|
|
|
|
|
Aurore si era fatta slacciare il corpetto e ora, sulla ampia gonna,
indossava solo una camicetta di cotone molto aperta sul davanti che le
lasciava libertà di movimento. Il corto scudiscio si
abbatté sul candore delle natiche di Pauline, la sua ancella
favorita, con uno schiocco secco seguito da un gemito della ragazza.
“Cerca di capirmi, Pauline”, disse Aurore preparandosi a dare un'altra
scudisciata, “io non ce l'ho con te per il fatto che vai a letto con il
conte, mio marito, ma ti punisco perché mi fa piacere farlo,
capisci?”
|
 |
|
|
Il momento più difficile è passato, spero. È
incredibile come il corpo umano riesca ad assuefarsi praticamente ad
ogni situazione, purché gliene sia dato il tempo. Ecco una
verità che ho imparato in questa mia lunga e assurda “prigionia”.
È circa un anno che sono stata affidata dal mio uomo a
Miss Angela, una donna severissima che di angelico non ha proprio
nulla. Quando lei mi tortura nei suoi occhi c’è una luce intensa
di piacere che diventa sempre più forte man mano che il mio
supplizio, la mia sofferenza aumenta.....
|
 |
|
|
Africa: sono le notti quelle che non si dimenticano di questo
continente affascinante. Le stelle sembrano più vicine e l'aria
porta mille profumi nel silenzio frantumato dai rumori della foresta.
Dopo soli tre mesi di permanenza, Letizia, infermiera volontaria, aveva
cominciato a considerare l'Africa come la sua vera patria ed aveva
deciso che non l'avrebbe più abbandonata. S'era ambientata sulle
rive del Niger, così diverse da quelle del natìo Ticino,
s'era affezionata alla gente dura e semplice che le abitava.
|
 |
|
|
Gabriella è una ragazza molto realizzata, da quando frequenta la
scuola di Miss Ingrid.
Ne venne a conoscenza durante il suo soggiorno estivo, presso sua
cugina Greta a Zurigo. Il ramo tedesco della famiglia di Gabriella era
sempre stato un po’ estraneo alla ragazza e l’invito di Greta a
trascorrere da lei il mese di luglio le era parso subito una bella
occasione per stringere maggiormente i rapporti con i suoi parenti di
parte materna. Subito si trovò a suo agio (conosceva bene il
tedesco) e divenne in particolare molto amica della bella e
gentilissima cugina.
|
 |
|
|
Ho appreso ad essere dominata da poco tempo. Non mi considero una
brava schiava perché ho ancora tutto da imparare, ma non
è la quantità di giusti comportamenti che è
divertente.
Il divertimento nasce dal conflitto che si verifica all’interno della
persona.
Un padrone ama la sua schiava e le dimostra il suo
disprezzo. Quale sarà la verità? Io vivo questo
dramma tutte le volte che giochiamo.
|
 |
|
|
Spero non vi scandalizziate se vi dico senza tanti misteri che sono una
professionista. Ho 45 anni e grazie a palestra e tutte le cure
possibili (non chirurgiche, almeno per il momento) nessuno mi dà
gli anni che veramente ho.
Ho vissuto con il mio primo ed unico! marito a Londra dove, per
ingannare il tanto tempo libero che avevo dovuto al lavoro impegnativo
di mio marito ed i suoi frequenti viaggi ad Hong Kong, avevo accettato
la proposta di …lavoro offertami da una amica.
|
 |
|
|
Siamo due cameriere che lavorano in un albergo di Cortina. Abbiamo
rispettivamente 24 e 25 anni e da sempre questo è il nostro
lavoro. Purtroppo qui non è facile trovare altri lavori per la
tanta concorrenza di personale e così ci tocca stare in questo
albergo dove i due proprietari (molto vecchi) usano ancora le punizioni
corporali. Se non fosse per questo fatto del tutto spiacevole, il
trattamento è ottimo e anche la paga che ci consente di vivere
bene e di mettere da parte qualche soldino..
|
 |
|
|
Da oltre un’ora il campanile del vicino villaggio aveva suonato i
rintocchi del mezzogiorno e la lunga, impegnativa sessione disciplinare
a Villa Penitenza si era appena conclusa. Gianna, Nora, Lyz e le altre
corrigende, seminude e discinte, con le natiche e le poppe segnate dai
reiterati emendamenti corporali, si erano dirette di corsa verso lo
spogliatoio, rosse in viso di vergogna e di eccitazione, frettolose di
riverstirsi prima che i Superiori potessero pentirsi dell’intervallo
accordato.
Il silenzio era sceso da un pezzo nel “salone di supplizi”
|
 |
|
|
Il treno sbuffava monotono tra un paesaggio selvaggio e umido: riuscivo
a vederlo appena, tra le pesanti sbarre di ferro che in India
proteggono i finestrini bassi e opprimenti. Avrei dovuto trascorrere un
giorno intero e una notte in quello scompartimento vuoto.
Il viaggio fino a Delhi era lungo e l'amica con cui viaggiavo mi aveva
abbandonato per trasferirsi nella cabina occupata da un ingegnere
indiano che le aveva fatto perdere la testa fin da quando eravamo
salite. "Non ti dispiace, vero?", mi aveva detto con il suo sorriso
maliziosetto, "avrai tutto lo scompartimento per te! Riposati, mi
sembri un po' stanca ... Ci vediamo a Delhi, ciao dolcezza!".
|
 |
|
|
Un racconto di sottomissione dove cerebralità e
fisicità sono amalgamati strettamente.
|
 |
|
|
|
<<<Indietro
|
Avanti >>>
|
|
|