Serenity,
slave da usare, prende il diploma.
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il video
In un caldo pomeriggio estivo, Serenity ed io stiamo conversando
su Skype. Lei mi racconta di quanto le piaccia essere esibita, e
di come vorrebbe fornire al suo Padrone una prova della sua sconfinata
dedizione. Lancio per celia l'idea di mettersi nelle mani di sconosciuti,
davanti agli occhi del suo Padrone, per subire prove durissime da
superare per Lui. Serenity ne è fin da subito entusiasta, e man
mano che parliamo emerge chiara la necessità di conservare testimonianza
dell'evento, tramite video. Perchè no, dico a Serenity: Gabbia può
metterti a disposizione un operatore ed un tecnico delle luci per
registrare l'intera sessione. Perchè accontentarsi di un filmetto
fatto in casa, quando puoi avere una qualità professionale? Mettendo
in contatto Serenity con Red, il webmaster di Gabbia, è nato
il progetto che vi offriamo in queste pagine.
Silente.
P.S. I testi che seguono sono stati scritti da Serenity stessa, che ha a lungo fantasticato e, successivamente all'evento, riflettuto e deciso di farci dono delle sue considerazioni.
Immaginando sabato.
"Ecco è proprio questo che io sono, una slave. Una slave da usare.
Sabato il mio Padrone mi darà in prestito proprio per questo, per
essere usata. Usata da un altro Master o forse più, non è importante.
Molto di più conta il fatto d’essere o meno all’altezza, di riuscire
a dimostrargli che tutto ciò che mi è stato insegnato io l’ho imparato
bene e che riesco a sopportare il dolore, che riesco a godere a
comando, che riesco ad essere umile e servile come Lui vuole che
la sua geisha sia, che riesco ad essere degna di Lui. Tante sono
le cose che potrebbero venirmi fatte quel giorno… Sarà legata, bendata
ed imbavagliata. Sarò un pezzo di carne da godere e sfruttare per
il piacere altrui, un oggetto, qualcosa d’indefinito che gemerà
sotto i colpi del cane, della frusta, che verrà imprigionata in
posizioni erotiche e non, solo per poter essere meglio posseduta
da oggetti o da uomini, meglio colpita, meglio frugata, meglio esposta…
Immagino l’ordine ed il tono del Master, che sarà il mio Dom per
l’occasione, quando mi dirà bene spogliati, immagino l’ispezione
accurata, con la telecamera che lo segue passo passo mentre mi tocca
i seni e stringe un po’ i capezzoli, ne saggia la resistenza per
le mollette che userà dopo, immagino la sua mano che mi piega a
novanta e la voce sicura che mi dice apriti e mostrati mentre la
telecamera filmerà la mia figa aperta e perfettamente rasata ed
il buco del culo pulito da abbondanti clisteri preparatori, il suo
tocco sulla mia pelle, la sensazione del suo dito nella figa e nel
culo per vedere se sono pronta ed eccitata…
Non vedrò nulla intorno a me, la benda sugli occhi, che mi ha messo
subito prima di iniziare l’ispezione, amplifica i miei sensi, ogni
volta che qualcosa mi sfiora i miei nervi si tendono, ma non ho
paura, anzi, sono tranquillissima, il mio Padrone è presente, Lui
controlla che non mi venga fatto nulla che io non sia in grado di
fare o sopportare, che non venga ferita da un uso maldestro...
