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Lei capiva quando ero allo stremo ed allora mi lasciava qualche secondo
di tregua.
Poi, ordinandomi di restare nella stessa posizione, si è messa dietro
di me, dandomi ancora molti colpi tremendi di frustino sul culo.
La mattinata è proseguita con io che ho fatto le pulizia di casa,
pulito il bagno e lei che leggeva comodamente in poltrona finchè si
è vestita elegantemente e siamo usciti per andare a pranzo in un ristorante
che aveva scelto lei. Ma, prima di uscire, mi ha infilato un piccolo
fallo nel sedere fissato da cinghie e questo mi ha causato un muovermi goffo
e impacciato.
Al ristorante lei ha ordinato ed anch’io, ma al cameriere lei ha detto “No,
al signore qui porti pure una tazza di brodo” e quando è
arrivata non ho potuto neppure bere il brodo.
Il cameriere forse la conosceva e sorrideva ironico nei miei confronti.
Penso che anche altre persone abbiano capito perchè puntati
su Vera, bella ed elegante, c’erano gli sguardi di tutti e si capiva
benissimo che io non contavo nulla.
Ritornati a casa, mi ha fatto finalmente togliere il fallo e lei si è
cambiata l’abito indossando un vestitino mini di pelle e stivali alla coscia.
Era una vera Mistress, come quelle dei film!
Ho sentito che telefonava e quando siamo scesi c’era un suo amico con una
Mercedes fiammante che ci attendeva e con l’auto ci siamo
diretti alla periferia fino ad imboccare una stradina e da lì siamo
penetrati in una vecchia fabbrica in disuso.
Ormai era buio e solo i fari potenti della macchina illuminavano la scena
con la Mistress che si era tolta la pelliccia ed appariva in tutta la sua
bellezza che contrastava con la bruttezza del posto squallido, polveroso.
Tutto incuteva paura. Lei, minacciosa col suo frustino, il posto deserto,
l’uomo rimasto al volante della macchina... Ho dovuto spogliarmi completamente
e qui è iniziata la più dura esperienza della mia vita perchè
la Mistress era una belva assatanata delle mie implorazioni a non colpirmi
così forte, a non farmi strisciare in quel porcile, ma lei sembrava
solo divertirsi nel vedermi dolorante e terrorizzato anche perchè ogni
tanto pensavo che lì ero veramente in loro balia.
Ma non avevo molto tempo per pensare perchè il dolore della frusta
si mescolava al freddo, al terrore.
Se avessi ricevuto gli stessi colpi in un ambiente chiuso come una casa
riscaldata, sarebbe stato tutto diverso. È qui che ho capito cosa
è la vera sottomissione, ho capito cosa significa sentirsi completamente
in balia di un Essere Crudele che gioca per il suo piacere senza tenere minimamente
conto dello schiavo.
Lì saremo restati forse un’ora e, risaliti in macchina, abbiamo
fatto ritorno a casa dove mi ha concesso una doccia calda ed una tazza
bollente di caffelatte.
Sono rimasto da lei fino quasi a mezzanotte in un susseguirsi di punizioni,
umiliazioni, ma per quanto dure mi sono sembrate nulla in confronto all’ora
passata in quel capannone, trattato come una bestia.
Esperienza da ripetere. Non vedo l’ora di avere ancora la possibilità
di una settimana di ferie e di andare da lei. Qui ho il suo numero di
telefono e conto di chiederle di dedicare ancora una giornata a questo misero
schiavo.
Leo
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