Trailer SM Video
  Novità nel Sito
  Newsmeetings
  Reality
  Fantasy
  Feet
  Spanking
     Secondo scaffale
     Spanking Miscellanea
     Spanking Racconti
     Spanking Foto storie
  Visibility
  Letteratura
  Racconti d'Autore
  Drawings
  On Newspapers
  Fetish Links
  ClubStories
  Dvd sadomaso
 Mappa del sito
  Video Sadomaso
  SM Video

Vocabolario
Cerca


Vai


NewsMeeting
Feb-2012
L M M G V S D
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
»Home »Spanking  »Spanking Racconti 
GERMANA

Voi non avete idea quanto sia umiliante doversi sculacciare da sole!
Ora mentre vi scrivo, sia la mia mano che le mie natiche sono ancora molto rosse e calde per via della bruciante sculacciata che mi sono autoinflitta non  molto tempo fà.  
Anche la mia fichetta è molto sensibile e surriscaldata, come spesso le succede in queste occasioni ed a stento riesco a trattenermi dal darle un contentino soltanto perché so che il mio amore non lo gradirebbe: né io, questa sera, saprei mentirgli, quando lui mi scruterà attentamente con i suoi occhi indagatori, chiedendomi il resoconto completo e dettagliato della mia giornata di casalinga.
Per le sculacciate, invece, non ci sono problemi: è lui stesso che mi autorizza a suonarmele senza risparmio ogni volta che commetto qualche mancanza. Oggi, ad esempio, è stato per via del ferro da stiro troppo caldo che gli ha bruciato il polsino di una camicia. Gli ho telefonato subito in ufficio, confessandogli ogni cosa tra singhiozzi e lacrime di coccodrillo.
Lui mi è stato a sentire in silenzio e poi, con tono glaciale:
“Germana! La giusta punizione per la tua sbadataggine sarebbe quella di stenderti sul tavolo da stiro e di passarti il ferro rovente sulle chiappette nude, fino a farle rosolare come burro fuso. Per questa volta, tuttavia, voglio ancora essere generoso: cinquanta sculacciate sulle mutandine e cinquanta senza! Coraggio, esegui!”.
A questo punto ho deposto il ricevitore del telefono sulla consolle, mi sono abbassata i pantaloni e, accostando all’apparecchio il mio culetto in mutandine, ho incominciato a sculacciarmi.
Naturalmente per queste punizioni telefoniche uso sempre la mano nuda, che assicura una migliore risonanza  e quindi anche una migliore ricettività per mio marito, dall’altro capo del filo. Conto mentalmente il numero degli sculaccioni  ed  intanto gemo sottovoce, con la testa rivolta verso il ricevitore, in modo da assicurare maggior realismo e credibilità alla punizione. Dopo la cinquantesima sculacciata mi abbasso le mutandine e descrivo dettagliatamente al mio Aldo lo stato in cui si trova il mio culetto, che osservo ed accarezzo dolcemente, riflesso nello specchio.
Aspetto l’ordine di mio marito per passare alla seconda e più sonora parte del mio castigo, inflitta direttamente sulle natiche nude e già calde.
Questa volta non ho bisogno di fingere, ma i miei lamenti, singhiozzi, squittii e gridolini sono autentiche e spontanee reazioni provocate dal bruciore crescente che, dal sederino, si irradia in tutto il mio corpo.
Non per questo, tuttavia, sono autorizzata a diminuire l’intensità ed  il ritmo della punizione, dal momento che Aldo (il cui udito è ormai allenatissimo) se ne accorgerebbe immediatamente, imponendomi quindi un ulteriore e più severo supplemento di sculaccioni.
Inoltre questa sera, al suo ritorno a casa, dovrò sottostare ad un’accurata ispezione del mio culetto e,  se per caso le tracce della mia autopunizione risultassero eccessivamente tenui e sbiadite, ci penserebbe lui a ridarmi una bella mano di... vernice color porpora, mandandomi quindi a letto senza cena e (quel che è peggio) senza amore.
Se invece avrò fatto la brava bambina e gli esibirò un bel culetto dal colorito acceso e vivace, come piace a lui, quasi certamente Aldo si intenerirà riempiendomi di coccole e di bacini. Magari mi sculaccerà ancora un pochino, visto che non riesce proprio a farne a meno; ma poi mi porterà sul letto tra le sue forti braccia e mi farà gemere e urlare di piacere, penetrandomi con la sua enorme spada sguainata.
Oltre alle autopunizioni che ho appena descritte, tipiche dei giorni lavorativi, ci sono poi quelle del sabato e della domenica, nelle quali Aldo è presente, ma non necessariamente attivo.
Da un po’ di tempo a questa parte, infatti, mio marito trova più eccitante e proficuo non intervenire immediatamente con la forza del suo braccio, ma limitarsi ad assistere comodamente seduto in poltrona, mentre io mi arrosso da sola il culetto.
Di solito mi fa inginocchiare sulla poltrona di fronte alla sua e pretende che mi denudi da sola le natiche con lenta progressione: cosa che trovo molto più imbarazzante ed umiliante di quando è lui stesso a togliermi le mutandine, tenendomi in posizione sulle ginocchia.
Quando è presente anche con gli occhi, oltre che con le orecchie, Aldo si accontenta raramente di una semplice sculacciata  manuale, pretendendo invece che io usi altri e più efficaci strumenti correttivi, che lui stesso mi fornisce di volta in volta. Per esempio la racchetta da ping-pong (quella con la superficie granulosa, che irrita moltissimo la pelle), oppure una speciale pantofola dalla suola di cuoio, molto flessibile e maneggevole, che riesce a riscaldarmi le natiche molto più intensamente e rapidamente di quanto non riesca a fare con la mano nuda.
Poi, come ho detto, qualche volta Aldo mi sculaccia ancora con la sua mano tenera e severa, tenendomi sulle sue ginocchia come una bambina capricciosa. Se mi comporto  come si deve, allora Aldo mi dà  il giusto premio, facendomi godere meravigliosamente tra le sue braccia e in mezzo alle mie gambe.



ClubStories  Drawings  Dvd sadomaso  Fantasy  Feet  Fetish Links  Letteratura  Newsmeetings  Novità nel Sito  On Newspapers  Racconti d'Autore  Reality  SM Video  Spanking  Trailer SM Video  Video Sadomaso  Visibility