Mi lascio portare ad un cavalletto, lo riconosco quando vengo fatta
appoggiare con lo stomaco sull’asse, sento che mi lega le caviglie
e le mani alla base saldamente, una mano mi sfiora leggera la schiena
e scende sul mio culo, mi accarezza… Aspetto il colpo. Arriverà,
non so cosa sarà, potrebbe essere il cane, la frusta o la sua mano
stessa a mordermi la carne, ma so che arriverà…
Il
dolore bruciante del cane mi fa gemere, i colpi saranno tanti, devo
resistere a lungo, lascio da parte l’orgoglio e lascio che i miei
lamenti escano liberi e liberatori, lascio scaricare la tensione
ma non conto, non lo faccio mai, mi limito ad abbassare la testa
e respirare a fondo, entro in contatto col mio io profondo lascio
al mio corpo la gestione del dolore sapendo che la mia mente è più
forte, ora la mia carne brucia i colpi più ravvicinati, più forti,
arriverò presto al limite, presto non ce la farò più, stringo i
denti, il respiro si accelera ma devo stare concentrata, ogni tanto
s’interrompe e sfiora la mia pelle molto arrossata fiero di ciò
che mi sta facendo e del fatto che io stia lì per lasciarglielo
fare fiduciosa e serena, ancora cinque per parte, conta…
Conto sapendo che non arriverò mai al cinque, uno, è forte, brucia
vorrei che si fermasse, due, accidenti devo sopportare ancora, tre
e poi quattro, ce la faccio e poi il cinque, sì una parte è andata,
ce la farò Padrone non ti deluderò proprio ora, uno, dentro di me
sale l’orgoglio, due il dolore è pazzesco, tre, sono brava, quattro,
sono degna e cinque, sono sua come Lui mi vuole… brava piccola…
lo sento dentro di me che sussurra, sono sfinita, ma il sorriso
sulle mie labbra, ostacolato dalla pallina è comunque ben visibile,
sono tranquilla… Le mani del Master mi aprono bene il culo ed un
plug ben lubrificato entra fino in fondo… Lo sento al mio fianco,
lo sento mentre mi scosta delicatamente i lunghi capelli dalla schiena,
sento il colpo della frusta e d’istinto m’inarco…
Colpisce le spalle colpisce il sedere ancora dolente e pieno del
plug in lattice, i colpi non fanno male ma servono a scaldarmi,
la mia pelle diventa sensibile, si arrossa, così legata non posso
muovermi troppo, posso solo soggiacere alle sue voglie, la sua voce
che mi dice ora vediamo se il gatto lo resisti come sostiene il
tuo Padrone, vediamo se sei abbastanza brava…
La frusta viene cambiata, questa brucia, peggio del cane, peggio
della cera… Il gatto a nove code morde feroce anche sui fianchi…
I colpi si susseguono, forti, lenti, teneri e veloci, un alternanza
continua, che mi mantiene vigile, mi obbliga a concentrarmi al massimo
sulla respirazione, scatti incontrollabili mi portano ogni tanto
a fuggire dalla frusta, ma l’essere imprigionata e quindi il non
poterlo fare mi eccita…
Gemiti
di dolore si mischiano a quelli di eccitazione, il plug mi riempie,
so che la telecamera ha filmato bene il momento in cui me lo ha
infilato dentro, so che ha visto l’ano dilatarsi per accoglierlo
e che dall’altra parte qualcuno pensava sì tutto dentro, fino in
fondo, spingi dai, inchiodala lì quella troietta…
Sapere che il Dom ha provato piacere nel sentire solo una lieve
naturale resistenza, sapere che ha osservato soddisfatto che il
mio Padrone mi ha aperta bene, sapere che forse vorrà togliersi
lo sfizio e mi onorerà della sua carne, mi da alla testa, l’eccitazione
sale… Mentre penso a questo i colpi del gatto sono cessati, il mio
corpo è riuscito ad adattarsi, sono stata abbastanza resistente,
Egli sarà fiero della sua schiava… Mani sicure armeggiano con le
corde che mi imprigionano, sicure e ferme mi forniscono il sostegno
