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Serenity racconta l'avventura del suo primo video.

Serenity, slave da usare, prende il diploma.
80 Minuti 640x480

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In un caldo pomeriggio estivo, Serenity ed io stiamo conversando su Skype. Lei mi racconta di quanto le piaccia essere esibita, e di come vorrebbe fornire al suo Padrone una prova della sua sconfinata dedizione. Lancio per celia l'idea di mettersi nelle mani di sconosciuti, davanti agli occhi del suo Padrone, per subire prove durissime da superare per Lui. Serenity ne è fin da subito entusiasta, e man mano che parliamo emerge chiara la necessità di conservare testimonianza dell'evento, tramite video. Perchè no, dico a Serenity: Gabbia può metterti a disposizione un operatore ed un tecnico delle luci per registrare l'intera sessione. Perchè accontentarsi di un filmetto fatto in casa, quando puoi avere una qualità professionale? Mettendo in contatto Serenity con Red, il webmaster di Gabbia, è nato il progetto che vi offriamo in queste pagine.
Silente.

P.S. I testi che seguono sono stati scritti da Serenity stessa, che ha a lungo fantasticato e, successivamente all'evento, riflettuto e deciso di farci dono delle sue considerazioni.


Immaginando sabato.
"Ecco è proprio questo che io sono, una slave. Una slave da usare. Sabato il mio Padrone mi darà in prestito proprio per questo, per essere usata. Usata da un altro Master o forse più, non è importante. Molto di più conta il fatto d’essere o meno all’altezza, di riuscire a dimostrargli che tutto ciò che mi è stato insegnato io l’ho imparato bene e che riesco a sopportare il dolore, che riesco a godere a comando, che riesco ad essere umile e servile come Lui vuole che la sua geisha sia, che riesco ad essere degna di Lui. Tante sono le cose che potrebbero venirmi fatte quel giorno… Sarà legata, bendata ed imbavagliata. Sarò un pezzo di carne da godere e sfruttare per il piacere altrui, un oggetto, qualcosa d’indefinito che gemerà sotto i colpi del cane, della frusta, che verrà imprigionata in posizioni erotiche e non, solo per poter essere meglio posseduta da oggetti o da uomini, meglio colpita, meglio frugata, meglio esposta…
Immagino l’ordine ed il tono del Master, che sarà il mio Dom per l’occasione, quando mi dirà bene spogliati, immagino l’ispezione accurata, con la telecamera che lo segue passo passo mentre mi tocca i seni e stringe un po’ i capezzoli, ne saggia la resistenza per le mollette che userà dopo, immagino la sua mano che mi piega a novanta e la voce sicura che mi dice apriti e mostrati mentre la telecamera filmerà la mia figa aperta e perfettamente rasata ed il buco del culo pulito da abbondanti clisteri preparatori, il suo tocco sulla mia pelle, la sensazione del suo dito nella figa e nel culo per vedere se sono pronta ed eccitata…
Non vedrò nulla intorno a me, la benda sugli occhi, che mi ha messo subito prima di iniziare l’ispezione, amplifica i miei sensi, ogni volta che qualcosa mi sfiora i miei nervi si tendono, ma non ho paura, anzi, sono tranquillissima, il mio Padrone è presente, Lui controlla che non mi venga fatto nulla che io non sia in grado di fare o sopportare, che non venga ferita da un uso maldestro...
