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SOLITUDINE
Mi piace la sculacciata, nelle sue varie forme: perché per me
è un modo vivace, brioso, affettuoso anche, di spronare, di
stimolare l’altro e se stessi insieme. Ci sono tante varietà di
S/M, ma io credo realmente che l’argomento sculacciata sia quasi al di
fuori del S/M, almeno come questo viene talvolta presentato
Mi disturba a livello estremo, il sistematico annientamento della
personalità di uno dei. partecipanti al rito S/M, così
come si vede spesso: la degradazione profonda alla quale a volte si
arriva, la scomparsa di ogni possibilità di azione.
Sento invece di amare il gioco arioso, ampio, di un incontro ad armi
pari, in cui entrambi cercano e danno piacere, sotto le forme
più diverse: cerebrale, raffinato, esoterico quasi o anche
fisico, ma sempre visto come risultato di una scelta, di un gioco ben
condotto e certamente non di un punto di partenza rigido, anonimo.
Mi spiace un po’ scrivere troppo, perché temo di annoiare tutti.
Su questo argomento mi dilungherei sempre. Per molti, probabilmente,
queste mie osservazioni fanno già parte di argomenti affrontati
molto tempo fa, mentre per me sono nuove e palpitanti. Amando la
sculacciata per quello che è, niente di meno e niente di
più, mi piace parlarne bene e cercare di scremare il meglio dal
pentolone sociale nel quale si dibattono le varie tendenze.
Mi fermo ora un attimo, per parlare succintamente di me.
Sono un uomo ancora giovane, ho compiuto trentaquattro anni, con un
lavoro che mi piace. Sono sposato e conduco una vita che, con tutte le
difficoltà del caso, posso definire interessante.
Non ho potuto sviluppare con mia moglie questo particolare aspetto
della mia personalità, non tanto per difficoltà di
dialogo, quanto per un reale disinteresse di mia moglie.
La passione per la sculacciata, vista sempre sotto l’aspetto educativo,
è iniziata molto presto: fin da bambino, nei miei ricordi e, con
fasi alterne, ha finito per stabilizzarsi in questi tempi.
Solo qualche anno fa, non riuscivo a parlarne in maniera chiara, c’era
sempre una grande difficoltà anche solo di nominare certe
parole, come sculaccioni, sederino, ecc.
Via via, mi sono accorto di amare questa benedetta sculacciata
sentendola parte di me: e veramente sono iniziate le difficoltà,
anche solo per poter scambiare idee, fantasie su questo tema.
La letteratura disponibile è sempre poca e di un certo tipo:
spesso l’argomento di partenza, cioè la sculacciata, si annacqua
in un rapporto di dominanza crudele quanto inutile.
Forse sono rimasto un po’ romantico anche in questo, ma sono contento
d’esserlo: a me il termine sculacciata evoca fantasie di bambini, di
robuste quanto amorose e, all’occorrenza inflessibili, insegnanti
attente e precise, di rossori, di timidezze, di batticuori, di paure,
di biglietti segreti... il tutto con un bel pizzico di umorismo, senza
il quale non ci sarebbe gusto.
Che dire delle mie esperienze dirette?
Finora ho commesso molti, troppi errori, troppe indecisioni. Per es. ho
conosciuto una ragazza, una infermiera che ha mostrato subito di
gradire la mia compagnia. Ci siamo visti alcune volte e un giorno l’ho
accompagnata con la mia macchina da Rovigo dove abito fino a Prato dove
doveva testimoniare in tribunale. Parlando in macchina sono venute
fuori delle battute come “ ah cosa fai se mi comporto male? Mi
sculacci?” e poi ancora altra battuta “per fortuna che ho i pantaloni
se no saresti capace di tirarmi giù le mutandine e sculacciarmi”.
Tutto il viaggio ho pensato se quelle battute erano un caso. Ora ho la
certezza assoluta che non potevano essere casuali ma erano un messaggio
chiarissimo.
Al ritorno ci siamo fermati in un motel per una veloce scopata. Io ero
in tremendo ritardo. Arrivato a casa è successa una tragedia con
mia moglie perché erano ormai le 11 di sera!
Ci siamo sentiti ancora, ma il casino con mia moglie durato più
di un mese mi ha fatto rigare dritto per un po’ Ora mi rodo le mani.
Una ragazza bella e disponibile mi dice che vuole essere sculacciata e
io che faccio? Spreco tutto.
Prima c’erano state altre opportunità che avevo colto ma non di
grande soddisfazione. Con Elisa, una signora che lavorava nella mia
stessa ditta, abbiamo filato insieme per un po’. L’ho sculacciata
numerose volte, ma lo faceva solo per farmi piacere. Con un’altra
ragazza ho invece provato a farmi sculacciare ma non era capace di
gestire la situazione, di creare un motivo, di fare la maestra severa o
la moglie dispotica. Per cui me le dava, ma era tutto molto freddo.
Tutto qui. Poco e quello che ci poteva essere è andato sprecato.
Ora però sono consapevole e mi guardo attorno. Sono sempre
più convinto che la sculacciata sia una magica esperienza e sia
una forma di sublime sessualità
Claudio
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