Trailer SM Video
  Novità nel Sito
  Newsmeetings
  Reality
  Fantasy
     Femdom
     Submissive
     Bizzar
  Feet
  Spanking
  Visibility
  Letteratura
  Racconti d'Autore
  Drawings
  On Newspapers
  Fetish Links
  ClubStories
  Dvd sadomaso
 Mappa del sito
  Video Sadomaso
  SM Video

Vocabolario
Cerca


Vai


NewsMeeting
Jul-2010
L M M G V S D
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
»Home »Fantasy  »Bizzar 
ORE DI RIFLESSIONE

Sono una giovane e bella Padrona, amante del piacere e della vita comoda. L'unico tipo di atteggiamento che accetto da parte degli altri è la subordinazione e l'adorazione. Sono molto esigente e per questo preferisco essere adorata da donne. Non sono lesbica. Non ricambio mai le attenzioni che pretendo incessantemente dalle mie serve. Ho scelto di avere solo schiave perché gli uomini sono troppo egoisti, ottusi, goffi. La passione e l'adorazione di cui sono capaci delle abili schiavette mi commuove e supera di gran lunga la prestazione offerta da uno schiavo qualsiasi.
Il mio piacere più grande è sedurre donne che non si ritengono lesbiche. In questi casi il mio trionfo è doppio: il primo è quello di strappare una donna dal terreno dell’ amore eterosessuale; il secondo è quello di farle invaghire di me al punto da ridurle esseri senza più alcuna volontà ed amor proprio. È dolce assistere alla spogliazione di ogni briciolo di dignità da parte di donne che fino a poche settimane prima sarebbero inorridite a questa prospettiva. Mi sento tremendamente potente quando faccio obbedire ai miei ordini una docile schiava. È una sensazione impagabile di piacere.
Oggi dispongo di alcune schiave-cagne che conducono una vita privata autonoma dalla mia, ma che, al mio primo richiamo, corrono ad inginocchiarsi ai miei piedi. Questo non mi basta. Cerco sempre le occasioni più propizie per ingrandire il mio parco-schiave. Di una schiava ormai addestrata apprezzo la consumata abilità e consuetudine nell'esaudire i miei desideri, ma il sapore di una nuova conquista è sempre il migliore. Far scricchiolare a poco a poco i meccanismi di difesa di un'altra donna e condurla a stadi sempre più umilianti di sottomissione è una gioia a cui non rinuncerò mai. Mi stimola sempre dover approntare le trappole e i sotterfugi nei quali andranno a cadere le giovani prede. E confesso che è un salutare esercizio per una Padrona rimettere ogni tanto a punto i proprio strumenti di convincimento per adattarli alle prede più refrattarie.
In questo periodo ho per le grinfie Elena, una brunetta assai carina e appetitosa. Di lei mi aveva subito colpito la sbadataggine e la distrazione. Cameriera in un ristorante che frequento ogni tanto, era assai maldestra nell'accontentare le richieste dei clienti. Mentalmente, ogni volta che l'osservavo, cercavo di figurarmi i trattamenti punitivi a cui l'avrei sottoposta per renderla più efficiente. Non mancavo di fare osservazioni sprezzanti sulla cattiva qualità del suo servizio, fino al giorno in cui l'ho minacciata di rivolgermi al direttore del locale, per lamentarmi del suo inconcepibile comportamento.
A quel punto Elena mi supplicò di non farlo perché questo l'avrebbe rovinata. Accettai le sue suppliche, ma le feci capire che non erano sufficienti e che da lei mi aspettavo qualcosa d'altro. Dal modo in cui mi guardò, intuii che non aveva compreso ciò che intendevo farle, ma capii pure che non doveva essere estranea a giochi d'amore «triangolari». Non mi fu quindi difficile farla venire a casa mia.
Piano piano le ho fatto accettare il rapporto schiava-Padrona, proponendoglielo all'inizio solo come un gioco. Elena è stata molto felice di seguire i miei suggerimenti. Ha scoperto che le piace essere diretta dalla mano forte di una donna più esperta e così mi obbedisce. Mi serve in poltrona, mi fa manicure e pedicure, mi lava i piedi, me li bacia e me li lecca con autentica devozione.
Mi pettina il sesso peloso e morbido; lo profuma e lo slinguetta con perizia facendomi godere molto. Una volta, dopo aver orinato in bagno, sono tornata in salotto, mi sono accomodata in poltrona senza essermi asciugata e ripulita il sesso e, a gambe larghe, mi sono fatta pulire le labbra della fica e i peli dalle gocce dorate restate appiccicate dalla «cagnetta» Elena. Lei l'ha fatto, ma storcendo il naso.
Questa cosa non le piaceva.