Mi lascio portare ad un cavalletto, lo riconosco quando vengo fatta appoggiare con lo stomaco sull’asse, sento che mi lega le caviglie e le mani alla base saldamente, una mano mi sfiora leggera la schiena e scende sul mio culo, mi accarezza… Aspetto il colpo. Arriverà, non so cosa sarà, potrebbe essere il cane, la frusta o la sua mano stessa a mordermi la carne, ma so che arriverà…
Il dolore bruciante del cane mi fa gemere, i colpi saranno tanti, devo resistere a lungo, lascio da parte l’orgoglio e lascio che i miei lamenti escano liberi e liberatori, lascio scaricare la tensione ma non conto, non lo faccio mai, mi limito ad abbassare la testa e respirare a fondo, entro in contatto col mio io profondo lascio al mio corpo la gestione del dolore sapendo che la mia mente è più forte, ora la mia carne brucia i colpi più ravvicinati, più forti, arriverò presto al limite, presto non ce la farò più, stringo i denti, il respiro si accelera ma devo stare concentrata, ogni tanto s’interrompe e sfiora la mia pelle molto arrossata fiero di ciò che mi sta facendo e del fatto che io stia lì per lasciarglielo fare fiduciosa e serena, ancora cinque per parte, conta…
Conto sapendo che non arriverò mai al cinque, uno, è forte, brucia vorrei che si fermasse, due, accidenti devo sopportare ancora, tre e poi quattro, ce la faccio e poi il cinque, sì una parte è andata, ce la farò Padrone non ti deluderò proprio ora, uno, dentro di me sale l’orgoglio, due il dolore è pazzesco, tre, sono brava, quattro, sono degna e cinque, sono sua come Lui mi vuole… brava piccola… lo sento dentro di me che sussurra, sono sfinita, ma il sorriso sulle mie labbra, ostacolato dalla pallina è comunque ben visibile, sono tranquilla… Le mani del Master mi aprono bene il culo ed un plug ben lubrificato entra fino in fondo… Lo sento al mio fianco, lo sento mentre mi scosta delicatamente i lunghi capelli dalla schiena, sento il colpo della frusta e d’istinto m’inarco…
Colpisce le spalle colpisce il sedere ancora dolente e pieno del plug in lattice, i colpi non fanno male ma servono a scaldarmi, la mia pelle diventa sensibile, si arrossa, così legata non posso muovermi troppo, posso solo soggiacere alle sue voglie, la sua voce che mi dice ora vediamo se il gatto lo resisti come sostiene il tuo Padrone, vediamo se sei abbastanza brava…
La frusta viene cambiata, questa brucia, peggio del cane, peggio della cera… Il gatto a nove code morde feroce anche sui fianchi… I colpi si susseguono, forti, lenti, teneri e veloci, un alternanza continua, che mi mantiene vigile, mi obbliga a concentrarmi al massimo sulla respirazione, scatti incontrollabili mi portano ogni tanto a fuggire dalla frusta, ma l’essere imprigionata e quindi il non poterlo fare mi eccita…
Gemiti di dolore si mischiano a quelli di eccitazione, il plug mi riempie, so che la telecamera ha filmato bene il momento in cui me lo ha infilato dentro, so che ha visto l’ano dilatarsi per accoglierlo e che dall’altra parte qualcuno pensava sì tutto dentro, fino in fondo, spingi dai, inchiodala lì quella troietta…
