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EDOARDO E DIANA -I pensieri di una schiava sottomessa
Un servizio fotografico può
essere occasione anche di un’analisi del carattere di una persona o del
temperamento di una coppia. Edoardo, anzi Edo per gli amici, è
legato profondamente alla sua compagna di vita e anche di giochi.
I loro sono sottili giochi di equilibri, quegli equilibri che
tengono unite le coppie più di quanto possano fare solide ed
immutabili certezze che, spesso, sotto la spinta di eventi e con
l'erosione del tempo, cedono di colpo e con gran fragore.
Diana è creatura che, pur giovane, per molti aspetti sembra
d'altri tempi. "Non lo fò per piacer mio, ma per ..."
sembrerebbe essere la sua filosofia S/M.
Tutti noi (o almeno i praticanti) ben conosciamo la triste
realtà di femmine poco convinte che fanno qualcosina pur di non
scontentare il maritino. Non molte, ma ci sono. A prima vista Diana
può dare questa impressione, ma così non è
perché il suo lento procedere iniziale null'altro è se
non un modo per farsi corteggiare, per farsi desiderare, per dare -
come dame d'altri tempi - il modo al loro cavaliere di dimostrare e
comprovare tutta la passione e tutto l'interesse.
"Mi vuoi legare con le catene? Vuoi che sia la tua schiava
sottomessa ? Mi vuoi nuda ed indifesa alla tua mercé o di
qualche tuo amico? Mi vuoi sottoporre a qualche bizzarra tortura,
ad una tortura sessuale? Vuoi farmi foto nuda e legata per
poi esibirmi in rete dove migliaia di occhi mi vedranno?
Sì, mi sta bene, ma lo devi volere veramente. La tua passione
accenderà la mia passione, e più essa sarà alta,
più sarà alta la mia".
L'equilibrio di cui prima dicevo è proprio questo. Una continua
sfida con le prove e controprove. Non una sfida fine a se stessa - come
talvolta donne isteriche intraprendono con i loro partner - ma una
sfida finalizzata a misurare costantemente la temperatura di un
rapporto e ad accendere automaticamente le micce di riscaldamento. Ed
ancora, a ben chiarire la sua reale natura, c'è il suo
non-voler-sapere.
La schiava se si vota nelle mani del suo Padrone non pone domande, non
cerca in tutti i modi di capire e carpire cosa succederà. Diana
- da quanto so io - è andata un sabato pomeriggio con Edo a
trovare un suo amico. Cosa sarebbe successo? E questo amico di Edo cosa
le avrebbe fatto? Quali erano gli accordi intercorsi tra i due uomini?
Su tutto ciò mistero fitto, però mistero accettato. Anzi
mistero voluto perché il bello - dice Diana - è proprio
il non sapere cosa accadrà.
Appuntamento al buio?
Nell'avvicinarsi al momento fatidico, maledire e subito dopo benedire e
subito dopo rimaledire - irrigidendosi - per poi ribenedire -
sciogliendosi - e così un'altalena fino al momento della
verità, il momento in cui se il Padrone ama veramente la sua
schiava, ogni cosa, anche la più severa, viene fatta bene ed
è all'interno di una logica. Le foto di questo servizio hanno
dunque questo commento. Sono il viaggio di Diana verso questo mistero
carico di questi significati e sono il modo per amare e scoprire di
essere amata veramente.
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