cui appoggiarmi e mi accompagnano alla mia prossima prova… Mi appoggiano
al muro, le braccia sopra la testa vengono fissate alla croce, le
gambe aperte vengono legate all’altezza delle caviglie… Dita sicure
e dure stringono i miei capezzoli, prima uno, poi l’altro, poi insieme,
tirandoli in alto, in basso, stringono forte, li sfiorano soltanto,
giocano un po’ svogliate… Poi l’attenzione si focalizza su un seno
solo, sento la morsa di una molletta chiudersi sull’abbondanza del
mio petto, un’altra vicina, ancora una, ancora, ora il capezzolo
e circondato e ben teso, la fitta pungente che sento quando anch’esso
viene pizzicato mi fa trattenere il fiato, anche l’altro seno subisce
lo stesso trattamento… Le mani del Master scendono accarezzandomi
i fianchi fino alla mia figa…
Una corda mi cinge intorno alla vita bloccandomi il plug dentro
e un nodo in punto strategico stuzzica da impazzire i miei centri
del piacere… Sento tendere le grandi labbra, sento le mollette che
una alla volta vanno a imprigionare quella tenera parte di me… Sobbalzo,
il respiro affannato, le mani che mi accarezzano i pesi che presto
mi tireranno la carne… La mano si scosta e la legge di gravità chiama
a se ciò che essa ha lasciato cadere, ma non giungono a terra, no
i pesi sono fissati bene e tendono le mie grandi labbra torturandomi
di piacere, mi bagno e sono lì lì per godere… Mi toglie piano le
mollette intorno al capezzolo lasciandolo prigioniero di un’unica
clamp… Poi anche qui i pesi… E’ la prima volta che li uso in assoluto,
con Lui non li abbiamo mai utilizzati, è il regalo che ho voluto
fargli, una specie di tesina bonus, ho chiesto in privato di poter
superare alcuni livelli in modo diverso, per regalargli tutta la
mia devozione e fedeltà attraverso un maggior dolore, per fargli
sapere che lo adoro e che sono totalmente sua…
Immagino
la sua faccia stupita, immagino il produttore che gli spiega che
questo è un mio regalo, che attraverso il superamento di questo
mio limite voglio celebrare la mia felicità di portare il suo collare
costantemente… Una mano gentile mi libera dalle clamps, i seni più
leggeri sembrano gioire, ma presto verranno accarezzati dalla frusta,
non il gatto, ma una con strisce più larghe, che li renderà turgidi
e duri, pronti per essere legati e cosparsi di cera calda… La frusta
si abbatte ovunque, sulla figa, nell’interno coscia… Sono così eccitata,
mi sento su di giri, essere usata così mi da la carica, essere legata
e bendata mi porta ad avere sensazioni molto forti, spostata da
una parte all’altra del dungeon come un pezzo di carne qualsiasi
è per me il massimo, il fatto poi che non mi si dica nulla ma che
mi si metta in posizione e basta è da libidine pura… Un oggetto…
Libera dalla croce, attraverso la stanza, mi siedono su un tavolo,
gambe aperte le mani dietro la testa… Una corda comincia a stringersi
intorno al mio busto, ai seni, ogni tanto una mano mi tocca tra
le gambe tirando la corda che mi trattiene, il plug viene spinto
bene a fondo, i complicati nodi del bondage stringono la mia carne
lasciando libere, solo le parti che interessano per la cera, i seni
e la figa… I seni scuri, stretti nella morsa, i capezzoli sensibilissimi,
questa volta urlerò, lo so io, lo sa il Master, lo sa chi mi vede,
tutto è stato fatto per farmi gridare… Alle caviglie hanno fissato
un separatore, non potrei chiudere le gambe neppure volendo, una
mano ferma sulla spalla mi ordina di coricarmi, le braccia sopra
la testa legate al tavolo ora mi lasciano alla completa mercee di
questo Dom...
