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COPPIA DI
SCHIAVI (1)
Sono Piero, mi piace dominare, a volte solo, altre in compagnia. Oggi
sono con la mia compagna di giochi Gianna, una splendida Padrona, che
si diverte, come me, a sottomettere schiavi di entrambi i sessi.
Stiamo aspettando una coppia di schiavi, con i quali abbiamo già
avuto contatti epistolari e telefonici, ci stiamo preparando a questo
primo incontro, le premesse sono promettenti, le foto ricevute sono
interessanti, noi siamo curiosi di vedere se i due soddisferanno le
nostre attese. Ci aiutiamo a vestirci, l’abbigliamento bdsm
è molto importante, perché dà un impatto
immediato, un’immagine di potere verso i sottomessi. La “mise” di
Gianna la rende attraente, altera e desiderabile. Ella porta al collo
uno stretto nastro di velluto nero che sorregge un cammeo a far
risaltare il biancore della sua pelle cosparsa da deliziose lentiggini,
non sono ancora riuscito a baciarle tutte. Indossa un reggiseno in
pelle aperto contornato da borchie argentate, il suo seno è
così valorizzato, offerto all’ammirazione degli astanti. Gli
slip, naturalmente in pelle nera, sono in sintonia con il resto ed
hanno un lungo spacco che lascia libero il ciuffetto di peli rossi e la
fessura sempre famelica di carezze ed altro…ai piedi porta sandali con
tacchi moderatamente alti, sono aperti in punta e lasciano la
più ampia libertà alle dita.
Io sono a torso nudo, indosso pantaloni neri in pelle, con spacco che
va dal ventre al sedere. Porto stivali di cuoio, senza calze, per
sudare di più.
Sentiamo suonare il campanello, apro la porta per far entrare
Sandra e Marco. La donna è più alta di Gianna, fisico
atletico, che apparirà nella sua radiosa bellezza, appena
spogliata, L’uomo è attraente, virile, sicuramente un bel tipo.
S’inginocchiano subito in segno di sottomissione e restano nell’attesa
di ordini.
Rimprovero Sandra perché si è presentata in ritardo, non
è vero, ma lei si scusa ugualmente. Gianna redarguisce Marco
perché non si è presentato nudo, come da istruzioni,
anche ciò non è vero, ma il poveretto non osa ribattere,
ammaliato dall’immagine superba della Padrona. Li facciamo spogliare,
poi applichiamo dei morsetti ai capezzoli, io alla donna, Gianna
all’uomo, cui sono agganciate delle strisce di cuoio. Dopodiché
li rimandiamo sul pianerottolo e chiudiamo la porta.
Secondo quanto ordinatogli, Marco suona il campanello, ma è
ignorato per almeno cinque minuti. Guardando dallo spioncino vediamo i
due imbarazzati e nervosi per l’attesa, temono che passi qualcuno,
infine risuonano, dopo un po' la Padrona va ad aprire, i due si mettono
immediatamente a quattro zampe ed entrano. Chiusa la porta, Marco
è investito dall’irata Gianna
”Chi ti ha autorizzato a suonare due volte?”
“Ma io avevo capito…” esclama ingenuamente il malcapitato, subito
interrotto
“Come osi contraddire la Tua Dea? Alzati a gambe larghe!” Due sonori
ceffoni si stampano sul volto già rosso d’imbarazzo, poi Gianna
gli applica un anello strizzapalle cui appende un peso che si diverte a
fare oscillare con perfidi colpetti.
Il nostro uomo/oggetto mugola. Io uso un trattamento analogo a Sandra,
non appendo pesi alla vulva, ma le afferro i peli pubici e li strattono
più volte, facendola sussultare.
Con un accurato lavoro mettiamo a ciascuno di loro una sella fissandola
con cinghie serrate sul ventre. Una volta trasformati in una pony
girl e un pony boy saliamo in groppa.
L’atletica Sandra regge bene il mio peso, Marco è
sufficientemente robusto per portare senza problemi la Sua Regina. La
cavalcata, con uso continuo delle briglie crudelmente ancorate sui
capezzoli, serve per addestrare e sfiancare giumenta e stallone. Siamo
affiancati, ma in posizione frontale, mentre bacio appassionatamente la
mia amata porcellina, metto a dura prova la cavalcatura, tanto
più che l’ho costretta ad imboccare la verga dell’altro
“cavallo”, l’amazzone si agita e lo colpisce con i tacchi sulle cosce.
I due non potranno resistere a lungo, infatti, come previsto, crollano.
Non siamo colti impreparati, ma gli schiavi dovranno affrontare le
conseguenze della loro pigrizia ed inettitudine. Fatta alzare Sandra,
la tiro per le briglie, le ordino perfidamente di fare resistenza,
invece, per attenuare il dolore, lei si avvicina, ricevendo delle
strattonate di rimando. Marco è tirato in maniera analoga, in
aggiunta alcuni colpi al pendolo sotto lo scroto lo ammansiscono nei
confronti della sua Signora.
Li guidiamo verso il bagno, dove faremo altri avvincenti giochi. La
schiava prepara un grande contenitore da 2 litri per enteroclisma, con
acqua calda insaponata, io la sferzo negligentemente con un frustino da
equitazione, tanto per tenerla sul chi vive.
Marco è nuovamente trasformato in quadrupede con la Padrona che
gli sta comodamente seduta sulla schiena, ma al contrario, per poter
meglio martoriare il sedere del suo “mustang”. Lo sculaccia a mani
nude, le piace sentire lo sciacc.
Dopo avergli notevolmente arrossato i globi, si dedica al forellino del
suo destriero. Infilati dei guanti da esplorazione, li impomata
di vaselina, poi comincia la penetrazione: prima un dito, poi due, tre,
spinge muove, allarga lo stretto anfratto, indifferente ai mugolii
dello schiavo.
Un vero fist fucking niente male
(Segue )
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