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SOLLETICO
Amo il solletico. E’ la mia grande passione e mi è facile
trasmetterla alle mie amiche. Appena ho un po’ di confidenza con
un’amica e non succede nulla se la tocco un po’ ecco che le faccio il
solletico e mi diverto a vedere le sue reazioni. Ogni tanto, ma
per fortuna di rado, c’è quella che non soffre il solletico
e allora ci resto malissimo e la delusione appare sicuramente sul
mio volto.
Ma quasi tutte lo soffrono e basta saperlo fare. Io ovviamente son un
maestro. L’ ideale è agire sulla pelle nuda ed oggi con la moda
delle magliette corte che lasciano scoperti i fianchi è molto
facile.
Naturalmente questo è solo l’inizio. Quando faccio l’amore con
una ragazza, inizio sempre facendole il solletico e immobilizzandole
sotto di me fino a farle venire le convulsioni.
Con due ragazze, tutte due in questo anno, sono andato ancora
più in là. Ho potuto legare al letto Adele
perché lei è molto remissiva e le piace se la prendo
quando è legata. Ma prima mi sono sempre divertito a farle il
solletico sotto le piante dei piedi e poi risalendo fino ai fianchi
passando dall’interno delle cosce che lei ha molto sensibili.
Si contorce ride e urla, mi supplica di fermarmi e però si
eccita da matti perché quando arrivo è già
un lago.
Poi c’è stata Elisabetta. Ho legato anche lei, ma la sua
reazione sotto il solletico, è minore di quella di Adele. Lei in
qualche modo riesce a controllarsi e non vuole darmi soddisfazione.
Però anche, soprattutto all’inizio, si dimena e ride.
Mi piace anche leggere di storie di solletico. Io ho trovato due brevi
episodi su due libretti che ho comperato in una bancherella di
libri usati.
Nel libro erotico della serie Sadok dal titolo “Dalla camera rossa
all’Eden”, autore Couplet Georges riporto questo passo:
“Quanto tempo urlai, sotto il bruciore delle frustate? Non avrei
saputo precisarlo, ma mi sembrò un’eternità. Singhiozzai
a lungo anche dopo che la flagellazione ebbe termine, fino a quando i
terminali nervosi della mia epidermide trasmisero al cervello i segnali
del dolore che mi tormentava le natiche, i seni, la vulva che mi
era stata allargata mediante pinzette che erano poi fissate alle cosce.
Che cosa utilizzavano per solleticarmi? Penne di pavone, di struzzo o
cos’ altro ancora?
Lo ignoravo, ma se la frusta mi aveva provocato un dolore
insopportabile, quello sfioramento inconsistente faceva affiorare alla
superfìce della mia epidermide tutta una serie di brividi,
facendomi sussultare di intensa voluttà, che a poco a poco si
trasformò in tortura.
Oh, non provavo nessun dolore, ma sotto quell’impalpabile sfiorare che
mi sensibilizzava i seni, mi faceva irrigidire natiche e reni,
contrarre le cosce fino a sentire i crampi, i sensi si esacerbarono
in un desiderio intollerabile, ancora più accentuato
dall’impossibilità di muovermi e di placare con le mani
quell’insopportabile vellichio.
Con un nuovo grido d’impazienza ed al parossismo dell’eccitazione
sessuale, stavo per cedere al desiderio di supplicare
perché smettessero quelle diaboliche carezze, quando tre dolori
successivi, brevi e vivi, mi fecero cacciare stridenti esclamazioni.
Uno dopo l’altro, i bottoncini dei miei seni e quello della mia vulva
furono morsi da torturanti e piccole mascelle d’acciaio. Poi da tutti e
tre i punti si irradiò la sensazione strana e voluttuosamente
dolorosa di essere perforata da piccole punte d’acciaio, che venivano
conficcate e poi ritirate, per essere di nuovo immerse nella mia carne
palpitante. Sotto l’effetto di leggerissime e fugaci scariche
elettriche, i nervi impazzirono e bloccarono i muscoli, mentre, come un
uragano che avanzi impetuosamente, il godimento mi sommerse, mi
inghiottì, facendomi rotolare, urlare fuori di me, in un
orgasmo ciclopico in seno al quale mi sentii morire.»
Sempre sulla stessa serie di libri ho trovato un latro passo
interessante dove però è un uomo ad essere sottoposto
alla tortura del solletico. Ahh dimenticavo di dire che il solletico mi
piace anche riceverlo e non solo farlo!
Quest’altro libro s’intitola “Fruste e tacchi a spillo” ed è di
Abbot Tillman
“Poi si mosse in fretta e gli incatenò polsi e caviglie alle
colonne del letto, in modo che braccia e gambe fossero tese in fuori.
Sogghignò: gli aveva inflitto molto dolore, ma ora intendeva
farlo soffrire in ben altro modo. Dal borsone tolse una lunga piuma che
legò all’estremità del frustino e spruzzò
dell’acqua in faccia a Ken, per farlo rinvenire.
-“Ebbene, signor sindaco, come ti senti? - sogghignò Gail.
-“A meraviglia” - disse con un debole sorriso forzato. - “Sei una
piccola puttana senza cuore!”
-“Si, sono cattiva... ma è così che ti piacciono le
ragazze” - motteggiò lei. Il sindaco non rispose. Aveva lo
sguardo fisso sulla piuma attaccata al frustino.
-“Proviamo questo su di te, Ken “- gli disse sorridendo.
-“La... piuma?”
-“Si. Ti piacerà da matti!”
Iniziò passandola sulle piante nude dei piedi.
Lui piegò le dita, si contorse, fece delle
smorfie, ma non potè sottrarsi alla tortura.
Poi cominciò a protestare perché il solletico della piuma
gli limava i nervi.
Gail, ridacchiando, gli passò la
piuma sui polpacci, all’interno delle cosce, facendolo gemere, gridare,
divincolare come un forsennato nella costrizione delle catene. La pelle
del suo corpo si accapponò quando la piuma lo solleticò
attorno ai genitali, ma senza mai toccarli direttamente.
-“Vuoi che ti dia la carica giocando con la piuma sul cazzo e le palle?
- lo schernì.
-“Basta! Smetti! Non lo sopporto più!” - protestò,
tremando tutto per il solletico della piuma.
Gail gli roteò la piuma sullo stomaco contratto, facendogli
irrigidire ancor di più i muscoli addominali. Quella piuma gli
scuoteva i nervi, gli faceva digrignare i denti.
Poi Gail cominciò a passare la piuma sul pene flaccido,
accarezzandolo su e giù, e anche sui testicoli.
-“Oh, Dio!” - mugolò, scosso da quella tortura umiliante.
Gail si divertì a quel modo finché, lentamente, il pene
cominciò ad animarsi, indurirsi.
-“Oh, Dio, Gail! Basta! Non lo sopporto più!”
-“Eppure deve piacerti... ti sta venendo una bella erezione!” - lo
punzecchiò lei.
-“Per pietà! Basta!”
Evviva il solletico!
Sono alla ricerca di amiche che amino il solletico o anche di persone
che vogliano raccontarmi le loro storie in merito al solletico.
Cerco anche chi ha testi, libri, racconti con episodi di
solletico
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