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RICORDI DALLA SPAGNA
Per le vacanze di Natale mi sono concesso quindici giorni a Barcellona
assieme ad un gruppo di amici ed amiche.
Io non ho la ragazza perchè la voglio trovare
come piace a me, ossia Padrona dalla testa ai piedi.
Anche se ero con altri amici, mi sono preso tutti gli spazi che ho voluto
per soddisfare il mio bisogno di essere schiavizzato.
Ho girato negozi, visitato professioniste ed ho avuto due buone esperienze,
ma voglio soffermarmi sulla seconda.
Tramite un giro piuttosto complicato sono entrato in contatto con una Dominatrice
assolutamente speciale. Lei tiene uno schiavo per una intera giornata, in
pratica dalla mattina fino alla sera tardi. Il costo non è basso, ma
ne vale la pena perchè dopo un’esperienza del genere uno non è
più quello di prima.
Alle 10 del mattino ho suonato il campanello di casa sua e sono salito.
Mi ha aperto la porta in vestaglia, tutta assonnata perchè era
ancora a letto.
Mi ha fatto subito spogliare e indossare un perizoma di pelle.
Il suo atteggiamento era gentile, ma deciso.
Ah, dimenticavo di dire che Vera è una bellissima donna spagnola,
non molto alta, procace , tra i 30 ed i 35 anni.
In cucina ho dovuto subito orientarmi per preparare un vassoio con caffè,
spremuta d’arancia e biscotti e portarle la colazione direttamente a
letto.
Mentre faceva colazione sono andato in bagno, su suo ordine, per riempire
la vasca versando poi il bagnoschiuma.
Quando ha finito la colazione è montata a cavalcioni sulla
mia schiena e l’ho trasportata in bagno dove ad occhi chiusi le ho tolto
la vestaglia, sbottonato la giacca di un pigiama di seta e sfilato i pantaloni
e lei si è immersa nella vasca.
Solo allora ho potuto aprire gli occhi ed inginocchiarmi accanto alla vasca.
Mi è stato concesso di insaponarle la schiena, i piedi e quando
è uscita io ho dovuto, ad occhi chiusi, avvolgerla in un ampio asciugamano.
Dalla stanza da bagno ci siamo poi trasferiti in un’altra stanza dove c’era
un lettino per i massaggi. Lei vi si è distesa sopra togliendosi
l’asciugamano ed io, tenendo gli occhi sempre chiusi, ho iniziato il massaggio
con le creme a disposizione, soffermandomi a lungo sui piedi come da suo ordine.
Alla fine del massaggio lei mi ha fatto inginocchiare e mi ha interrogato
chiedendomi se avevo aperto gli occhi; io ho confessato
che non avevo resistito.
Due violenti ceffoni mi sono arrivati sul viso accompagnati da uno sputo
in piena faccia.
Ho chiesto scusa, ma lei era infuriata. Con un frustino mi ha percosso duramente
la schiena lasciandomi a terra senza fiato.
A quel punto non osavo più muovermi ed ho sentito il chiaro rumore
scrosciante di lei che faceva la pipì in un contenitore.
Quando mi ha concesso di tirare su la testa ho visto che, effettivamente,
aveva fatto la pipì in un catino di plastica. Forse era la pipì
di tutta la notte perchè era piuttosto abbondante. Sono stato condotto
per un orecchio davanti al catino e, stando carponi, mi ha immerso la testa
dentro, premendomi la nuca con il suo piede.
Dopo una trentina di secondi ha tolto il piede ed io ho potuto
respirare. Poi ancora giù nella sua pipì con l’impossibilità
di tirare su la testa e senza respirare.
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