Sapere che il Dom ha provato piacere nel sentire solo una lieve naturale resistenza, sapere che ha osservato soddisfatto che il mio Padrone mi ha aperta bene, sapere che forse vorrà togliersi lo sfizio e mi onorerà della sua carne, mi da alla testa, l’eccitazione sale… Mentre penso a questo i colpi del gatto sono cessati, il mio corpo è riuscito ad adattarsi, sono stata abbastanza resistente, Egli sarà fiero della sua schiava… Mani sicure armeggiano con le corde che mi imprigionano, sicure e ferme mi forniscono il sostegno cui appoggiarmi e mi accompagnano alla mia prossima prova… Mi appoggiano al muro, le braccia sopra la testa vengono fissate alla croce, le gambe aperte vengono legate all’altezza delle caviglie… Dita sicure e dure stringono i miei capezzoli, prima uno, poi l’altro, poi insieme, tirandoli in alto, in basso, stringono forte, li sfiorano soltanto, giocano un po’ svogliate… Poi l’attenzione si focalizza su un seno solo, sento la morsa di una molletta chiudersi sull’abbondanza del mio petto, un’altra vicina, ancora una, ancora, ora il capezzolo e circondato e ben teso, la fitta pungente che sento quando anch’esso viene pizzicato mi fa trattenere il fiato, anche l’altro seno subisce lo stesso trattamento… Le mani del Master scendono accarezzandomi i fianchi fino alla mia figa…
Una corda mi cinge intorno alla vita bloccandomi il plug dentro e un nodo in punto strategico stuzzica da impazzire i miei centri del piacere… Sento tendere le grandi labbra, sento le mollette che una alla volta vanno a imprigionare quella tenera parte di me… Sobbalzo, il respiro affannato, le mani che mi accarezzano i pesi che presto mi tireranno la carne… La mano si scosta e la legge di gravità chiama a se ciò che essa ha lasciato cadere, ma non giungono a terra, no i pesi sono fissati bene e tendono le mie grandi labbra torturandomi di piacere, mi bagno e sono lì lì per godere… Mi toglie piano le mollette intorno al capezzolo lasciandolo prigioniero di un’unica clamp… Poi anche qui i pesi… E’ la prima volta che li uso in assoluto, con Lui non li abbiamo mai utilizzati, è il regalo che ho voluto fargli, una specie di tesina bonus, ho chiesto in privato di poter superare alcuni livelli in modo diverso, per regalargli tutta la mia devozione e fedeltà attraverso un maggior dolore, per fargli sapere che lo adoro e che sono totalmente sua…
Immagino la sua faccia stupita, immagino il produttore che gli spiega che questo è un mio regalo, che attraverso il superamento di questo mio limite voglio celebrare la mia felicità di portare il suo collare costantemente… Una mano gentile mi libera dalle clamps, i seni più leggeri sembrano gioire, ma presto verranno accarezzati dalla frusta, non il gatto, ma una con strisce più larghe, che li renderà turgidi e duri, pronti per essere legati e cosparsi di cera calda… La frusta si abbatte ovunque, sulla figa, nell’interno coscia… Sono così eccitata, mi sento su di giri, essere usata così mi da la carica, essere legata e bendata mi porta ad avere sensazioni molto forti, spostata da una parte all’altra del dungeon come un pezzo di carne qualsiasi è per me il massimo, il fatto poi che non mi si dica nulla ma che mi si metta in posizione e basta è da libidine pura… Un oggetto… Libera dalla croce, attraverso la stanza, mi siedono su un tavolo, gambe aperte le mani dietro la testa… Una corda comincia a stringersi intorno al mio busto, ai seni, ogni tanto una mano mi tocca tra le gambe tirando la corda che mi trattiene, il plug viene spinto bene a fondo, i complicati nodi del bondage stringono la mia carne lasciando libere, solo le parti che interessano per la cera, i seni e la figa… I seni scuri, stretti nella morsa, i capezzoli sensibilissimi, questa volta urlerò, lo so io, lo sa il Master, lo sa chi mi vede, tutto è stato fatto per farmi gridare… Alle caviglie hanno fissato un separatore, non potrei chiudere le gambe neppure volendo, una mano ferma sulla spalla mi ordina di coricarmi, le braccia sopra la testa legate al tavolo ora mi lasciano alla completa mercee di questo Dom...