Un’altra prima esperienza si spiega davanti a me, mentre le gambe
si sollevano lentamente portandomi ad una semi-sospensione, lasciandomi
solo con parte della schiena appoggiata, così da essere in totale
mostra alla camera e in totale offerta, pronta ad essere violata
sempre di più…
La
corda intorno ai miei fianchi viene sciolta ed il plug tolto, ora
sei ben aperta, ora mi diverto… Le prime gocce di cera sono tremende,
urlo, proprio come sospettavo, non posso non farlo, a questo punto
sono anche un po’ stanca, così scarico la tensione, riporto tutto
su un piano fisico-psicologico più accettabile, urlando aumento
ancora la mia resistenza e so che il mio Padrone è fiero di me e
che mi osserva orgoglioso, so che chi lo guarda l’invidia un po’,
so che chi mi vede vorrebbe essere al suo posto… Goccia dopo goccia,
i seni vengono tinti dal rosso della cera fusa. Goccia dopo goccia,
le candele scendono lungo il mio corpo, la prossima meta sarà la
mia figa, spero di essere in grado di fare quanto chiesto, spero
di poter essere oggetto fino in fondo, come merita questo Master
così abile da riuscire a portarmi dove vuole attraverso il dolore
ed il piacere… Sento chiaramente l’aumentare del calore, capisco
che sta usando più di una candela, sono pronta, ce la farò, terrò
duro, stringerò i denti, gli lascerò fare ciò che vuole di me…
Dio mio che cosa pazzesca, per fortuna sono ben legata altrimenti
mi sarei fatta male per lo spasmo, è peggio di quello che temevo,
è atroce, ma è solo un attimo, Lui capisce, non osa ripetersi ancora,
gira intorno, sull’interno coscia fa altrettanto male, ma mi è più
facile digerirlo come dolore, improvviso ecco che ripassa, trattengo
il fiato e mi contraggo, la respirazione riprende accelerata, la
sua mano dolcemente mi accarezza, brava, così, non ha potuto non
dirmelo, deve darmi forza, ormai siamo in simbiosi, lui può se io
posso, io posso se lui mi da forza, anche così con una carezza od
una parola, è sufficiente…
Trovo
la forza di respirare lungo, la pallina porta ormai impressi i segni
perenni dei miei denti, sono nuovamente carica, lo sente, lo vede,
la cera cola sul mio corpo inerme… Soddisfatta di me stessa, giaccio
lì, offerta come una prostituta qualsiasi, ma senza subirne l’umiliazione
degradante, se mi vuole mi userà, se non mi vuole potrà sempre farmi
godere come premio, se non lo merito rimarrò così, ma senza sentirmi
svilita… Nel bdsm il sesso centra poco, ma certe volte entra in
gioco qualcosa di più, l’intimo bisogno del corpo di proseguire
la dominazione della mente e degli oggetti anche con la propria
carne, di assoggettare fino in fondo e totalmente corpo, mente e
anima… Io sono consapevole che forse non verrò usata così, ma un
po’ mi spiace, mi toglie un po’ il piacere d’essere oggetto, così
legata poi sarebbe difficile non godere più e più volte senza ritegno
come una vera troia… Il Dom si accorge che sono bagnatissima, anche
la camera può notare i piccoli spasmi del mio bacino e il lucido
brillare della vagina… Un dito penetra la mia figa, stantuffa, al
primo si unisce un secondo, l’aria si riempie del profumo dei miei
umori, l’eccitazione diventa palpabile… Un dildo artificiale mi
riempie, poi comincia a muoversi, su e giù, dentro e fuori, qualcosa
mi stuzzica spietato il clitoride vibrando… Gemo incontrollata,
l’orgasmo dietro l’angolo, poi tutto si ferma, le gambe si abbassano,
i piedi tornano a toccare terra, le mani non più vincolate al tavolo
mi vengono portate dietro la schiena e fissate nuovamente tra loro…
Ora sul tavolo sto a pancia in giù, verrò sbattuta come mai, figa
e culo…
Sono lì fradicia, vogliosa e ubbidiente, in attesa spasmodica di
un gesto, una parola, qualcosa… Dita ferme armeggiano nuovamente
con il buco del mio culo, sento che un dito mi penetra, da solo
un po’ di fastidio, sì troia te lo sei proprio meritato, eccoti
la ricompensa… Vengo inculata con forza, c’è dolore, ma è sopportabile,
il mio capace Padrone mi ha ben preparato e l’eccitazione gioca
il ruolo più importante. Sotto i suoi colpi, sento il mio corpo
cedere, la sua mano schiaffeggia le natiche, neppure nel momento
del piacere il dolore deve essere assente, godere imparando a scindere
il dolore dal piacere è l’ultima lezione che devo mettere in pratica,
i seni stretti dalle corde così compressi cominciano a dolere, l’onda
dell’orgasmo va e viene, la mia mente si concentra, il dolore diventa
mezzo, il cazzo del Dom esce dall’ano e mi sfonda la figa, è orgasmo!
