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“Mai sottovalutarsi, ma
forse nel
tuo caso occorrerebbe dire “mai sopravvalutarsi...”
Fausto è gelato, non riesce
più a rispondere tenendo testa alla donna. Per sua fortuna torna
l’uomo e Gilda non si preoccupa più del dialogo con Fausto. Lo
fa
sedere per terra di fronte a lei, prende la bibita e si mette
più comoda: un piede (con la scarpa) va a posarsi sulla coscia
dell’uomo ed accavalla l’altra gamba. Un calore improvviso pervade
tutta
la schiena di Fausto, che inspiegabilmente si eccita a quel gesto.
Sfortuna vuole che quel giorno sia andato in spiaggia con il costume a
slip, anzichè con i classici boxer e così gli è
difficile nascondere l’erezione. Accavalla le gambe e mette le mani sul
grembo, ma per Gilda la reazione di Fausto è lampante.
Così lo tortura un po’, lasciando andare la suola del suo
zoccolo
proprio sui genitali del sottomesso. Anche questi non resiste e si fa
prendere dall’eccitazione, ben evidente sotto i boxer.
“Senti!” fa lei rivolta a Fausto,
“mi fai accendere?” “
“Oh, mi dispiace signora, io non
fumo”.
“Beh, vai a procurarmi un
accendino, allora, non vuoi mica che io debba scomodarmi da questa
bella
posizione?!...”
“Ok, vado”. Fausto ferma il primo
tipo con un accendino, lo chiede in prestito e si avvicina a Gilda.
Sente il suo forte profumo, troppo forte per una che va in spiaggia. Le
accende la sigaretta col suo fare elegante e solo allora si accorge che
a fianco del pacchetto di sigarette della donna c’è un accendino.
“Lei si diverte a giocare con gli
uomini?”
“Moltissimo. Li abbordo, ci gioco e
poi li butto via quando sono stufa. Non è così che si fa
con i veri giocattoli?”
“Ed il giochetto le riesce sempre?”
“Sempre. Come vedi mi sta riuscendo anche con te”. “Come fa ad esserne
così sicura?” “Altrimenti non mi avresti degnata di uno sguardo,
non mi avresti fatto accendere la sigaretta o ti saresti incazzato
quando hai visto l’accendino sul tavolo...”
“Beh questo non vuol dire che lei
mi abbia sedotto... “
“Io invece ne sono certa e posso
giurare che tra non molto tempo farai la fine di questo verme che
è ai miei piedi”.
“Ehi, non esageriamo...”
“Non esagero. In fondo lui è
contento. Non è vero Charlie?”
“Sì, signora, sono
felicissimo”.
“Vedi bello? A ben scavare si
può raggiungere la felicità con molto poco”.
“Non so se riesce a convincermi
delle sue idee” .
“Possiamo scommettere, se vuoi, ma
in genere non lo faccio perchè so di vincere. Comunque ti lascio
una possibilità di scelta: puoi smammare subito e non farti
più vedere oppure puoi trascorrere un week-end nella
mia villa ed assecondare tutte le mie voglie”.
“E sentiamo: che cosa succederebbe
esattamente in questi due giorni?”
“Te l’ho detto, dovrai assecondare
tutte le mie voglie e credo che ci riuscirai visto come sta reagendo il
tuo aggeggio in mezzo alle gambe”.
In effetti, preso dal carisma e
dalle parole di Gilda, non aveva più fatto caso al suo membro,
ormai durissimo. Rosso di vergogna, ma eccitato ed incuriosito, alla
fine Fausto cede: “Ok, ci sto. Proviamo questo week-end. Ma se lei non
dovesse riuscire a ridurmi come il suo uomo?”
“Non accadrà”.
Una pulsazione intensa al membro,
Fausto sente che sta uscendo qualche gocciolina di sperma. Una cosa
unica per lui, non gli era mai capitato senza toccarsi o farsi toccare.
“Va bene signora, accetto senza condizioni. Ma... lui?”
“Oh, Charlie avrà soltanto
un compito di sostegno, mi aiuterà laddove tu non riesca a
farlo.
Sabato mattina ti passerà a prendere alle otto, tu fatti trovare
esattamene qui. Avete capito tutti e due?”
“Sì”, la risposta è
corale.
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