Un’altra prima esperienza si spiega davanti a me, mentre le gambe si sollevano lentamente portandomi ad una semi-sospensione, lasciandomi solo con parte della schiena appoggiata, così da essere in totale mostra alla camera e in totale offerta, pronta ad essere violata sempre di più…
La corda intorno ai miei fianchi viene sciolta ed il plug tolto, ora sei ben aperta, ora mi diverto… Le prime gocce di cera sono tremende, urlo, proprio come sospettavo, non posso non farlo, a questo punto sono anche un po’ stanca, così scarico la tensione, riporto tutto su un piano fisico-psicologico più accettabile, urlando aumento ancora la mia resistenza e so che il mio Padrone è fiero di me e che mi osserva orgoglioso, so che chi lo guarda l’invidia un po’, so che chi mi vede vorrebbe essere al suo posto… Goccia dopo goccia, i seni vengono tinti dal rosso della cera fusa. Goccia dopo goccia, le candele scendono lungo il mio corpo, la prossima meta sarà la mia figa, spero di essere in grado di fare quanto chiesto, spero di poter essere oggetto fino in fondo, come merita questo Master così abile da riuscire a portarmi dove vuole attraverso il dolore ed il piacere… Sento chiaramente l’aumentare del calore, capisco che sta usando più di una candela, sono pronta, ce la farò, terrò duro, stringerò i denti, gli lascerò fare ciò che vuole di me…
Dio mio che cosa pazzesca, per fortuna sono ben legata altrimenti mi sarei fatta male per lo spasmo, è peggio di quello che temevo, è atroce, ma è solo un attimo, Lui capisce, non osa ripetersi ancora, gira intorno, sull’interno coscia fa altrettanto male, ma mi è più facile digerirlo come dolore, improvviso ecco che ripassa, trattengo il fiato e mi contraggo, la respirazione riprende accelerata, la sua mano dolcemente mi accarezza, brava, così, non ha potuto non dirmelo, deve darmi forza, ormai siamo in simbiosi, lui può se io posso, io posso se lui mi da forza, anche così con una carezza od una parola, è sufficiente…
Trovo la forza di respirare lungo, la pallina porta ormai impressi i segni perenni dei miei denti, sono nuovamente carica, lo sente, lo vede, la cera cola sul mio corpo inerme… Soddisfatta di me stessa, giaccio lì, offerta come una prostituta qualsiasi, ma senza subirne l’umiliazione degradante, se mi vuole mi userà, se non mi vuole potrà sempre farmi godere come premio, se non lo merito rimarrò così, ma senza sentirmi svilita… Nel bdsm il sesso centra poco, ma certe volte entra in gioco qualcosa di più, l’intimo bisogno del corpo di proseguire la dominazione della mente e degli oggetti anche con la propria carne, di assoggettare fino in fondo e totalmente corpo, mente e anima… Io sono consapevole che forse non verrò usata così, ma un po’ mi spiace, mi toglie un po’ il piacere d’essere oggetto, così legata poi sarebbe difficile non godere più e più volte senza ritegno come una vera troia… Il Dom si accorge che sono bagnatissima, anche la camera può notare i piccoli spasmi del mio bacino e il lucido brillare della vagina… Un dito penetra la mia figa, stantuffa, al primo si unisce un secondo, l’aria si riempie del profumo dei miei umori, l’eccitazione diventa palpabile… Un dildo artificiale mi riempie, poi comincia a muoversi, su e giù, dentro e fuori, qualcosa mi stuzzica spietato il clitoride vibrando… Gemo incontrollata, l’orgasmo dietro l’angolo, poi tutto si ferma, le gambe si abbassano, i piedi tornano a toccare terra, le mani non più vincolate al tavolo mi vengono portate dietro la schiena e fissate nuovamente tra loro… Ora sul tavolo sto a pancia in giù, verrò sbattuta come mai, figa e culo…
