece un rapidissimo ditalino e godette anche lei.
Cinque minuti dopo mi slegò e mi disse di rivestirmi e di andarmene «fuori dalle palle».
Ubbidii senza fiatare, perché... non sapevo cosa dire.
Me ne andai via senza salutarla, scosso per tutto quello che era successo. Non l’ho più rivista, però sinceramente qualche volta penso a lei e sarei tentato di andare a cercarla, ma alla fine delle mie indecisioni il risultato è sempre lo stesso: continuo a masturbarmi immaginandomi con lei e niente di più!



ClubStories  Drawings  Dvd sadomaso  Fantasy  Feet  Fetish Links  Letteratura  Newsmeetings  Novità nel Sito  On Newspapers  Racconti d'Autore  Reality  SM Video  Spanking  Trailer SM Video  Video Sadomaso  Visibility