Nel dungeon Mistress Lucrezia tormenta uno schiavo.
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La Padrona, Mistress Lucrezia, (il cui sito
è visibile a questo indirizzo: www.mistresslucrezia.com)
indossa un abitino da urlo: nero, aderente, e con inserti di rete.
Il corpo é snello e curato, le gambe sono nude e ai piedi calza
delle scarpe con tacchi a spillo, nere e lucide. Lo schiavo è a
terra, indossa un collare ed ha gli occhi bendati. La Padrona gli
fa assaggiare i suoi piedi sulla schiena, per pochi istanti, e poi
passa a colpirlo con un paddle. Ad ogni colpo lo schiavo debitamente
ringrazia e sembra andare tutto bene, perlomeno fino a quando alla
Padrona viene in mente di chiedergli se abbia contato i colpi...
La sorpresa nella voce dello schiavo è palese, tanto quanto il suo
rammarico: e allora Lei ricomincia da capo. Gli infligge cinquanta
colpi di paddle, che lui enumera ad alta voce, ed ogni numero è
così scandito: "Ventinove, Padrona; trenta, Padrona" e così via.
Lo schiavo è a quattrozampe, immobile, e la prima serie di colpi
è terminata. Forse per concedergli un pò di respiro, o forse semplicemente
perché così Le gira, la Padrona si siede a cavalcioni dello schiavo,
sulla sua schiena, e da lì gli afferra i testicoli, che manipola
per un pò prima di alzarsi. E' tempo, per lo schiavo, di affrontare
i colpi crudeli del frustino: i segni sono visibili, fin da subito,
segno che ogni colpo è portato a segno con perizia e forza, e la
voce dello schiavo, che a momenti s'incrina, palesa bene quanto
stia soffrendo. Trenta colpi, che lo segnano a dovere e di cui la
telecamera ci mostra impietosamente il risultato: la pelle è rossa,
solcata da strisce scure che non svaniranno tanto presto... Ma Mistress
Lucrezia è tutt'altro che soddisfatta: lo afferra per le palle e
poi gliele lega. Non contenta, gli mette un guinzaglio fissato al
cordino con cui gli ha legato i testicoli e poi si siede nuovamente
sulla schiena dello schiavo. Lo tormenta per un pò, ma quando si
alza inizia la passeggiata più umiliante che io abbia mai visto:
allo schiavo viene imposto di "camminare" da inginocchiato, tirato
dal guinzaglio: in pratica viene tirato per i testicoli... Deve
"camminare" dietro la Padrona, ovviamente.
Ma la nostra Lucrezia è una Padrona capricciosa, che già è stanca
di vedere lo schiavo a terra, perciò lo fa posizionare su un cavalletto,
posizione che permette a Lei un'agevole fruizione di ogni parte
del corpo dello schiavo, capezzoli compresi, che infatti inizia
subito a tormentare: con le unghie dapprima, e poi applicandovi
delle pinze. Ma non le basta: e alle pinze applica dei pesi. Le
sembra forse che lo schiavo non soffra abbastanza, che non sia sufficientemente
provato, perciò prende la rotella acuminata e gliela passa sui capezzoli,
già tesi allo spasimo, e poi sul pene, che si è inturgidito. Ciò
la infastidisce: come si permette, lo schiavo, di farsi venire un'erezione?
Gliela farà passare lei la voglia, gli promette. E mantiene quanto
dice: prende un vassoio colmo di mollette assortite e gli chiede
dove vuole che siano applicate le prime. Lo schiavo, confuso, non
sa che rispondere e solo dietro insistenza di Lei si decide ad offrire,
come parte da torturare, il pene. Pene che vediamo perdere subito
consistenza, non appena il morso feroce delle mollette strappa i
primi lamenti allo schiavo; ma è solo l'inzio, perchè son ben dodici
le mollette che verranno applicate alla carne tenera del pene e
dei testicoli... Ma prima che a queste mollette vengano applicati
dei pesi, viene fissato un cordoncino e tramite questo il pene viene
forzosamente tirato verso l'alto... Dalle mollette. La cera non
può mancare, ovviamente, quindi la Padrona accende un grosso cero
bianco e comincia a far colare la cera sui testicoli e sul sedere,
copiosamente. Come tutti sappiamo le mollette fanno sì male quando
applicate, ma ancor più male quando vengono tolte: ed è a questo
punto che lo schiavo non riesce più a trattenere i gemiti, anche
perchè la crudele dominatrice non stacca delicatamente le mollette,
ma le fa prima ruotare o tendere la pelle, e così facendo ingenera
dolore in una parte già sensibilizzata dal morso della molletta.
Eccole, tutte sulla schiena dello schiavo, le mollette che lo hanno
fatto tanto soffrire... Ma ora c'è la pelle da pulire, perchè piena
di cera, e quale metodo più efficace dei colpi di frustino per levarla
via tutta? Rimossa la cera, Mistress Lucrezia decide di volerlo
in un'altra posizione.
Lo fa stendere a terra, in un altro punto del dungeon, e gli fissa le caviglie ad una barra, tirando la barra verso l'alto con un argano. Ora la schiena dello schiavo è parzialmente fruibile, mentre lo sono totalmente lo scroto ed il pene, esposti per via delle gambe tenute distanziate dalla barra.
Con un flogger la Padrona colpisce decisa la schiena, poi passa al calpestamento: con la scarpa schiaccia i testicoli dello schiavo senza pietà, poi decide di levarsi la scarpa e di proseguire nel tormento a piede nudo.
Ma ora le scappa la pipì, e quale posto migliore per farla che sullo schiavo inerme?
E' tanta e quindi la Padrona si sposta, trattenendo il flusso, per bagnarlo ovunque...






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