Sono lì fradicia, vogliosa e ubbidiente, in attesa spasmodica di un gesto, una parola, qualcosa… Dita ferme armeggiano nuovamente con il buco del mio culo, sento che un dito mi penetra, da solo un po’ di fastidio, sì troia te lo sei proprio meritato, eccoti la ricompensa… Vengo inculata con forza, c’è dolore, ma è sopportabile, il mio capace Padrone mi ha ben preparato e l’eccitazione gioca il ruolo più importante. Sotto i suoi colpi, sento il mio corpo cedere, la sua mano schiaffeggia le natiche, neppure nel momento del piacere il dolore deve essere assente, godere imparando a scindere il dolore dal piacere è l’ultima lezione che devo mettere in pratica, i seni stretti dalle corde così compressi cominciano a dolere, l’onda dell’orgasmo va e viene, la mia mente si concentra, il dolore diventa mezzo, il cazzo del Dom esce dall’ano e mi sfonda la figa, è orgasmo! Forte! Violento! Intenso… Un urlo selvaggio e animale mi sale dal profondo, sfinita mi accascio, il Master mi sta innondando di sperma la schiena… La telecamera si spegne… Il mio Padrone è accanto a me, mi libera la bocca, mi sfiora le labbra con un bacio, come quando siamo in sessione… promossa sussurra, sorrido, felice…"

Ricordando sabato
Scrivere questa pagina è una delle cose più difficili che io abbia fatto fino ad ora nella mia vita di slave... Alcune settimane fa sono stata contattata dal webmaster del sito gabbia, voleva realizzare un video di bdsm, dove la slave fosse una persona reale, una che si poteva incontrare tutti i giorni nel forum o nel blog di gabbia, una schiava fedele e devota al proprio Padrone, l'onore della scelta era ricaduto sulla mia umile persona... Essendo esibizionista, il fatto di essere ripresa mi dava una carica notevole e come ogni slave che si rispetti giro la domanda al mio Padrone, così che i due Master possano venire in contatto e discutere sul come, dove e quando... Inutile dire che la cosa mi eccitava davvero molto, essere il giocattolo sessuale e non, di qualcuno è bellissimo per me, ma essere addirittura prestata e filmata mentre venivo usata...!! Gli accordi vengono presi, si butta giù una qualche idea, ma fino ad una settimana prima non sapevo bene ne il giorno ne chi ne cosa o come... La sera di venerdì il mio Padrone mi lascia sola a casa con una scusa plausibile, sa che devo prepararmi, che devo trovare la giusta concentrazione, il giusto stato d'animo, nel video avrò una maschera per ovvie ragioni di privacy, sono bollate le pornostar figuriamoci le bdsmer, tuttavia nel pomeriggio sono andata a farmi i capelli, vezzo femminile che mi aiuta a sentirmi a posto ed in ordine, la sera un bagno tonificante e rilassante con un nuovo bagnoschiuma al tea verde acquistato appositamente per l'occasione e poi depilazione totale, accurata e ripetuta la mattina successiva, il mio corpo deve essere perfetto per qualsiasi uso vogliano farne...
All'una di notte, come da abitudine quando non siamo insieme, arriva la sua telefonata, si informa su come sto, su come ho passato la giornata e mi conferma il suo arrivo per l'ora concordata l'indomani, poi mi da la buona notte e un bacio che fra di noi non manca mai, ma che non ha nulla a che vedere ne col sesso ne con l'amore, è solo un gesto molto intimo che ci avvicina e ci da tenerezza... Non dormo molto alle sei sono già sveglia, sono carica come mai, sono pronta e i clisteri della sera vengono ripetuti così da essere totalmente a puntino, per sicurezza non berrò neppure nulla se non acqua in caso di reale sete, resterò vuota fino al termine della sessione, non ci saranno inconvenienti...
Il viaggio è lungo, il sole picchia e uccide, Milano è un caos da raggiungere, sbagliamo strada di poco, causa un'errata lettura di un cartello, torniamo indietro, siamo quasi arrivati e presto sarò in sessione. Il nostro ospite è squisito, più volte nel corso del viaggio ci telefona per darci le giuste indicazioni di rotta, annuncia ad un certo punto che c'è una novità, ma è al telefono col mio Padrone, io sento solo che per me sarà una gradita sorpresa, la curiosità mi assale, lo tormento ma Lui è abbottonato, capisco che la cosa mi piacerà davvero o non farebbe tanto il misterioso, non sto più nella pelle ormai, tenermi è difficile, parlo a ruota libera, il mio morale sale e scende come l'alta marea, ce la farò, non piacerò al Master che mi usa, posso farcela Tu sei con me, non riuscirò a esternare le mie emozioni, su e giù, giù e su...
