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Non è facile immaginare che quasi cent’anni fa’, in Francia, vi
è stato un progressivo fiorire di letteratura erotica et in specie
di una letteratura dedicata a quello che è comunemente detto il
“ vizio francese” cioè la fessée.
Un certo numero di piccole
e coraggiose case editrici, un gruppo di scrittori prolifici a tal punto
da scrivere sotto vari pseudonimi, vari disegnatori acuti per conoscenza
della tematica e spessore artistico, hanno creato le condizioni
per un fortunato periodo letterario all’insegna della sculacciata.
Questa letteratura non è uscita dal nulla, bensì è
il frutto di una cultura e, si capisce bene, anche di una pratica diffusa,
seppure in una elite di persone. Gli scrittori descrivono sensazioni che
solo chi è un buon appassionato e praticante della sculacciata
è in grado di conoscere. Ed il moltiplicarsi di tante piccole case
editrici e di tanti libri dimostra altresì che vi era un mercato,
una richiesta da parte del pubblico di questo tipo di romanzi.
Ma andiamo con ordine e perché no, anche qualche dettaglio che
gli amanti di questo genere di letteratura potranno forse apprezzare.
Dunque fra il 1904 ed il 1940 apparvero centinaia di opere che descrivevano
le gioie ed i piaceri del sadomasochismo sotto le più svariate
forme: racconti storici (o pseudo tali), geografici o sociologici, romanzi
e racconti d'avventure vissute, pubblicati con una certa regolarità
da editori che si specializzarono in quel tipo di produzione: una mezza
dozzina.
La Sélect-Bibliothèque, dell'editore parigino Massy, fu
la prima a presentare una collezione sull'argomento e ad imporsi: in una
trentina d'anni, apparvero un centinaio di libri venduti soprattutto per
corrispondenza e regolarmente ristampati.
Contrapponendosi alla produzione economica della Sélect-Bibliothèque,
l'editore Jean Fort pubblicò volumi più “lussuosi” principalmente
in due collezioni: Aux Galants Passe-Temps (cinque volumi) e la Collection
des Orties Blanches (trentotto volumi), quest'ultima, forse, la più
conosciuta.
I piaceri nostalgici della sculacciata e le umiliazioni infantili furono
le principali tematiche che si imposero dopo la Grande Guerra. Il Dumarchey
(Pierre Mac Orlan), celandosi dietro molteplici pseudonimi, ne produrrà
di notevoli.
J. Black, L. Fontana,
Léon Pierre, G. Smit - Georges Topfer, Martin Van Maële [(?)
– 1926], questi i nomi, fra i tanti, che illustreranno i volumi in modo
distinto, con tavole quasi sempre deliziose e ad alto contenuto erotico,
quanto esplicito. Saranno però Ch. Herrouard (Herick) e Louis Malteste
[1870 (?) – 1928] ad imporre alla posterità il loro stile realista.
Questi libri, che per ovvie ragioni vennero editi in un numero molto limitato
di copie - e come facilmente si può evincere hanno attraversato
molteplici vicissitudini - sono oggi particolarmente rari.
Più denominazioni commerciali designarono, a volte contemporaneamente,
la stessa impresa: troviamo così la Librairie Franco-Anglaise,
Amateur-Bibliophile, Édition Parisienne, Librairie Générale,
Librairie Artistique, Librairie des Éditions Modernes, Librairie
Artistique et du Fin de Siècle, Librairie Artistique et Édition
Parisienne réunies.
L'apparente molteplicità degli autori è comunque riassumibile
in un elenco comprendente poco più di una ventina di nomi (quasi
sempre pseudonimi): Birchisgood (Lord), Blackeyes Sadie, Dangtal L. M.,
D'Apinac Maurice, De la Beuque Jean, De Vignons Max, De Virgans Jean,
Desergy René-Michel, D’Icy Jacques, Kidrodstock (Lord), Kindler
Edith, Kardy Allan, Lapaz Juana, Mac Clyde Alan, Van Rod Aimé,
Van Rowel Désiré, Vergereau André, eccetera.
Per quanto riguarda i Maestri illustratori, ritengo doveroso ricordare,
fra i tanti, G. Hirlemann, che fu senza dubbio quello che illustrò
il maggiore numero di romanzi della "Librairie Artistique et Parisienne",
contrariamente a René Giffey (1884 – 1965) e Maurice Millière
che, pur disegnandovi solo per un periodo relativamente breve, produssero
bellissime tavole, cariche d'erotismo.
Georges Topfer, alias G. Smit, che si distinse per l'impiego del colore
nelle incisioni oltre che per l'innato talento e per la naturale predisposizione
ad illustrare scene con carattere sadomasochista, più o meno esplicite.
Léon Roze con spiccata attitudine ad illustrare scene erotiche
con eleganza e raffinatezza e che disegnò anche per l'editore Jean
Fort.
Louis Malteste, uno dei più famosi.
Sullo stesso piano troviamo
Chéri Herouard, l'artista dei chiaroscuri sapienti, di indubbio
talento, che firmava con lo pseudonimo Herick le tavole più spinte
ma mai volgari (a volte, forse per refusi tipografici, apparva come Herric).
Ultimo, ma solo cronologicamente, il grande Carlo: una ventina di romanzi
scritti da vari autori e da lui illustrati fra il 1930 ed il 1937; tavole
incredibilmente efficaci che avrebbero considerevolmente influenzato non
solo il creatore di Sweet Gwendoline, ìl grande e mitico John Willie,
ma quasi tutti gli artisti della Mutrix Corporation (a volte, si trova
erroneamente citata come Nutrix), compreso Irving Klaw.
A questi illustratori statunitensi (tranne Jim che era europeo), censura
del loro Paese ad esplorare sotto ogni aspetto la tematica dell'immobilizzazione,
va riconosciuto il merito di aver creato il bondage, un genere ben preciso
al quale si sono ispirati, anche in tempi recenti, molti artisti delle
più svariate nazionalità.
Qui chiudo questa introduzione ai Libri del Secondo Scaffale, che
così ho voluto intitolare perché, quasi sempre, negli scaffali
delle nostre domestiche biblioteche, questi volumi stanno dietro alla
prima fila di libri più ..”rispettabili”. Tre decenni abbondanti
di capolavori giammai eguagliati, un periodo d’oro per apertura mentale
e che si chiude alla vigilia della seconda guerra mondiale, ucciso dalla
censura, ma anche dalla fotografia, dalle preoccupazioni per eventi catastrofici,
dalla crisi economica e da una produzione sm che subito dopo la guerra
si sviluppa autonomamente negli Stati Uniti.
Paul Stoves
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