Forte! Violento! Intenso… Un urlo selvaggio e animale mi sale dal
profondo, sfinita mi accascio, il Master mi sta innondando di sperma
la schiena… La telecamera si spegne… Il mio Padrone è accanto a
me, mi libera la bocca, mi sfiora le labbra con un bacio, come quando
siamo in sessione… promossa sussurra, sorrido, felice…"
Ricordando sabato Scrivere
questa pagina è una delle cose più difficili che io abbia fatto
fino ad ora nella mia vita di slave... Alcune settimane fa sono
stata contattata dal webmaster del sito gabbia, voleva realizzare
un video di bdsm, dove la slave fosse una persona reale, una che
si poteva incontrare tutti i giorni nel forum o nel blog di gabbia,
una schiava fedele e devota al proprio Padrone, l'onore della scelta
era ricaduto sulla mia umile persona... Essendo esibizionista, il
fatto di essere ripresa mi dava una carica notevole e come ogni
slave che si rispetti giro la domanda al mio Padrone, così che i
due Master possano venire in contatto e discutere sul come, dove
e quando... Inutile dire che la cosa mi eccitava davvero molto,
essere il giocattolo sessuale e non, di qualcuno è bellissimo per
me, ma essere addirittura prestata e filmata mentre venivo usata...!!
Gli accordi vengono presi, si butta giù una qualche idea, ma fino
ad una settimana prima non sapevo bene ne il giorno ne chi ne cosa
o come... La sera di venerdì il mio Padrone mi lascia sola a casa
con una scusa plausibile, sa che devo prepararmi, che devo trovare
la giusta concentrazione, il giusto stato d'animo, nel video avrò
una maschera per ovvie ragioni di privacy, sono bollate le pornostar
figuriamoci le bdsmer, tuttavia nel pomeriggio sono andata a farmi
i capelli, vezzo femminile che mi aiuta a sentirmi a posto ed in
ordine, la sera un bagno tonificante e rilassante con un nuovo bagnoschiuma
al tea verde acquistato appositamente per l'occasione e poi depilazione
totale, accurata e ripetuta la mattina successiva, il mio corpo
deve essere perfetto per qualsiasi uso vogliano farne...
All'una di notte, come da abitudine quando non siamo insieme, arriva
la sua telefonata, si informa su come sto, su come ho passato la
giornata e mi conferma il suo arrivo per l'ora concordata l'indomani,
poi mi da la buona notte e un bacio che fra di noi non manca mai,
ma che non ha nulla a che vedere ne col sesso ne con l'amore, è
solo un gesto molto intimo che ci avvicina e ci da tenerezza...
Non dormo molto alle sei sono già sveglia, sono carica come mai,
sono pronta e i clisteri della sera vengono ripetuti così da essere
totalmente a puntino, per sicurezza non berrò neppure nulla se non
acqua in caso di reale sete, resterò vuota fino al termine della
sessione, non ci saranno inconvenienti...
Il
viaggio è lungo, il sole picchia e uccide, Milano è un caos da raggiungere,
sbagliamo strada di poco, causa un'errata lettura di un cartello,
torniamo indietro, siamo quasi arrivati e presto sarò in sessione.
Il nostro ospite è squisito, più volte nel corso del viaggio ci
telefona per darci le giuste indicazioni di rotta, annuncia ad un
certo punto che c'è una novità, ma è al telefono col mio Padrone,
io sento solo che per me sarà una gradita sorpresa, la curiosità
mi assale, lo tormento ma Lui è abbottonato, capisco che la cosa
mi piacerà davvero o non farebbe tanto il misterioso, non sto più
nella pelle ormai, tenermi è difficile, parlo a ruota libera, il
mio morale sale e scende come l'alta marea, ce la farò, non piacerò
al Master che mi usa, posso farcela Tu sei con me, non riuscirò
a esternare le mie emozioni, su e giù, giù e su...