Al nostro arrivo c'è fermento, leggo e firmo la liberatoria, scelgo la maschera, fa troppo caldo per quella in lattex, ne useremo una da Dom che mi lascia respirare meglio, e vedo lei... E' vestita normale, aiuta con le luci, poi inizia truccarsi, è bellissima, subito temo che sia un'altra slave, poi la sua identità mi è chiara quando la vedo vestita in dress-code rosso fuoco... Una Domina, una vera Mistress, farà da contro parte al Master nel video, un piccolo incidente con le sue scarpe mi permette di rompere il ghiaccio e umilmente le offro le mie, sono nuove, sandali dal tacco alto dorati, che su di lei manco a dirlo stanno benissimo, vestita così poi... Il Dom che girerà con noi arriva per ultimo, ci guardiamo tra noi, presto si creerà un legame molto forte, presto giocheremo, il feeling è immediato, a pelle ci sentiamo tutti a nostro agio, nessun prevaricamento, nessuna ipocrisia, parliamo, decidiamo i dettagli, poi al Dom viene proposto di leggere il racconto, che mi era stato chiesto di scrivere per l'occasione, di come mi immaginavo la cosa, di quello che sarebbe accaduto, per conoscermi e capire con chi avrebbe giocato, il mio Padrone osserva tranquillo la scena, nella stanza oltre a Lui sono presenti altri quattro Dominanti, io sola sono slave, ma sono tutti lì per me, la mia eccitazione è al punto giusto, scivolo dolcemente nel mio ruolo ed entro in sessione...
Non sto a descrivervi il girato, lo potete vedere da voi cosa mi è stato fatto e quali sono state le mie reazioni nei vari momenti di gioco, si vedono fin troppo chiaramente e si sentono anche, un dungeon perfettamente insonorizzato e attrezzatissimo come quello permette molti sfoghi e molti usi! Avere accanto persone che condividono il mio stesso stile di vita è una grossa novità per me, fino ad ora l'unica persona in carne e ossa che ho conosciuto di questo mondo è il mio Padrone, essere qui oggi è molto importante per me anche per questo, mi da finalmente l'opportunità di toccare con mano tutta una serie di concetti che fino ad allora erano per me solo accademici... Mi spiego meglio, esistono tante tipologie di Master ed altrettante di sub, tante quante sono le persone che praticano il bdsm, ognuno di noi da il suo personale contributo e vive la propria passione a modo proprio rendendo ogni incontro e contatto un'evoluzione ulteriore della comprensione di questo affascinante stile di vita, ponendo nuove sfide e gettando diverse basi per le persone che diverremo...
Durante il girato sono accadute tante cose che ovviamente nel DVD non si vedranno, c'è stato un episodio in particolare che mi ha fatto sbellicare dalle risa e che ancora adesso mi lascia un sorriso tra il serio ed il divertito sul volto... Il Dom stava provando il cane per capire le mie reazioni e studiare al meglio il modo di usarmi solo che dopo i primi colpi il cane, forse causa errata impugnatura, si spezza, "ecco prendi!...crash!" fantastico!, una di quelle scene che i comici provano e riprovano per settimane e non viene mai bene, mentre a noi che dovevamo restare seri e concentrati va a capitare così per caso... E' stato un bene per me, mi ha sciolto del tutto quella specie di ansia da prestazione che ancora parzialmente mi circolava nel sangue, ricordandomi che ero essenzialmente lì per divertirmi e godere dell'esperienza, che non ero lì per dimostrare ne di essere un'attrice ne di essere miss universo, bensì una slave, cosa che sono, fino in fondo all'anima, non dovevo fare null'altro che esser me stessa e tutto sarebbe andato nel migliore dei modi, come in effetti è poi accaduto... Non provavo alcuna vergogna ad essere nuda dinnanzi a tanti estranei, sapevo di essere esibizionista ma averne la dimostrazione pratica è stato molto soddisfacente... Al termine delle riprese, rilassati e scherzosi, ormai vecchi amici, mentre mi rivesto, mentre il set viene sommariamente riportato a semplice dungeon, ci accordiamo per bere qualcosa assieme, è straordinario essere seduti in mezzo alla gente, sapendo che tutti ci guardano senza vederci, che tutti ci sentono senza ascoltarci, liberi di volare, parliamo del più e del meno, scherzando sugli episodi da candid camera frammisti al video che sono stati tagliati rubandoci le patatine portate con l'aperitivo...

