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GRUPPO MORALITA' PUBBLICA
Prima parte
Lione 1959 –
Il Gruppo per la Moralità Pubblica denominato “GMP”, attivo e
vigile su ogni aspetto della vita famigliare e sociale nella
città, ha costituito un suo Tribunale Speciale per giudicare su
segnalazioni di uno o più appartenenti al gruppo ogni caso in
cui si ravvisi una qualsivoglia violazione delle regole di
moralità stabilite dallo statuto.
Giselle, fidanzata con un giovane impiegato di banca di Lione, anni 24,
commessa in un negozio di articoli sportivi, è stata vista da
varie persone parlare di atteggiamento sospetto con un avvenente
sciatore, noto per le sue continue avventure galanti.
L’uomo, con la scusa dello sport, è quasi ogni giorno nel
negozio ove lavora Giselle. Il fatto è sfuggito al suo
fidanzato, ma non è sfuggito ad un certo numero di soci
che hanno portato il “caso Giselle” alla riunione settimanale del
Consiglio Direttivo dell’GMP che, sentite tutte le testimonianze, ha
decretato che non era necessario sentire l’interessata che veniva
giudicata, seduta stante, colpevole di comportamento immorale di primo
grado.
Nella scala della gravità delle colpe, la più leggera
è quella di primo e si può arrivare fino al quinto grado.
Per il grado quarto o quinto è necessario che il colpevole
e la colpevole confessi pienamente la sua colpa durante un
interrogatorio di tipo inquisitorio (cioè con la costrizione
fisica). Per i primi tre gradi non è necessario che il colpevole
o la colpevole confessi la sua colpa, ma è sufficiente che il
Consiglio Direttivo decida colpa e pena.
Naturalmente per gli ultimi due gradi la confessione è
necessaria perchè la pena è molto dura, cioè una
punizione corporale che può essere suddivisa in due o tre
sedute nelle quali vengono applicate una serie di punizioni
corporali molto severe.
Ogni seduta non è mai inferiore alle tre ore consecutive di
efferati tormenti che lasciano la colpevole sfinita nel fisico e anche
nel morale per la tremenda umiliazione di essere punita da un uomo
incaricato della bisogna..
Le pene corporali sono inflitte con severità e comprendono
sempre la fustigazione, la tortura del cavalletto, la tortura della
gogna, i morsetti ai capezzoli che vengono stretti progressivamente.
Nei casi più gravi si applica anche la tortura con gli
aghi che vengono messi nelle parti più sensibili come i genitali
ed il seno senza mai trascurare i capezzoli. Gli aghi nei
capezzoli fanno sempre urlare come forsennate le colpevoli che
così espiano la loro colpa e si convincono che è
meglio non uscire dalla retta via della vita morigerata.
Fra i tormenti sono previsti anche i torchi mamillari
che sono una derivazione di una antica tortura turca che veniva
applicata dagli ottomani nei confronti delle cristiane
catturate e sottoposte a mille crudeli torture per il piacere dei
loro seviziatori.
Non manca neppure l’umiliante pena della sodomizzazione tramite
sodomizzatori di svariate misure e forme. Semplici cilindri oppure a
forma di uovo o cuneiformi.
Nel lungo elenco delle possibili pene corporali
ci sono anche i pesi ai capezzoli fissati agli stessi
tramite dei morsetti di metallo che già di per sè
sono dolorosissimi, nonchè il tormento del gocciolamento della
cera calda proveniente da ceri che sono forniti
appositamente dalla curia parrocchiale. Sono candele grosse di cera
d’api che lasciano cadere gocce di cera calda estremamente dolorose.
Nel caso di Giselle, il Consiglio Direttivo ha valutato la giovane
età della colpevole ed il fatto che era la prima volta che
veniva segnalato un suo comportamento scorretto.
Giselle è stata destinata ad una seduta disciplinare presso il
Penitenziere Aggiunto, un uomo molto diligente, scrupoloso che funge da
aiutante al Penitenziere Capo.
Egli riceve nel suo ufficio Giselle che ha saputo solo che deve recarsi
da lui senza saperne il motivo. Facendo lei parte dell’GMP
perchè iscrittasi al seguito dell’iscrizione del suo fidanzato,
Giselle ha già intuito che le succederà qualcosa e pensa
di avere capito la causa dei suoi prossimi guai. Le dispiace
perchè quel ragazzo è un tipo interessante, bello, con
cui è piacevole parlare e magari... Ma Giselle ha capito
che è una trappola e che non può fare nulla senza
che oscuri delatori l’accusino.
Piena di paura Giselle ascolta il Penitenziere che le illustra la
sua grave colpa e le anticipa il castigo.
(Fine prima parte)
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