Al nostro arrivo c'è fermento, leggo e firmo la liberatoria, scelgo
la maschera, fa troppo caldo per quella in lattex, ne useremo una
da Dom che mi lascia respirare meglio, e vedo lei... E' vestita
normale, aiuta con le luci, poi inizia truccarsi, è bellissima,
subito temo che sia un'altra slave, poi la sua identità mi è chiara
quando la vedo vestita in dress-code rosso fuoco... Una Domina,
una vera Mistress, farà da contro parte al Master nel video, un
piccolo incidente con le sue scarpe mi permette di rompere il ghiaccio
e umilmente le offro le mie, sono nuove, sandali dal tacco alto
dorati, che su di lei manco a dirlo stanno benissimo, vestita così
poi... Il Dom che girerà con noi arriva per ultimo, ci guardiamo
tra noi, presto si creerà un legame molto forte, presto giocheremo,
il feeling è immediato, a pelle ci sentiamo tutti a nostro agio,
nessun prevaricamento, nessuna ipocrisia, parliamo, decidiamo i
dettagli, poi al Dom viene proposto di leggere il racconto, che
mi era stato chiesto di scrivere per l'occasione, di come mi immaginavo
la cosa, di quello che sarebbe accaduto, per conoscermi e capire
con chi avrebbe giocato, il mio Padrone osserva tranquillo la scena,
nella stanza oltre a Lui sono presenti altri quattro Dominanti,
io sola sono slave, ma sono tutti lì per me, la mia eccitazione
è al punto giusto, scivolo dolcemente nel mio ruolo ed entro in
sessione...
Non
sto a descrivervi il girato, lo potete vedere da voi cosa mi è stato
fatto e quali sono state le mie reazioni nei vari momenti di gioco,
si vedono fin troppo chiaramente e si sentono anche, un dungeon
perfettamente insonorizzato e attrezzatissimo come quello permette
molti sfoghi e molti usi! Avere accanto persone che condividono
il mio stesso stile di vita è una grossa novità per me, fino ad
ora l'unica persona in carne e ossa che ho conosciuto di questo
mondo è il mio Padrone, essere qui oggi è molto importante per me
anche per questo, mi da finalmente l'opportunità di toccare con
mano tutta una serie di concetti che fino ad allora erano per me
solo accademici... Mi spiego meglio, esistono tante tipologie di
Master ed altrettante di sub, tante quante sono le persone che praticano
il bdsm, ognuno di noi da il suo personale contributo e vive la
propria passione a modo proprio rendendo ogni incontro e contatto
un'evoluzione ulteriore della comprensione di questo affascinante
stile di vita, ponendo nuove sfide e gettando diverse basi per le
persone che diverremo...
Durante il girato sono accadute tante cose che ovviamente nel DVD
non si vedranno, c'è stato un episodio in particolare che mi ha
fatto sbellicare dalle risa e che ancora adesso mi lascia un sorriso
tra il serio ed il divertito sul volto... Il Dom stava provando
il cane per capire le mie reazioni e studiare al meglio il modo
di usarmi solo che dopo i primi colpi il cane, forse causa errata
impugnatura, si spezza, "ecco prendi!...crash!" fantastico!, una
di quelle scene che i comici provano e riprovano per settimane e
non viene mai bene, mentre a noi che dovevamo restare seri e concentrati
va a capitare così per caso... E' stato un bene per me, mi ha sciolto
del tutto quella specie di ansia da prestazione che ancora parzialmente
mi circolava nel sangue, ricordandomi che ero essenzialmente lì
per divertirmi e godere dell'esperienza, che non ero lì per dimostrare
ne di essere un'attrice ne di essere miss universo, bensì una slave,
cosa che sono, fino in fondo all'anima, non dovevo fare null'altro
che esser me stessa e tutto sarebbe andato nel migliore dei modi,
come in effetti è poi accaduto... Non provavo alcuna vergogna ad
essere nuda dinnanzi a tanti estranei, sapevo di essere esibizionista
ma averne la dimostrazione pratica è stato molto soddisfacente...