Riflettendo su sabato.
"Come esprimere a parole ciò che sento? Come poter mettere nero su bianco la crescita interiore che una giornata simile ti dona? Quali parole sono più adatte a ringraziare il mio Padrone per avermi scelta e per avere tanta cura di me come essere umano oltre che come sua slave? Non credo che nulla di ciò che sto per scrivere riuscirà a rendere l’idea precisa della gioia, della serenità, del senso di appartenenza che albergano nel mio cuore… Essere prestata, usata da altri, filmata e resa degna di essere sua, essere esaminata ed approvata, sottoposta a prove dure in grado di farmi crescere per Lui, per me… Quel giorno l’ho sentito accanto come mai prima d’ora, non avevo bisogno del collare, non avevo bisogno del contatto, Egli era, e lo è tuttora, presente nella mia mente, accanto a me nel dolore, con me quando il limite di sopportazione si è avvicinato, quando l’ho infranto e superato…
Era lì nel mio modo di controllare la respirazione, era lì nel mio essere sicura di farcela, era lì nel mio essere libera di donare le urla e le lacrime in virtù dell’obbedienza e del rispetto che gli porto… Il forte legame che già ci univa ne è uscito potenziato come mai avrei creduto possibile, non potevo credere che mi sarei sentita ancora più coinvolta, più presente e più schiava di come ero prima… Guardarlo negli occhi e sapere cosa vuole, ascoltare il suo tono dolce e gentile di voce che mi chiede un favore e riconoscere l’ordine celato sotto, percepire i suoi desideri e riuscire ad anticiparli… Sono cambiata profondamente dopo il video… Ora so di essere una vera slave, ora so che questo mio corpo è ben addestrato e che potrà solo migliorare sotto il mio Padrone, so che posso dare piacere anche ad altri Dominanti e ne sono orgogliosa… La mia forza e la mia sicurezza sono motivo per Lui di soddisfazione, vedermi superare ostacoli che fino ad ora erano parsi insormontabili ha dato ad entrambi la consapevolezza di quanto siamo fortunati ad esserci trovati, scelti e donati… Lui mi dona ogni istante il suo pensiero, la sua attenzione, l’ho percepito come non mai nei suoi gesti appena accennati, nei fugaci baci attraverso la maschera, nei suoi occhi quando incrociavano i miei…
Come mi sono sentita orgogliosa di vederlo soddisfatto di me, come sono felice di potermi donare completamente senza limiti o paure, so ora più che mai, che Lui si prenderà sempre cura di me per farmi diventare la schiava che Lui desidera per se… L’ho sfinito a forza di parlare, di ripercorrere quella giornata istante per istante, analizzando ogni momento, scoprendomi diversa ad ogni passo, più sicura, più ferma nel mio proposito di essere schiava, più libera che mai… L’avermi permesso di giocare anche con una Domina per esplorare la mia bisessualità è stato un dono prezioso e dolcissimo da parte sua, realizzare i suoi progetti su di me mi da grande stima di me stessa, mi permette di affrontare il mondo a testa alta senza vergognarmi più di non essere ne bella ne intelligente, ma semplicemente serenity… Credo che mai avrei potuto crescere tanto senza il suo aiuto, leggere il piacere nei suoi occhi quando sono riuscita a lasciarmi andare, a donarmi ad un estraneo perché Lui voleva così, quando, sicura di me e delle mie capacità, ho lasciato che la paura e l’imbarazzo di avere così tante persone Dominanti accanto, svanissero come neve al sole, è stato un momento magico, unico, irripetibile… Ci saranno altri momenti in grado di segnare così profondamente la mia vita, non ne dubito, ma non avranno ne lo stesso valore, ne potranno darmi la forza sufficiente per permettermi di dire con fierezza che io sono così e che non intendo essere diversa per piacere e ne di piegarmi ai dettami del perbenismo e di negare la mia indole sub… Ho acquisito una notevole autostima, ho potuto finalmente rimuovere blocchi psicologici che mi impedivano di essere felice fin da bambina, un padre orribile e violento, che rincarava la dose al minimo fiato o lacrima, ha condizionato la mia vita ed il mio modo di essere slave da sempre…