«Non farmi più fare una cosa così schifosa!» supplicò Elena. Inconcepibile!! Per quel giorno non le dissi altro, la feci rialzare, rivestire e la congedai. Mi proponevo di riprendere il suo addestramento proprio dall'assaporamento della mia pioggia dorata. E la volta seguente fu proprio così. La feci spogliare nuda e, dopo averle fatto assolvere i soliti rituali di adorazione del mio corpo, le ho legato le caviglie e l'ho obbligata a stare inginocchiata dinanzi a me. Quindi le ho fatto tenere in mano un recipiente di vetro a imboccatura larga, le ho ordinato di avvicinarlo al mio sesso e, dopo aver tenuto ben aperte le labbra della mia fica, ho cominciato a pisciarci dentro. Ho riempito circa un terzo del recipiente. Elena si faceva man mano più seria intanto che il liquido dorato si accumulava. Sono una persona comprensiva. Mi rendo conto perfettamente che apprezzare il sapore dell'orina, per quanto possa trattarsi di quella «sacra» di una Padrona, è una cosa che richiede tempo. E così, per quel giorno, ero pronta ad accontentarmi di un atto simbolico di umiliazione di Elena a proposito della mia pioggia dorata: doveva berne solo un calice, davanti a me, ai miei piedi. Poteva bastare per quella volta. Elena invece fece una cosa che non doveva proprio fare. Prese il calice ricolmo del prezioso liquido e lo infranse a terra. Poi cominciò a singhiozzare.
«Non ne posso più... è un inferno... tu sei pazza!!»
Non ci ho più visto: «Brutta troietta schifosa, osi rifiutare alla tua Padrona quello che centinaia di altre schiave sarebbero pronte a fare di corsa?! Non penserai di tirarti indietro! Ti farò rimpiangere amaramente il tuo gesto!!» Le legai anche i polsi, la feci rialzare e la trascinai in cantina. Il sotterraneo lo uso per i trattamenti più vigorosi. Tra le varie attrezzature di cui dispongo c'è una croce a forma di X. Era quello lo strumento che volevo far assaggiare a Elena per fargliela pagare. Le legai saldamente polsi e caviglie alle quattro estremità della croce e le chiusi la bocca con un grosso bavaglio. Non volevo sentire insulti o altri lamenti e promesse. Doveva pagare e avrebbe pagato. Figuriamoci! Rifiutarsi di bere l'oro liquido della propria Dea!!
Per sei ore la lasciai in quella posizione; in croce a gambe spalancate, ma ogni quarto d’ora  la frustavo sulle cosce e sul seno mirando ai capezzoli e sul sesso facendo partire i colpi dal basso in modo da centrare ed entrare nella sua fighetta che lei non poteva serrare in alcun modo. Finito di frustarla le appendevo alle labbra del sesso due morse dalle quali pendevano dei piccoli anelli con infilati alcuni pesi. Il trattamento funzionò.
Dopo sei ore Elena era un’altra. Vedevo che stava per cedere e necessitava solo una piccola spinta di .. incoraggiamento. Avendomi chiesto di liberarla perché doveva fare la pipì, la lasciai dov’era e com’era imponendole di farla !
Dopo molte esitazioni più potè il  bisogno che non la vergogna e la paura. Presi una grossa spugna e la misi sotto il fiotto impetuoso della sua pipì. Dopo pochi secondi la spugna era zuppa e per non perdere il resto della sua pisciata le pizzicai forte con le unghie le grandi labbra. La contrazione per il dolore le fece fermare il flusso ed io mi dilettai a passarle la spugna sul suo corpo e sul suo viso bagnandola della sua stessa pipì. Poi le ordinai di pisciare ancora e la minaccia di altri tormenti  se non l’avesse fatto dubito. La spugna si riempì ancora e ancora le feci assaporare il suo liquido sul corpo e nella bocca.
Avevo vinto perché Elena si dichiarò pronta ad ubbidire a qualsiasi mio ordine purché la liberassi e le concedessi una tregua.
Oggi Elena riceve la mia orina in bocca direttamente dalla mia fica. Si sistema sotto di me, a faccia in su e bocca spalancata, con la testa adagiata in un catino vuoto. Così tutta la piscia che non  beve le cola direttamente sui capelli senza andare persa. Delizioso! Ed Elena sa che mi aspetto ancora molto da lei...
                                                                                                                          Ingrid



ClubStories  Drawings  Dvd sadomaso  Fantasy  Feet  Fetish Links  Letteratura  Newsmeetings  Novità nel Sito  On Newspapers  Racconti d'Autore  Reality  SM Video  Spanking  Trailer SM Video  Video Sadomaso  Visibility