Al termine delle riprese, rilassati e scherzosi, ormai vecchi amici,
mentre mi rivesto, mentre il set viene sommariamente riportato a
semplice dungeon, ci accordiamo per bere qualcosa assieme, è straordinario
essere seduti in mezzo alla gente, sapendo che tutti ci guardano
senza vederci, che tutti ci sentono senza ascoltarci, liberi di
volare, parliamo del più e del meno, scherzando sugli episodi da
candid camera frammisti al video che sono stati tagliati rubandoci
le patatine portate con l'aperitivo...
Riflettendo su sabato. "Come
esprimere a parole ciò che sento? Come poter mettere nero su bianco
la crescita interiore che una giornata simile ti dona? Quali parole
sono più adatte a ringraziare il mio Padrone per avermi scelta e
per avere tanta cura di me come essere umano oltre che come sua
slave? Non credo che nulla di ciò che sto per scrivere riuscirà
a rendere l’idea precisa della gioia, della serenità, del senso
di appartenenza che albergano nel mio cuore… Essere prestata, usata
da altri, filmata e resa degna di essere sua, essere esaminata ed
approvata, sottoposta a prove dure in grado di farmi crescere per
Lui, per me… Quel giorno l’ho sentito accanto come mai prima d’ora,
non avevo bisogno del collare, non avevo bisogno del contatto, Egli
era, e lo è tuttora, presente nella mia mente, accanto a me nel
dolore, con me quando il limite di sopportazione si è avvicinato,
quando l’ho infranto e superato…
Era lì nel mio modo di controllare la respirazione, era lì nel mio
essere sicura di farcela, era lì nel mio essere libera di donare
le urla e le lacrime in virtù dell’obbedienza e del rispetto che
gli porto… Il forte legame che già ci univa ne è uscito potenziato
come mai avrei creduto possibile, non potevo credere che mi sarei
sentita ancora più coinvolta, più presente e più schiava di come
ero prima… Guardarlo negli occhi e sapere cosa vuole, ascoltare
il suo tono dolce e gentile di voce che mi chiede un favore e riconoscere
l’ordine celato sotto, percepire i suoi desideri e riuscire ad anticiparli…
Sono cambiata profondamente dopo il video… Ora so di essere una
vera slave, ora so che questo mio corpo è ben addestrato e che potrà
solo migliorare sotto il mio Padrone, so che posso dare piacere
anche ad altri Dominanti e ne sono orgogliosa… La mia forza e la
mia sicurezza sono motivo per Lui di soddisfazione, vedermi superare
ostacoli che fino ad ora erano parsi insormontabili ha dato ad entrambi
la consapevolezza di quanto siamo fortunati ad esserci trovati,
scelti e donati… Lui mi dona ogni istante il suo pensiero, la sua
attenzione, l’ho percepito come non mai nei suoi gesti appena accennati,
nei fugaci baci attraverso la maschera, nei suoi occhi quando incrociavano
i miei…
Come
mi sono sentita orgogliosa di vederlo soddisfatto di me, come sono
felice di potermi donare completamente senza limiti o paure, so
ora più che mai, che Lui si prenderà sempre cura di me per farmi
diventare la schiava che Lui desidera per se… L’ho sfinito a forza
di parlare, di ripercorrere quella giornata istante per istante,
analizzando ogni momento, scoprendomi diversa ad ogni passo, più
sicura, più ferma nel mio proposito di essere schiava, più libera
che mai… L’avermi permesso di giocare anche con una Domina per esplorare
la mia bisessualità è stato un dono prezioso e dolcissimo da parte
sua, realizzare i suoi progetti su di me mi da grande stima di me
stessa, mi permette di affrontare il mondo a testa alta senza vergognarmi
più di non essere ne bella ne intelligente, ma semplicemente serenity…
Credo che mai avrei potuto crescere tanto senza il suo aiuto, leggere
il piacere nei suoi occhi quando sono riuscita a lasciarmi andare,
a donarmi ad un estraneo perché Lui voleva così, quando, sicura
di me e delle mie capacità, ho lasciato che la paura e l’imbarazzo
di avere così tante persone Dominanti accanto, svanissero come neve
al sole, è stato un momento magico, unico, irripetibile… Ci saranno