Con il mio Padrone non urlavo, non piangevo, non riuscivo in alcun modo ad esternare il mio dolore, poche volte sono riuscita a chiedere aiuto e rifugiarmi in lacrime fra le sue solide braccia, ma mai in sessione, mai nel momento opportuno e giusto… So che pensava a questo quando mi guardava resistere ai colpi del cane e della frusta senza fiatare, so che mi incitava a cedere, che lì non mi avrebbero sentita, che non sarei stata punita per essere umana, so che ha gioito quando sono stata finalmente in grado di gemere e poi urlare, dibattermi ed infine piangere… So che non ne ha fatto parola ne con chi mi stava usando, ne con chi mi riprendeva, ne con il proprietario del dungeon, era un segreto tutto nostro, la nostra scommessa personale, una fase importante della mia crescita al suo fianco. I suoi occhi nei miei che mi incoraggiavano, ho ancora i brividi se ci penso, ancora mi eccita fisicamente il pensiero di quegli istanti, quando il limite del dolore arrivava ad essere infranto e la mia resistenza aumentava, quando credevo di essere sola in mezzo ai lupi e scoprivo aprendo la mente di avere accanto invece solamente amici… Mi chiedo quanti amici si sbatterebbero sotto il sole di questo periodo, in pieno mezzogiorno, solo per stare un paio d’ore in compagnia, quanti affronterebbero la scomodità di città sconosciute, di strade infuocate e di macchine via-via più strette e scomode, solo per stare insieme… Noi l’abbiamo fatto, perché noi siamo speciali, ci siamo guardati dentro e accettati, abbiamo visto i pozzi oscuri della nostra anima e ne siamo usciti migliori, fortificati, forse persino più saggi, sicuramente meno soli di tanti altri che vivono circondati dalle ipocrisie di una vita non loro… Noi eravamo lì, con una passione in comune, null’altro a legarci, chi si conosceva solo tramite mail, chi per amicizia di lunga data o chi per lavoro, nulla di ciò ha impedito che le nostre anime si fondessero, semplicemente noi, semplicemente Dom e sub… Ridendo, il mio Padrone mi schernisce un po’, ora che so di poter fare tanto, ora che ho avuto la prova da estranei che posso farcela, quando gli dico che sono proprio contenta di me… Ride felice di vedermi finalmente più sicura e serena, ride ogni volta che mi vanto di avercela fatta, siamo felici entrambi…
Mi sento persino più bella, ieri l’ho trascinato per tutto il mercato perché volevo una gonna… Vedendomi vi chiederete come oso metterla, eppure vi assicuro che ci sono riuscita e che mi sono pure sentita benissimo, anzi, bellissima! Tutto il mio essere è mutato da quando non mi nascondo più, tutto ha acquisito un nuovo sapore, una nuova dimensione, il coraggio di guardarsi dentro e dire ho bisogno di questo e quest’altro, come posso averlo? Non è facile da trovare, lo ammetto, tuttavia è la cosa migliore da fare per ognuno di noi, così come io sabato ho capito che se anche faccio vedere che soffro e ho paura non vengo per questo meno considerata o svilita, che se non sono in grado subito non è detto che non lo sarò in futuro, così ognuno di noi dovrebbe comprendere che sono i nostri sentimenti a renderci unici e preziosi, non i nostri averi o il nostro corpo, bensì ciò che abbiamo dentro, ciò che ci fa battere il cuore, ciò che ci rende umani…"


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