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In una discoteca di Milano ho conosciuto Ilaria,
Vi ero andato con lo scopo ben preciso di trovare una ragazza da
portarmi a letto, ma invece della solita ragazzina conobbi appunto
Ilaria, una bella donna di circa 35 anni.
Io ne ho solo 28 e fino all’altro giorno non avevo mai avuto
un’esperienza sm, ma solo letto storie di uomini schiavizzati da
crudeli Padrone.
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La mia caratteristica più marcata è che sono un tipo
molto insignificante. Mi chiamo Giovanni, ho 41 anni e fisicamente sono
piuttosto magrolino e privo di muscoli. Non ho mai praticato alcun
sport e solo all’alba dei miei 41 anni mi sono deciso di iniziare a
fare un po’ di ginnastica.
In quest’epoca di revival del culturismo e dei fisici molto palestrati,
ho incominciato a sentirmi un po’a disagio con i miei sessantadue chili
scarsi, e ho deciso di frequentare qualche palestra.
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Seguì una sculacciata fortissima, mi abbassò i
pantaloni e gli slip e dunque anche il mio sedere subì dapprima
i pizzicotti, piccoli e grandi, poi le graffiate. Cominciò lenta
e leggera sulle natiche esterne aumentando la pressione in
prossimità dell’ano.
“Ahh ahhha hhhh” mi contorcevo ma lei, col suo dolce
peso..........
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Vi è mai capitato di leggere un racconto nel quale traspare
chiara e netta una sorta di libera ricostruzione romanzata di fatti
realmente accaduti? A me è capitato, e sicuramente sono ad
ammettere che la lettura ne giova alquanto; ma in questo caso vorrei
sottoporvi la lettura di un racconto che tralascia romanzature e
"correzioni" varie andando sempre e subito al sodo, colpendo chi legge
lì dove deve e vuole essere colpito….nei fatti.
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Sono una Padrona di 28 anni, già esperta, perché è
da quasi dieci che sono stata introdotta alle delizie dell'S/M e gioco
con i miei schiavi. Prima ne avevo anche due o tre insieme, ma adesso
preferisco giocare con uno alla volta, "dedicandomi" totalmente al
disgraziato di turno fino a trasformarlo in uno straccio senza
dignità.
Si vede che col tempo sono diventata più esigente e selettiva.
Il mio ultimo giocattolo si chiama Roberto,
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...."Ecco... io... Franci, non capisco cosa... ti prego, non dire
niente... perdonami... ti prego, prometti di non dire niente... lo
prometti vero? Non lo farò più... farò tutto
quello che vuoi... "
Piagnucolavo vergognosamente, immaginando quale sarebbe stata la
reazione dei miei genitori, se avessero saputo.
"Tutto quello che voglio?"...
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“Io vorrei mangiare un po’ di nutella a farti assaggiare un po’ della
panna che c’è su questa torta.”
Il mio sguardo interrogativo non la colpì più di
tanto ed infatti si alzò da tavola, prese una tazza da latte e
con due dita raccolse la panna che vi era sulla sua fetta di torta e la
mise nella tazza fino a colmarla poi aprì una anta della
dispensa e tirò fuori un barattolo di nutella e mi disse:
“Andiamo schiavetto” facendomi cenno di seguirla fuori casa uscendo dal
retro in modo che nessuno ci vedesse e si avviò verso
l’autorimessa che distava alcune decine di metri dalla casa.
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Decisi che avrei cercato di stupire Francesca, di farle vedere di quale
pasta fossi; strinsi i denti ed affondai il volto nel guanciale. Mia
cugina incominciò una lenta, precisa e terribile fustigazione. A
stento trattenni le urla, limitandomi a mugolii soffocati dal cuscino,
ma non potei trattenere le lacrime. Piangevo per il dolore, per
l'umiliazione, per la rabbia.
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"Ora basta!" ordinò Paola "andiamo a sederci nel salotto"
proseguì rivolgendosi a mia cugina "tu seguici carponi". Le due
Padrone si accomodarono sul divano e Francesca offrì una
sigaretta all'amica. Giunto in loro prossimità, mi sentii
ordinare:
"Avanti, spogliati, vogliamo vederti mentre lo fai"
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..."Ma io... , cosa vogliono fare?"
"Senti, non ho intenzione di prenderle ancora. Stai zitto e buono,
risparmia il fiato perché fra poco ne avrai bisogno".
"Cosa vuoi dire? Paola mi ha detto che sarebbe stata buona con me.. "
"Paola? Se ti sentisse che la chiami così, povero te. Sì,
mi ha obbligato di soddisfarti... ma non sei ancora stato punito per la
tua ritrosia iniziale".
"Ma cosa volete fare? Ho paura... voglio andarmene".....
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