altri momenti in grado di segnare così profondamente la mia vita,
non ne dubito, ma non avranno ne lo stesso valore, ne potranno darmi
la forza sufficiente per permettermi di dire con fierezza che io
sono così e che non intendo essere diversa per piacere e ne di piegarmi
ai dettami del perbenismo e di negare la mia indole sub… Ho acquisito
una notevole autostima, ho potuto finalmente rimuovere blocchi psicologici
che mi impedivano di essere felice fin da bambina, un padre orribile
e violento, che rincarava la dose al minimo fiato o lacrima, ha
condizionato la mia vita ed il mio modo di essere slave da sempre…
Con
il mio Padrone non urlavo, non piangevo, non riuscivo in alcun modo
ad esternare il mio dolore, poche volte sono riuscita a chiedere
aiuto e rifugiarmi in lacrime fra le sue solide braccia, ma mai
in sessione, mai nel momento opportuno e giusto… So che pensava
a questo quando mi guardava resistere ai colpi del cane e della
frusta senza fiatare, so che mi incitava a cedere, che lì non mi
avrebbero sentita, che non sarei stata punita per essere umana,
so che ha gioito quando sono stata finalmente in grado di gemere
e poi urlare, dibattermi ed infine piangere… So che non ne ha fatto
parola ne con chi mi stava usando, ne con chi mi riprendeva, ne
con il proprietario del dungeon, era un segreto tutto nostro, la
nostra scommessa personale, una fase importante della mia crescita
al suo fianco. I suoi occhi nei miei che mi incoraggiavano, ho ancora
i brividi se ci penso, ancora mi eccita fisicamente il pensiero
di quegli istanti, quando il limite del dolore arrivava ad essere
infranto e la mia resistenza aumentava, quando credevo di essere
sola in mezzo ai lupi e scoprivo aprendo la mente di avere accanto
invece solamente amici… Mi chiedo quanti amici si sbatterebbero
sotto il sole di questo periodo, in pieno mezzogiorno, solo per
stare un paio d’ore in compagnia, quanti affronterebbero la scomodità
di città sconosciute, di strade infuocate e di macchine via-via
più strette e scomode, solo per stare insieme… Noi l’abbiamo fatto,
perché noi siamo speciali, ci siamo guardati dentro e accettati,
abbiamo visto i pozzi oscuri della nostra anima e ne siamo usciti
migliori, fortificati, forse persino più saggi, sicuramente meno
soli di tanti altri che vivono circondati dalle ipocrisie di una
vita non loro… Noi eravamo lì, con una passione in comune, null’altro
a legarci, chi si conosceva solo tramite mail, chi per amicizia
di lunga data o chi per lavoro, nulla di ciò ha impedito che le
nostre anime si fondessero, semplicemente noi, semplicemente Dom
e sub… Ridendo, il mio Padrone mi schernisce un po’, ora che so
di poter fare tanto, ora che ho avuto la prova da estranei che posso
farcela, quando gli dico che sono proprio contenta di me… Ride felice
di vedermi finalmente più sicura e serena, ride ogni volta che mi
vanto di avercela fatta, siamo felici entrambi…
Mi
sento persino più bella, ieri l’ho trascinato per tutto il mercato
perché volevo una gonna… Vedendomi vi chiederete come oso metterla,
eppure vi assicuro che ci sono riuscita e che mi sono pure sentita
benissimo, anzi, bellissima! Tutto il mio essere è mutato da quando
non mi nascondo più, tutto ha acquisito un nuovo sapore, una nuova
dimensione, il coraggio di guardarsi dentro e dire ho bisogno di
questo e quest’altro, come posso averlo? Non è facile da trovare,
lo ammetto, tuttavia è la cosa migliore da fare per ognuno di noi,
così come io sabato ho capito che se anche faccio vedere che soffro
e ho paura non vengo per questo meno considerata o svilita, che
se non sono in grado subito non è detto che non lo sarò in futuro,
così ognuno di noi dovrebbe comprendere che sono i nostri sentimenti
a renderci unici e preziosi, non i nostri averi o il nostro corpo,
bensì ciò che abbiamo dentro, ciò che ci fa battere il cuore, ciò
che ci rende umani…"
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