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Le piace dominare 1

"Su questo non dubitare. Con una Padrona non ci si può permettere di sgarrare". "Bravo. Ciao, a stasera". Ezio, elegantissimo, si presentò puntuale all'appuntamento. Camilla lo attese con abbigliamento eloquente: giubbino di pelle nera corto con sotto nient' altro che un reggiseno nero, mini-gonna sempre di pelle e gli stivaloni di cuoio che già aveva indossato nella fatidica serata con Marco e che le avevano portato fortuna nella conquista come Dominatrice. "Oh, mamma mia! Sei semplicemente divina!" "Sapevo di piacerti". "E come faccio io a stare qui soltanto a parlare quando ho di fronte una superba creatura abbigliata in tale modo?!" "E chi ti dice che staremo solo a parlare? Come prima cosa ho pensato che per affrontare certi argomenti e per metterti più a tuo agio c'era bisogno della giusta atmosfera. Vestita così te la creo questa atmosfera, non è vero Ezio?" "Questo è certo!" "Allora, come iniziamo le lezioni?" "Direi innanzitutto che tocca a te dirmi cosa pensi dell'S/M dopo averti accennato l'argomento la volta scorsa..." "Sarò breve: mi interessa approfondire il discorso. Quello che tu mi hai detto l'altra volta, i miei pensieri successivi e ciò che ho provato ieri sera con Marco mi hanno convinta che l'SM è decisamente un argomento interessante". "E cos'è che hai provato con Marco?" Camilla raccontò all'amico le vicende della serata precedente e durante la narrazione notò una certa eccitazione nelle espressioni di Ezio: "Ehi, sbaglio o ti stai eccitando?" "Ad essere sincero, mi sento proprio arrapato. Tu, vestita in questo modo, che mi racconti come hai dominato Marco, come lo hai umiliato e sottomesso, beh...credo che mi basterebbe poco per godere..." "Ah, ah, ah. Come sei suscettibile!" "Camilla, sei stupenda, davvero. Vorrei tanto essere tuo schiavo".

Le piace dominare parte 2

Per Camilla ebbe dunque inizio una nuova vita, sessuale per lo meno, che presto però l'avrebbe condizionata anche nella vita di tutti i giorni. Con Marco riuscì a continuare il rapporto SM, lo migliorò e lo condusse ad un livello tale che ormai l'uomo non riusciva a sottrarsi a nessun gioco che gli veniva imposto dalla sua Padrona.

LA GRANDE DOMINATRICE
Fausto

Fausto non nasconde mai il suo sex appeal e non ci tiene proprio a farlo. Sa di essere bello e piacere e di tale narcisismo ha sempre fatto vanto. E d’altronde le ragazze non sanno resistere al suo fascino mediterraneo. Di avventure ne ha avute in abbondanza e quando ne cerca di nuove non è un problema per lui portarle a buon fine. Tutto andava secondo copione per Fausto, fino a quando non conobbe Gilda...

RICORDI DALLA SPAGNA

Per le vacanze di Natale mi sono concesso  quindici giorni a Barcellona assieme ad un gruppo di amici ed amiche.
Io non ho  la ragazza perchè  la voglio   trovare come piace a me, ossia Padrona dalla testa ai piedi.
Anche se ero con altri amici, mi sono preso tutti gli spazi che ho voluto per soddisfare il mio bisogno di essere schiavizzato.

BARBARA E LE SUE AMICHE
Mario

Barbara, una  bella ragazza bionda, arriva sulla spiaggia tenendo al guinzaglio lo schiavetto Alfio, che viene trascinato a quattro zampe nella sabbia.
All’ombrellone, Alfio incontra un’altra Padrona, Teresa.
I piedi di Barbara, nervosi e bene abbronzati, con le unghie  smaltate di un rosso  molto scuro, sono inguainati in zoccoli con la tomaia trasparente ed il tacco  a spillo. Teresa, invece, ha le unghie dei piedi di un bel rosso vivo: è a piedi nudi, ma sotto la sdraio si intravvedono i suoi sandali infradito.

IN TRASFERTA

Il mio lavoro spesso mi porta ad essere fuori casa anche per periodi di qualche settimana. In occasione di una di queste trasferte, mi trovai ad alloggiare in un albergo nella zona di Prato. In quel periodo prendevo servizio appena alle due del pomeriggio e così la mattina dormivo fino a tardi creando qualche problema alla donna delle pulizie che doveva rigovernare la stanza.
Una mattina sentii bussare. Io ero quasi pronto e apro. Era una graziosissima cameriera che mi chiedeva se poteva rifare la stanza.

TRASFORMAZIONE

Cari amici e amiche, la mia buona padrona mi ha concesso l’onore di mettervi al corrente della mia vita segreta di schiavo e sincero masochista. Sono lieto di poterlo fare.  
Vi descriverò le mie prime esperienze, come mi trasformarono rapidamente da insulso amatore e maschilista convinto in adoratore non meno convinto della superiorità femminile ed in sperimentatore instancabile e perverso di tutte le abiezioni che l’erotismo più sfrenato può ideare e alimentare.
Ora soltanto posso dire di aver realizzato la mia autentica natura e quindi di essere sessualmente appagato e felice. Come schiavo. Del resto, è inevitabile accettarsi per quel che si è. Un mio caro amico era irrequieto, insoddisfatto, depresso. Lo è stato fin che non ha riconosciuto appieno la sua natura di   gay. Ora è una checca all’ultimo stadio, ma è felice.

LA SCUOLA DI GRETA

Cari amici e colleghi... schiavi, sono ancora io, Giorgio, e sono tornato per raccontarvi la mia definitiva votazione alla schiavitù come ricerca erotica e realizzazione psicologica.
Vi avevo già detto come avessi scoperto il piacere morboso del masochismo grazie alla vendicativa sorella di una ragazza che avevo sedotto, ma come la mia totale degradazione è stata opera di un’altra donna: Greta.

CLAUDIA

Conobbi Claudia quest’estate, in un camping molto tranquillo vicino a Tropea.
Era una stupenda ragazza molto sexy, con un casco fluente di riccioli ondulati, due tette ed un culo da capogiro, due gambe lunghe e, oserei dire, perfette. Non dava molta confidenza e ben pochi ragazzi erano ammessi nel suo bungalow di legno ai limiti del campeggio. Direi, anzi, che la sua aria di superba freddezza e superiorità era una corazza perfetta contro la quale andavano a frantumarsi tutte le avances e gli ammiccamenti dei galletti del camping che ben presto ripiegarono in massa sulle ben più disponibili, anche se meno gustose, prede tedesche e inglesi. Io mi incaponii a frequentarla: proprio la sua inaccessibilità mi stimolava come una sfida e mi eccitava.

LA COLLEGA

Monica mi fece entrare a casa sua poco tempo dopo averla conosciuta ed  allora credevo che stesse per iniziare una storia meravigliosa. In un certo senso era vero, ma non certo come avevo immaginato io.
Era entrata a far parte del nostro studio pubblicitario da tre mesi e subito mi aveva fatto perdere la testa: alta, bionda, soda, con due gambe da amazzone e due seni da dea, vestita sempre in attillati completini che lasciavano ben poco alla fantasia, truccata in modo superbo e, anche, provvista di intelligenza e molto carattere.
Fin dall’inizio l’avevo presa di mira e devo dire che, dopo un breve momento iniziale di schermaglie, mi era parso di esser ricambiato. Fino al giorno in cui  Monica con il suo splendido sorriso da tigre, mi invitò per l’aperitivo ad andare a casa sua.

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