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LA GRANDE
DOMINATRICE
Fausto non nasconde mai il suo sex appeal e non ci tiene proprio a
farlo. Sa di essere bello e piacere e di tale narcisismo ha sempre
fatto
vanto. E d’altronde le ragazze non sanno resistere al suo fascino
mediterraneo. Di avventure ne ha avute in abbondanza e quando ne cerca
di nuove non è un problema per lui portarle a buon fine. Tutto
andava secondo copione per Fausto, fino a quando non conobbe Gilda...
Seduto al bar della spiaggia la
vede, ma inizialmente non le dà conto più di tanto:
è una donna robusta (forse troppo), bruna, con un due pezzi e
degli zoccoli col tacco alto. Ha delle unghie lunghe e molto
curate, sia quelle delle mani che quelle dei piedi. “Deve essere una
gran troia”, pensa Fausto mentre sorseggia la sua bibita fresca.
Seduto per terra a fianco della
sedia sulla quale c’è la donna, vi è un uomo e per Fausto
è curioso il fatto che lei gli accarezzi la testa come se fosse
un cagnolino fedele. Altra cosa curiosa è la bellezza dell’uomo,
un bel fusto sui quarant’anni, brizzolato, apparentemente di gran
classe, se non fosse per quella posizione da sottomesso.
La scena si svolge a meno di due
metri da Fausto, che può così sentire le parole
della donna: “Dì, piccolo, che ne dici d’andarmi a
prendere
da bere?” L’attenzione di Fausto torna sulla stravagante coppia ed in
particolare sulla reazione dell’uomo che prontamente si alza e va al
bar per prenderle da bere. Mentre questo è assente, Gilda lancia
uno sguardo infuocato a Fausto che rimane impietrito: era sì
abituato a sguardi ammiccanti e provocanti di bellissime ragazze, ma
quella donna aveva un non so che di particolare e di sensuale,
nonostante il suo aspetto non fosse dei migliori.
L’uomo torna e porge
rispettosamente la bibita alla sua donna, poi si riaccuccia vicino alla
sedia. Lei non lo ringrazia, sembra che le sia tutto dovuto. Assaggia
la
bevanda, poi si china verso il poveraccio: “Perchè mi hai preso
una granita alla menta, stupido?”
L’uomo la guarda per un attimo, poi
abbassa la testa e risponde: “Credevo che fosse di suo gradimento...”
“Credevi fosse di mio gradimento, eh? Ed invece non lo è”. Detto
questo versa lentamente la granita sulla testa dell’uomo, sul torace e
la finisce dentro i boxer da spiaggia. “Ora torna al bar e prendimi una
limonata, corri!” Lui, desto, corre verso il bar. Gilda si accorge che
Fausto la sta guardando: “È un incapace, non è
assolutamente in grado di soddisfare le mie esigenze. Un giorno o
l’altro lo manderò via e ne cercherò un altro”.
Fausto non sa come rispondere, si
trova in una situazione tra il divertito ed il turbato: “Ha ragione,
non
mi sembra molto sveglio”.
“E tu sapresti fare di meglio?”
Quella donna sapeva di strano a Fausto, ma non fino a questo punto. Che
dire? Meglio la spontaneità: “Beh, non saprei, non credo sia un
modo a me congeniale...”
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